The Kingdom II – Riget II – Lars von Trier

The Kingdom - Il regnoDove eravamo rimasti? A porre la domanda questa volta non e’ il volto martoriato di Enzo Tortora, bensi’ il faccetto furbo di Lars von Trier che prosegue esattamente dove lo avevamo lasciato alla fine della prima serie de "Il regno", "The Kingdom" nella lingua d’Albione o "Riget" in originale.
Ricapitoliamo: c’e’ un ospedale in Danimarca, uno dei piu’ importanti della nazione, edificato pero’ su un terreno paludoso teatro in passato di morte e riti che nel presente si manifestano attraverso presenze maligne e non.
La prima serie finisce con la nascita di uno strano bambino, teste che scompaiono, cerimonie voodoo e una ragazza inebetita che comunica come posseduta da uno spirito ultraterreno. In questa nuove serie scopriremo quali entita’ urlano vendetta, chi e’ il padre dello strano bambino nel frattempo cresciuto mostruosamente.
Alla fine di ogni episodio, il buon Lars commenta e anticipa, lo fa a modo suo ovviamente e pare divertirsi tantissimo. In giacca e farfallino, come un buon padrone di casa accompagna gli ospiti all’uscita ma non di meno ci ricorda di non prendere le cose troppo sul serio.
C’era bisogno di una seconda serie che concludesse la storia ma la freschezza e la novita’ sfumano velocemente e la trama si dilata nemmeno troppo stancamente ma certo inutilmente e la sensazione di volerla tirare per le lunghe a tratti si fa molto forte, incluse alcune situazioni mai chiarite e altre totalmente evitabili. Che poi la storia non si termina nemmeno qui.
Ad ogni modo, tirata per le lunghe a parte, anche l’atmosfera si fa meno oscura e l’ironia s’inspessisce, spingendo su una satira che pare colpire le serie mediche statunitensi che in quegli anni iniziavano ad andare tantissimo. Anche la regia e’ meno attenta e meno funzionale alla vicenda, si punta meno all’effetto scenico, giocando sul concitamento del momento. Avviso ai naviganti: in Italia non si e’ preoccupato nessuno di tradurre questa seconda stagione percio’ la si puo’ vedere soltanto in lingua originale sottotitolata e diro’ forse e’ meglio cosi’.
Una seconda serie sottotono? Si decisamente ma si parte da smisurata altezza e con von Trier che e’ una garanzia a prescindere, per cui non si puo’ assolutamente perdere.

Scheda IMDB

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