Glenn Gould. Piano solo – Michel Schneider

Glenn Gould. Piano soloA lungo ho evitato questo libro perche’ chi scrive le sinossi non sa fare il proprio mestiere. Chi lo propone come biografia, chi come romanzo, altri come saggio e non e’ nulla di tutto questo o meglio e’ tutto insieme e molto altro ma andiamo con ordine.
Glenn Gould, uomo complesso, artista sublime, musicista unico e rivoluzionario. Come tutti gli innovatori suscita controversie e discussioni, di massima lo si adora senza condizione o lo si snobba senza mezze misure.
Nel bene e nel male e’ ancora oggi argomento di analisi quando non si puo’ dire lo stesso per altri gradi musicisti scomparsi, percio’ c’e’ da chiedersi: qual’e’ la magia di Glenn Gould?
Ho voluto approfondire in questi anni la sua personalita’, comprendere la sua unicita’. Ammetto di essere stregato, soggiogato dalla sua musica e ogni volta che lo ascolto continuo a sbalordirmi come e piu’ della prima volta.
Anche Schneider e’ finito sotto incanto e nel 1990, quasi dieci anni dopo la scomparsa di Gould che ricordiamo e’ avvenuta nel 1982, ne ricostruisce il percorso umano e artistico ma lo fa in un modo completamente diverso.
La narrazione non e’ lineare, piccoli frammenti di storia rimbalzano dall’infanzia alla morte, senza una regola, totale discontinuita’ e assieme ai ricordi c’e’ analisi tecnica, introspezione psicologica, considerazioni personali e prosa accattivante. Talvolta Schneider inventa, suppone, premette, altre tenta legami e connessioni, trova causa agli effetti, cerca di unificare le mille sfaccettature di un uomo complicato alle scelte tecniche, siano esse conscie o inconsce. Schneider mette al centro di tutto la "fuga" come stile musicale a Gould tanto caro e pure fuga nell’etimo e nell’indole. E’ un’operazione difficile, difficilissima, al di fuori di ogni romanzo o biografia. Non inquadrabile in un solo stile, e’ per questo che riesce difficile riassumere il libro e catalogarlo, eppure e’ l’unico modo per capire Gould sino in fondo perche’ senza conoscere la sua storia non si puo’ comprendere la sua psicologie e senza la psicologia non si possono capire le scelte tecniche che hanno caratterizzato la sia vita.
Alla fine ho trovato il libro bellissimo, emozionante, certo inedito nella forma. Condivido praticamente ogni conclusione alla quale giunge l’autore e mi ritrovo nel metodo e nella funzione. Non credo sia un libro che possa essere pienamente compreso da chi non conosce Gould come uomo e come artista, eppure potrebbe anche essere un punto di partenza importante al quale pero’ deve seguire molto altro, ascolti soprattutto.
Sorprendente.

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