Uto Ughi, Teatro Nuovo Ferrara, 12-02-2016

Uto Ughi, FerraraMi accade con certi interpreti, di preferirli al loro repertorio.
Pare un concetto normale, il virtuoso da sempre attrae per la propria abilita’ piu’ che per cio’ che suona ma ho un tale rispetto per la Musica che di massima non la vincolo al suo esecutore. Solo di massima pero’ perche’ Glenn Gould e’ la prima eccezione, anzi i suoi concerti per pianoforte oscurano ogni altra esecuzione mentre per cio’ che riguarda il violino, ho un grande riferimento Uto Ughi. Il caso vuole venga a conoscenza del concerto a Ferrara e malgrado i pochi posti rimasti, non dei migliori, non posso perdere l’occasione. Accompagnato dal maestro Alessandro Specchi al pianoforte, l’esordio e’ fulminante, un’affermazione di classe unica che sappiamo riconoscere, arcata che e’ stile e forza, la migliore al mondo senza alcun dubbio. Di Ughi non si puo’ evitare la dolcezza l’incanto delle note che scivolano le une dentro le altre il tenue glissato che fa della dinamica del suono il suo punto di forza, ampiezze vertiginose che si risolvono in un soffio per risalire possenti e vigorose. La sua musica assume sempre una valenza espressionista ma che non di meno sbalordisce per una tecnica maturata in decenni di carriera e l’indiscutibile genio che puo’ solo essere innato. Il maestro inizia con la "Ciaccona" di Vitali e la "Sonata a Kreutzer", imprescindibile banco di prova per qualunque violinista al mondo, splendida routine per Ughi.
Nessuna presentazione, nessuna parola spesa il che e’ un po’ strano per lui che dialoga, spiega, illustra e cosi’ e’ dopo questa prima parte per dire d’obbligo, poi a seguire "Havanaise" di Camille Saint-Saens e una variazione su programma con una fantasia sulla "Carmen" di Bizet. molto apprezzata dal pubblico anche se avrei preferito Dvorak come doveva essere. Nessuna colpa a Ughi s’intende, modifica legata ad un’acustica del teatro troppo secca, severa a suo dire, mal amplificata dico io con meno garbo. La serata sarebbe conclusa ma i bis concessi sono non uno ma due e non poteva mancare "La campanella" di Paganini, altro classico, emblema del maestro.
Un grande musicista, un uomo d’arte e di spettacolo, un rapporto col pubblico affinato dall’esperienza e dall’indole del didatta. Non si puo’ chiedere davvero di piu’.

Scheda Evento

3 Responses to Uto Ughi, Teatro Nuovo Ferrara, 12-02-2016

  1. Meditato con malizia è l’unico riconoscimento che si può attribuire all’autore di questo articolo che vuole dare ad intendere di esserci stato al concerto; forse dormiva, sognava. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, basta leggere i giornali e non strumentalizzare l’informazione a beneficio di chissà chi. Anja Rossi c’era e chiunque legga capisce da solo. Rimando l’autore all’articolo. E poi magari una ripassatina sul buon giornalismo?

    • Di cosa stai parlando?
      Questo blog non e’ una testata giornalistica, io non sono un giornalista, Dio me ne scampi, ed esprimo un giudizio personale su un artista che io e non solo io, ritengo col suo strumento il migliore al mondo.
      Punto.
      Se ad altri non e’ piaciuto non me potrebbe fregare di meno, tantomeno se non e’ piaciuto a questa Anja Rossi. Ridicolo il mettere in dubbio la mie presenza, anzi facciamo cosi’ posto foto del biglietto e pubblico il video che ho girato, oppure se preferisci ho l’intero concerto audio registrato, dopodiche’ esigo foto con testa piantata nel cesso e dicitura in sovrimpressione “Sono una stronza”
      Accetti?

  2. Pingback: I Solisti Veneti e Uto Ughi – Bologna 27-05-2016 | Ultima Visione

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