L’avventura situazionista – Mario Perniola

L'avventura situazionistaAltro bel libro di Mimesis, questa volta dedicato a Debord e al situazionismo. Piu’ volte su queste pagine ho raccontato del forte legame che mi stringe al futurismo e alle sue propaggini artistiche, letterarie, musicali e che il situazionismo abbia affondato le mani nella dottrina marinettiana non e’ un mistero. Evoluzione di un percorso futurista che nel 1957, anno della sua fondazione, fece i conti col marxismo in un anticipo di rivoluzione sessantottina alla quale non si solo si accodo’ ma anzi fu una delle forze intellettuali trainanti.
Non e’ un caso che in questi anni di rilancio del futurismo, il situazionismo a sua volta riveda l’alba e intellettuali come Antonio Saccoccio, uno dei padri del nuovo futurismo, analizzi e utilizzi i dettami debordiani adattandoli alle nuove realta’ sociali e soprattutto tecnologiche.
Mario Perniola e’ uomo per cosi’ dire, informato sui fatti avendo partecipato in prima persona al movimento e vissuto dall’interno le idee e le idiosincrasie del gruppo. La vicenda situazionista e’ lunga e complessa, contorta e schiacciata tra la personalita’ di Debord e l’utopia marxista che di fatto ha reso il movimento piu’ teorico che concreto, ingovernabile se non attraverso discutibili epurazioni, di massima irrealizzabile oltre le regole su carta.
Certo, proprio come il futurismo il campo d’azione fu vario e decisamente allargato, in un tentativo d’abbracciare su ogni fronte la societa’, ridefinirne i confini culturali, artistici e persino geografici attraverso l’urbanistica.
Perniola racconta, riassume, analizza e critica quell’esperienza attraverso un percorso cronologico e logico, prima quindi con tempi, modi e protagonisti, poi col dettaglio di quanto avvenne e il rapporto con le altre esperienze di quegli anni sino all’orgasmo del Maggio francese e il declino inevitabile gia’ segnato nei pochi mesi successivi ma che si concludera’ di fatto qualche anno dopo. Perniola non fa sconti e lo si apprezza anche per questo, nemmeno al lettore che non puo’ giungere al testo completamente impreparato ma del resto se lo si legge, e’ perche’ l’interesse e’ antecedente alla lettura. Da sottolineare il capitolo iniziale, tanto curioso quanto spiazzante nel confronto situazionista col grillismo, impietosi paralleli di chi ha scritto il proprio fallimento attraverso il viaggiare su una superficie rumorosa ma senza consistenza teorica e programmatica.
E’ un percorso breve ma divertente e soprattutto istruttivo.
Ancora una volta brava Mimesis.

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