Bagatelle per un massacro – Louis-Ferdinand Celine (estratto)

L’Ebreo che stupra o corrompe una donna non ebrea e anche la uccide deve essere assolto secondo giustizia, perché non ha fatto del male che a una giumenta. Il Talmud

« Cos’è che entra duro e esce molle ». Ecco un bell’indovinello… Quelli che sanno rispondono: il biscotto!…
I film sono lo stesso… Cominciano duri e finiscono molli… crème caramel alla merda!… in salsa « sentimento ».
Le folle ne mangiano a quattro palmenti, è la loro felicità, la loro ebbrezza, hanno bisogno della loro merda, la loro buona merda ebrea, merda-radio, merda-sport (tutti gli incontri di boxe, tutte le gare su strada e su pista sono truccati), merda-alcool, merda-crimine, merdapolitica, merdacinema, dentro a più non posso!… Mai troppo! Mai troppe stronzate! Mai troppo costose! La letteratura d’altronde li prepara ad apprezzare bene questa menna deliziosa. La letteratura si mette al livello, bisogna così, dei soggetti più avvilenti, più fritti e rifritti. Solo a questo prezzo vegeta, non sa più come ebraizzarsi maggiormente, piacere di conseguenza, infangarsi ancora un po’ di più, rincarare in sentimentaleria… Tutto in merda!… Più vicina sempre! Più vicina al popolo! più politica! più demagogica! Lo spirito « bancario » insomma… Lo spirito del buffone Tabarin (il 1630 è già giudeo)… Nel prossimo atto la pulce ammaestrata! Signori e signore, il popolo vi manderà a quel paese uno di questi giorni! Allora tutti in prigione!… e Robot, Cristo d’un Dio!… e avanti col surrealismo!… Il trucco dell’arte moderna è ancora più semplice!… ve lo mostrerò per niente… Fotografate un oggetto, uno qualsiasi, sedia, ombrello, telescopio, autobus, e poi scomponetelo in « puzzle »… Sparpagliate i pezzetti, quei ritagli, su un immenso foglio di carta, verde, crema, arancio. Poesia!… Avete capito?… Quando il robot vuole della poesia lo si rimpinza… E siamo solo all’ultimo stadio della decrepitezza naturalista, manierata, cosmeticizzata, napoletanizzata, persuasiva, leccacoso, urla-urla.

Aspettate qualche mese!… Avrete l’arte robot! Si manda in putrido lo schiavo ariano, lo si prepara in mille modi, fin che si può stripparlo!… Se passa un qualche Ebreuccio, detentore per caso di un nuovo sistema di minare, rincretinire ancora di più l’Ariano, sempre più in profondità… Il suo avvenire è assicurato… E che avvenire!…
Che contratto folgorante!… A Hollywood gli bastano tre settimane di pubblicità mondiale intensiva per trasmutare il più microbico, adulterato, in via di inacidimento naturalmente, rancido, ulceromatoso micro-piffero di giudeo in mirabolante Fenice, per reincarnarlo Michelangelo! più Rembrandt, più Pico della Mirandola! Guardatevi di qui! Voi non esistete!… L’Ebreo è all’origine di tutto il cinema… ai posti di comando, Hollywood, Mosca, Billancourt… Meyer su Meyer … Korda, Hayes, Zukor, Chaplin, Paramount… Fairbank… Ulmann… Cantor… ecc… ecc.
Lo si trova nelle sale « circuito », nelle redazioni… nelle critiche… Sta al vertice… alla cassa… È dappertutto… Quel che viene dagli Ebrei torna agli Ebrei! automatico!… inesorabilmente. Avendo pompato al passaggio, ripassaggio su tutte le strade del mondo, tutta la sussistenza spirituale, e tutti i quattrini di quei coglioni d’Ariani, abbrutiti, cornuti, avvinazzati, fanatizzati da quelle merde! per quelle merde! nella merda!… Come hanno insegnato bene alle folle, i giudei della pellicola, l’oscenità sentimentale! tutte le « carezze e le confessioni »!… la spazzatura dei lunghi baci… l’indegnità l’infinito vomito « d’Amore! »… Una sera, mica fra tanto, tutto intero, senza fare nemmeno plaff, il teatro precipiterà nel cinema!… stronzo attorcigliante! nella fossa comune, nella gigantesca fogna! nell’Attrazione Universale! l’arte mondiale ebrea. Vedrete come la corrente delle stelle (tutti grandi geni evidentemente, teatrali e cineasti), si farà sempre più animata, intensa, in quegli ultimi mesi tra HolIywood, Mosca e le capitali d’Europa… Questi « artisti » viaggiano solo a comando… Partecipano tutti alla grande colonizzazione mondiale diretta dal cinema ebreo… Ognuno apportando a Hollywood, a turno, il proprio tradimentuccio personale, le proprie informazioncine intime, le piccole vigliaccherie, infinitamente ansioso di piacere ancora di più ai Ben Mayer, Ben Zuckor fremente di portar loro ancora un altro trucco emotivo, rubato alle arti autoctone, alle arti ariane, per far passare ancora di più la putrida mercanzia filmata ebrea. Un piccolo segreto di penetrazione…
Tutto questo accuratamente retribuito, traffico abietto ve l’assicuro… spiritualmente… Ebrei di tutte le smorfie unitevi!… È fatta!… Altro traffico parallelo, per le apprendiste stelle, tra l’Europa e Hollywood. Traffico delle più belle, delle più desiderabili piccole Ariane, gran bocchinare, ultradocili, ben selezionate, dai Kedivè negridi ebrei di Hollywood. « Registi » (!) scrittori (?) lesbiche di pascià… macchinisti… banchieri assortiti Tutti i nostri visir dell’Universo ebreo!… Non è più la rotta di Buenos… è la rotta di California e di « gran lusso » e viceversa. I bei culetti delle Ariane, i più teneri, giovanili, e graziosi, tutto il meglio del gregge, assolutamente tutto prima scelta, per i grossi vecchiacci, negrificanti… le più fermentate putrescenze concentrate giudee del supremo cinema!… Ebreo dappertutto! in culo! da ogni punto! e nel cazzo!… il buon sperma ebreo!… Te ne papperai di emorroidi del gran cazzoso, segoso, famoso giudeo, odioso pascià, sorellina di razza!… regina di bellezza! Come van matti per le moine flautate! Mica hai sedici anni per un fico secco! Vuoi far carriera?… Musetto? Aspetta un pochino anzitutto… fremente!… Al cazzo, piccola!… Credi che basti esser bella?… Apri anzitutto la tua graziosa pancina…
Credi ai giornali di cinema?… Non hai ancora finito!… Vuoi diventare sovrana, puttanella?… Favorita mondiale? Benissimo! Allora scendi anzitutto un pochino all’ano del sig. Levy-Levy, detto Samuel l’Abissino, detto Kalkenstein, detto Ben Cinema, a titillargli la proboscide… succhiati pian piano i pesanti coglioni..; fino allo stremo!… Basta parlare! via!… Non graffiare niente coi tuoi dentini!… La gloria è un buco del culo!… abbastanza complicato, delicatamente tumido, di segoso ebreo… piano!… Non rovinare niente, mia bellissima, soprattutto!… Non far sanguinare il sig. Kalkenstein… Ti aspetta!… Sbrigati cara. Adagio!… Un’altra, ora! Va matto per le « bionde » soprattutto, il sig. Kalkenstein, Ben Cinema… come tutti i negri… Ha già, mie care postulanti! le fotografie tutte distese sul suo gran tavolo dirigenziale… Si lecca i baffi. Il Parco dei Cervi? Abdul-Hamid? Rio-Janeiro? Bordellerie da bambini! Hollywood fa molto di meglio… una selezione molto più fine… molto più sottile, più razionale… Anticipo della grande Riserva delle più belle bianche pro Ebrei, esclusivamente. Razzia tutte le domeniche. La selezione francese dei piccoli germogli di bellezza è particolarmente seguita dai grandi sciacalli ebrei di California. Una magnifica fama di bocchinare, di gran troiacce precede le Francesi dappertutto… Il nababbo giudeocanacco di Hollywood, uscito tardi dal suo ghetto… vuole, è naturale… lui è il re rendersi conto… Ho conosciuto uno di questi pascià, era splendido nel suo genere. È morto d’altronde sul campo… Dal momento in cui sbarcava non smetteva di spassarsela fino alla partenza… Collaudava personalmente, fino al limite del cazzo e della notte, tutte le aspiranti dive… Impossibile immaginare il consumo di quest’uomo… Il numero di ragazzine che si presentano per farsi fottere con la sola prospettiva di una scrittura a Hollywood… o anche di una particina appena fuori Parigi… Completamente incantate! A dozzine ne arrivano! una più carina dell’altra, per succhiare il cazzo del signore… e il suo scolo, e la sua sifilide… E niente stagionate, garantito! solo germogli!… tutte presentate dalle proprie famiglie, e vergini perfino. Solo Ariane e piccole borghesi non fameliche. Mai una « maggiorenne »… L’ambizione!… E per giunta orrendo l’Abissino! laido, vecchio e sporco, grosso e coglione, un vero maiale, in tutto e per tutto… un vero rifiuto di ghetto. Non incontrava mai resistenza… Se le pappava tutte… con la speranza, col miraggio ebreo, colle paroline! Ah! Don Juan! che parlatore!… Le madri non so cos’avrebberero fatto per fargliele inculare di più, le loro graziose bambine! così portate per le Arti Non ne poteva più… Lo leccavano da tutte le parti… i suoi vecchi coglioni flaccidi… Hollywood!… Più erano « fidanzate » più gli piaceva… Teneva un piccolo taccuino per annotare gli sverginamenti… talvolta 25 in un mese… Era sadico come 36 gatti persiani… Certe volte si metteva male, c’era del casotto, padri, fratelli di famiglia che venivano… piccoli ricatti in prospettiva… Ma i pascià sono protetti… aveva perfino, quello là, al suo servizio, solo per lui, un vero commissario di polizia attaccato giorno e notte, per toglierlo dagli impicci… quando volavano un po’ forti… La polizia interveniva. Svegliavano anche di notte il Prefetto nella sua Prefettura, perché desse ancora ordini di riportargli le sue fighette, quando facevano la valigia… tutto come sotto Luigi XV… quando la coda gli impediva di addormentarsi… Servono a qualcosa le nostre tasse. Soltanto non vorrei montarvi la testa, farvi credere altrettanti Pascià… C’è una bella differenza!… Il « Buon Piacere » c’è ancora… ma non sono più gli stessi a approfittarne, ecco tutto… Non bisogna confondere!… Povero merlo, povero fessacchiotto d’Ariano, come te le suonerebbero se ti pigliasse l’estro di fare il piccolo satiro uguale! anche un quarto! anche un decimo! ti farebbero passar presto la voglia!… Neanche alla Bastiglia ti manderebbero! Dritto all’altro mondo… Pfui! feccia d’indigeno! che piscia dappertutto adesso! Coyote schifoso! Merda secca! a cuccia! impestato!… giù!…
Si tratta solo, ve l’assicuro, di ragazzate!… Svaghi di conquistatori! distrazioni di Kedivè. Bagatelle’ L’opera seria non ci soffre! Anzi!… Il programma talmudico non subisce alcun ritardo d’esecuzione. L’erotismo insozzante fa parte del programma. Tutto qui. Capitolo intimo. Quanto ai principi generali sono intangibili. Notate che tutti i film francesi, inglesi, americani, cioè ebrei, sono infinitamente tendenziosi, sempre, dai più miti ai più appassionati!… dai più storici ai più idealisti… Esistono e si propagano solo per la maggior gloria d’Israele… sotto diverse maschere: democrazia, l’uguaglianza delle razze, l’odio per i « pregiudizi nazionalistici », l’abolizione dei privilegi, il cammino del progresso, ecc… l’esercito delle balle democratiche insomma… il loro scopo preciso è di abbrutire sempre di più il gentile… di condurlo quanto prima sarà possibile a rinnegare tutte le sue tradizioni, i suoi miserabili tabù, le sue « superstizioni », le sue religioni, a fargli abiurare insomma tutto il suo passato, la sua razza, il suo autentico ritmo a vantaggio dell’ideale ebreo. Di far nascere in lui, grazie al film, il gusto subito irresistibile per tutte le cose ebree che si comprano, materia, lusso, che perciò è lui stesso, l’Ariano, a fabbricare, verghe per battersi e catene per mettersi in trappola, che paga per colmo, cammin facendo, quale esorbitante « sovrapprezzo », con tutto l’apparato della propria servitù e del proprio abbrutimento. Noterete che, nei film, l’Ebreo, in quanto « personaggio ebreo » non appare mai ai vostri occhi se non da « perseguitato », commovente personaggio schiacciato dalla malignità delle cose, la sfortuna e soprattutto dalla brutalità degli Ariani… (Vedi Chaplin)… « Frignare nutre » a meraviglia! L’humour ebreo è sempre unilaterale, sempre diretto contro le istituzioni ariane; non ci fanno mai vedere l’Ebreo avido, vorace, larvato e avvoltoio, arrogante o sogliola, come sa trasformarsi, fregolizzarsi instancabilmente, nella vita di ogni giorno, secondo i bisogni della conquista. Eppure, che campo prodigioso offerto alla vena degli umoristi! analizzatori, satirici, virulenti, raddrizzatori di tutti i torti, giustizieri fanatici, fini scalpelli dell’iniquità! Che manna! Che fantastico materiale di imprevisti! di incredibili intrighi questa gigantesca calata dei topi giudei sull’universo, insaziabili voraci in delirio, mai soddisfatti, rabbiosi portatori di un virus che annienta il mondo sotto i nostri occhi, con loro, sotto di loro, che ciclone universale!… Dal grottesco nel cataclisma al più straziante granguignolesco… di tutto!… Dalla Russia subcarpatica ai deserti Americani… ai piccoli « caffè-lapidari ». Il mondo in tortura! Che strano! Al momento di accostarsi a questi paraggi infernali, l’Ebreo, il gibuq delle arti, di occuparsi del suo problema specifico, del proprio destino, l’ebraizzato dilegua, evapora, elude… Più nessuno!… Al momento di affrontare la reale, la sola questione umana del momento, il ritornello tipico della terra, di sbrigliare un po’ questo antrace: la Congiura ebrea… la sua infiltrazione, l’accaparramento da parte della giudaglia di tutte le molle, di tutte le leve e i comandi del mondo… La trama insomma della Demiurgia, l’apostolica ebraica…
Più niente!… Più un Ebreo!… Queste stesse folgori d’humour, questi spietati scalpelli, questi supervibranti drammaturghi, s’inteneriscono… tutti questi extra-lucidi s’impappinano… questi stupefacenti superanalizzatoti si mettono a celiare, tutta la cricca super-artista giudea divaga, ondeggia, evita, bara, si ghiaccia, poi ritorna, banderuola, al galoppo, a mordere, imbrogliare ancora, affliggere di più, se possibile, abolire, rimettere in salamoia, lacerare la buona vecchia carogna borghese (sempre nazionale), la vecchia carne dissolutissima, fetidissima, stufa di marcire… da non saper più come… E ci servono un’altra volta i « privilegi della nascita »… i « pregiudizi nobiliari », le « gelosie criminali », gli « amori » contrariati… i sovramori della cinquantina… gli scrupoli disastrosi, le tradizioni desuete, le perversioni dell’eredità, l’imbecillità degli industriali ariani… le menopause del Genio ecc… ecc… insomma tutto il teatro Bernstein… internazionale… il vecchio ciarpame fuori uso, la fiera dei fantasmi abusivi, slavati, una sfilza di polpettoni drammatulentici… Tutto vuoto assolutamente, grossolanamente inattuale, fittizio, truffaldincria urlante… Sempre intorno alle « 200 famiglie » più o meno! Ma chi viene a raccontarci le porcherie autenticamente ebree delle 500.000 famiglie sfrenatamente ebree, accampate sul nostro suolo?…
La progressione spaventosa dell’orda ebrea mondiale?… Nessuno!… Il nostro strangolamento progressivo? Eppure ecco il vero dramma!… Nessun altro dramma che gli stia alla pari… Dal piccolo al grande, dal singolo al tutto… Mica ho mancato io di scagliarmi con tutte le mie forze contro la borghesia. Questo lo faccio meglio di un Ebreo, molto meglio, con piena conoscenza di causa. Ma a ognuno la sua parte! di sferzate di ortiche!…
Vorrei, è ora, che ne approfittassero anche gli Ebrei! Lo meritano! e come!… Cos’aspettano per saziarsene questi fini bisturi, questi supervibranti violoncelli dell’humour e della tragedia?… Spietati, meticolosi, sfrenati, sotto qualunque Regime, nello svelare ogni difetto, ogni lebbra, fanatizzati dalla minima pustula sociale, eroi nel rovesciare scrofole torrenziali, adesso che governano… eccoli paralizzati, svuotati di brio! Che sorpresa! Che disillusione! Nell’humour come alla guerra, quelli che comandano devono stare in prima linea a buscarle! Ma è elementare! giustizia immanente! Il magnifico Luigi XIV (e tutta la sua corte di canaglie) ne sentiva delle belle e di tutti i colori! e si gloriava di ascoltarle. I nostri Ebrei sono molto più sofistici, intolleranti, suscettibili, cattivi giocatori… Aspetto sempre qualche commedia sostanziale, un’opera veramente d’epoca, dai nostri Bernstein, Verneuil, Achard, Passeur, Deval, Jouvet, Sacha e tutti gli altri… che ci mostrasse gli Ebrei nel loro grande lavoro di asservimento, di conquista, di penetrazione. E come devono saperla lunga! Poltrone di prima fila! È il momento di essere oggettivi! folgoranti! « tranche de vie »! Se non si presta un soggetto così! più nessun altro! Con o senza perifrasi!… ognuno secondo la propria natura! il proprio temperamento! la propria predilezione! Mostrarci senza tanti complimenti l’Ebreo mentre ci alleggerisce del nostro grano… si fa bello sulla nostra coglioneria… si fa le nostre ganze… si mette in ghingheri dietro ai nostri sipari, ci consegna « c’è gioia! », i nostri libretti per la prossima… Scommetto che questo non lo vedremo mai! né in film! né in canzonette! Al tragico? Al rocambolesco? l’affare Principe e mille altri? Soltanto! Che super-romanzi polizieschi! Molto ebrei in fondo, classici! massonici! Decisamente il famoso humour ebreo… l’oggettivismo a rotta di collo… l’analisi supremamente spinta l’arabesco ideologico… profetologicamente trasposto… Tutte queste illuminanti meraviglie, tutte queste verità riguardano solo l’Ariano: per l’Ariano… analisi dell’Ariano… polverizzazione dell’Ariano! mai dell’Ebreo!… Tutti i film ebrei sono infarciti di insulti per l’Ariano, sempre di adulazioni per l’Ebreo. È la regola… Esaminate da vicino, cari cornuti… come tutti questi Marx, questi Chaplin, questi Cantor… ecc… ci pigliano per il culo. Se ci fanno vedere un piccolo Ebreo da qualche parte, in teatro in un film, in un music-hall (tutti i music-ball sono interamente ebrei) in quanto ebreo, « ebreo confesso », allora potete scommettere a colpo sicuro! Ve lo serviranno sotto la forma idealista, infinitamente! commovente! illuminato! divertente perfino, spiritoso, un fremente neo-piccolo Gesù, votato anima e corpo al riscatto delle nostre infinite depravazioni, dei nostri sanguinolenti sbocchi, delle nostre frenesie di pitecantropi incurabili, di inveterati massacratori. Lui si offre… Bruti! noi lo laceriamo!… Stronzo! Testa di cazzo!…
Mai che lo si rappresenti com’è, l’Ebreo, da implacabile piccolo microbo razzista impestato, legato per ogni filamento del suo essere di larva giudea a tutti i malefici di tutte le età e di tutto i tutto l’universo…
Ed è questo che mi dispera. È proprio quel piccolo Ebreo lì che vorrei vedere sullo schermo.

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