XI Congresso Post Industriale, Bologna 23-04-2016 (prima parte)

Bologna nuova capitale del post-industriale? Certo perche’ no.  Considerando poi che l’appuntamento non solo annuale ma semestrale si fa regola, per chi sta ad un passo dalla citta’ e’ una vera e propria benedizione.
Consolidata anche la sede, location che ben si lega alla serata,  facile da raggiungere e insomma, meglio di cosi’ non potrebbe andare. La Old Europa Cafe’, organizza e sponsorizza l’evento, percio’ tanta musica dal vivo e tanti cd da acquistare cosicche’ tutta la faccenda non si esaurisca a fine show.
Ad ogni  nuova occasione le presenze si moltiplicano, i nomi in gioco confermano la qualita’ dell’evento e per chi c’e’ dentro e’ veramente un sentirsi a casa ma vediamo come e’ andata.

XI Congresso Post Industriale - UncodifiedS’aprono le danze con Uncodified e gia’ vado in pari col biglietto.
Corrado Altieri, sardo DOC, cattivissimo, pura mente analogica, uno che ha lavorato col meglio del panorama noise industrial italiano e non solo. E’ che ha preso tutto e lo ha messo insieme e quando s’e’ formato solo rumore, e’ andato sommando, giocando al rialzo.
E’ come porsi al centro di una grande riflettore di luce bianca e aggiungere altra luce, operazione in apparenza impossibile, forse inutile eppure Uncodified riesce nella missione di far emergere pattern distruttivi e sensazionali. Tutto questo esce chiaramente ascoltandolo su un impianto audio ben corrazzato ma live e’ una vera e proprie esperienza fisica. Dal vivo il suono diviene fluido, assume massa e consistenza, ci si trova al centro di un’onda solida ed e’ come attraversare un muro. Colonna sonora del travel without move catartico e lynchiano, impone col suo show un nuovo livello sensoriale. Straordinario.

XI Congresso Post Industriale - N.Nulla so di N. Mai ascoltato prima. Ancora stordito da Alfieri, il suo show parte piano, cede al confronto, poi qualcosa cambia.
Droni cattivi escono dal fondo oscuro del rumore, i pattern si fanno piu’ strutturati, il ritmo si regolarizza, una forma emerge, tenebrose presenze s’annidano tra i riverberi, tra gli echi metallici e da quel muro nel quale in precedenza si e’ entrati, si esce dentro una cattedrale sonora, nella quale ogni spostamento e’ un incessante rimbalzo tra texture via via piu’ complesse, che eppure dopo poco divengono chiare all’ascoltatore piu’ smaliziato. Ottimo il controllo, molta la precisione, forse troppa in una serata che non risparmia colpi bassi ma in fondo e’ bene che N. ci sia per allargare gli orizzonti nell’ascolto all’interno di un set di band che del noise privilegiano gli aspetti piu’ estremi.

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