Il linguaggio C – ANSI C – Brian W. Kernighan, Dennis M. Ritchie

Il linguaggio C - ANSI CNon si vive di sola letteratura o saggistica e chissa’ che un testo tecnico possa essere un saggio a sua volta.
Il fatto e’ che noi tecnici, informatici o meno, proviamo una sorta di repulsione nei confronti dei manuali o forse dovrei parlare di una botta d’orgoglio un po’ come il rifiuto di chiedere informazioni quando ci si perde per strada o chiedere aiuto nel sollevare pesi. La mia carriera di programmatore software si e’ sviluppata attorno al mondo del lavoro, non in quello universitario, percio’ negli anni ho studiato e scritto programmi con linguaggi orientati al maneggiare tanti dati nel modo piu’ veloce possibile. Il C solitamente ha utilizzi di ben altra natura, nonche’ un ruolo didattico fondamentale anzi unico da quando la programmazione a oggetti ha soppiantato lo strutturato. Oltretutto essendo nativo negli ambienti Unix/Linux, si spiega la diffusione in ambito accademico. Trovandomi a programmare microcontroller alla Arduino per intenderci, il C entra di prepotenza nella mia vita e dopo due anni di rifiuto di manuali, giunge il momento di fare un passo in avanti. Se mi sono dilungato nelle mie beghe personali e’ soltanto per inquadrare un testo che tra tanti, viene dato di riferimento per chi volesse affrontare l’argomento. L’approccio e’ senza alcun dubbio teorico, per iniziati ma non per principianti, attenzione bene. Gli autori lo premettono, si puo’ studiare il testo senza conoscenze specifiche del C ma con esperienza di programmazione, presupposto che confermo essere fondamentale. Libro senza fronzoli ne’ divagazioni, essenziale, formalmente ineccepibile, arriva al cuore degli argomenti senza mezzi termini.
Si inizia con le variabili, si passa alle funzioni, poi coi puntatori e i vettori si entra nel vivo, anzi nella piu’ saliente delle caratteristiche del linguaggio e diciamocelo, la piu’ ostica sulla quale non a caso, il libro scopre il fianco ai maggiori difetti. Se per molti versi si punta alla chiarezza, talvolta l’essenzialita’ eccessiva con esempi di prova astratti, non aiutano nella comprensione dell’argomento e della padronanza della sintassi. Percio’ il libro vince dal lato didattico, sul piano pratico invece aiuta fino ad un certo punto, inclusa la lunga appendice che riassume si ma resta di non immediato utilizzo.
In conclusione il libro ha senso nella didattica, altrimenti esistono guide piu’ mirate.

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