La bella addormentata (Ballet of Moscow) – Bologna, 02-04-2016

La bella addormentata teatroOrmai del Balletto di Mosca non ce ne perdiamo una.  Non e’ che mi sia convertito alla danza, anzi resta per me una specie di mistero esotico, una nobile espressione artistica ed atletica che poco o nulla aggiunge alla musica ma s’intende che sono preferenze personali che non pregiudicano il lavoro di seri professionisti e votati artisti.
Ancora una volta  il palcoscenico e’ quello del Teatro Manzoni a Bologna e come detto dopo "Il lago dei cigni" ritroviamo il Balletto di Mosca con un’altra opera di Tchaikovsky questa volta ispirato alla favola di Charles Perrault.. A quel tempo si mossero le forze piu’ imponenti del teatro russo, incluso il celebre coreografo Marius Petipa che vediamo rappresentato ancora oggi. Tre atti piu’ il prologo,e’  la storia nota delle principessa Aurora maledetta alla nascita dalla strega Carabosse e salvata dalla fata dei Lilla’ che trasforma la promessa di morte in un sonno profondo, un sonno dal quale si potra’ svegliare solo grazie ad un principe.
Grande successo alla prima e fama garantita per i posteri, non si puo’ pero’ dire sia il lavoro che preferisco di Tchaikovsky, non certo un’opera minore ci mancherebbe ma nemmeno tra le piu’ importanti.
Rispetto ad altri balletti manca una figura centrale, anzi ve ne sono tre, fata, principe e principessa che di massima si dividono i tre atti piu’ o meno equamente senza che nessuno di loro abbia un passaggio che resta.
Anzi il terzo atto e’ sostanzialmente senza soggetto, un lungo alternarsi di figure con la possibilita’ di esprimersi tecnicamente in assoli interessanti ma che nulla aggiungono alla storia.
Sul Balletto di Mosca che posso dire oltre a dichiarare nuovamente l’impossibilita’ di un giudizio competente.
Certo, rispetto altre cose gia’ viste, la minore forza dell’opera si riflette sull’ensemble che pare brillare di minor luce ma nulla comunque e’ da eccepire sui protagonisti, il principe soprattutto, dotato di forza notevole e grande precisione. Come al solito belli i costumi, nulle le scenografie e anche il registrato della quale ignoro direttore e orchestra, non e’ tra le migliori esecuzioni che mi sia capitato di ascoltare.
Peccato per la sala piena a tre quarti, molti bambini pero’ e speriamo cio’ serva a seminare un po’ di teatro nel campo del futuro.

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