Debord e il Situazionismo revisited – Antonio Saccoccio, Vari

Debord e il Situazionismo revisitedMi trovo ancora una volta a parlare del professor Antonio Saccoccio, gia’ incontrato su queste pagine in varie occasioni e sempre con attinenza al futurismo. Ora il protagonista e’ Debord ed e’ davvero un nuovo argomento? Nel Settembre 2014 si e’ svolto a La Spezia un convegno, anzi un non-convegno, molti accademici riuniti per capire cosa resta oggigiorno di Debord e del Situazionismo. Dall’incontro e’ nato un libro nel quale il filosofo francese viene analizzato e raccontato attraverso diversi punti di vista che in fondo rappresentano altrettante prospettive per capire innanzitutto l’uomo, la sua opera, la sua eredita’.
Se tra gli altri Michele Nobile riepiloga il movimento nel contesto di quegli anni e alla luce delle ideologie allora imperanti, Sandro Ricaldone scava nel passato di Debord per comprendere la ragione di scelte e motivazioni. Roberto Massari con la sua a dir poco appassionata disamina della produzione cinematografica, sintetizza e riassume gli scritti fondati sulle sue opere.Non manca Saccoccio anche in veste di scrittore non solo come curatore, che tende un filo tra futurismo e situazionismo e pure l’amico Stefano Balice espone un Debord applicato ai tempi odierni.
Gli interventi proseguono ma e’ per capire quanto tutto questo sia molto piu’ che attuale e non solo sterile accademia.
Per cio’ che mi riguarda non posso che meravigliarmi ma forse non dovrei, di quanto il Situazionismo resti attuale e come si manifesti inconsapevolmente sui social network. Che arma meravigliosa sarebbe se usata con lucida determinazione. Certo, oggi alcuni obiettivi sono diversi, molti assetti spostati ma la forza del détournement resta immutato, micidiale e corrosivo. Dipendera’ dal fatto che con terrificante precisione, tutto cio’ che egli scrisse sulla societa’ dello spettacolo si e’ puntualmente realizzata e a distanza di oltre 40 anni, la sua analisi si puo’ leggere nel quotidiano per filo e per segno. Fa paura anche solo a pensarci ma il timore di una battaglia persa e di una situazione irreversibile, sono quasi certezze, con la sola possibile vittoria nelle armi ancora affilate del situazionismo. Piu’ di un trattato monografico, la struttura a saggi del libro, differenzia stili e temi, esce dai canoni della divulgazione e velocizza la comprensione, focalizzando meglio i punti trattati.
Bellissimo lavoro di grande chiarezza ed importanza.

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