I ragazzi venuti dal Brasile – Franklin Schaffner

I ragazzi venuti dal Brasile FilmDopo il libro non poteva mancare un ritorno al film anche perche’ come ho gia’ scritto, a suo tempo fece parlare molto di se’ per poi finire inspiegabilmente dimenticato . O forse no.
Non cambia l’incipit con la storia di Ezra Lieberman, un cacciatore di nazisti interpretato dal sempre grande Laurence Olivier, che viene a scoprire di un incredibile piano messo in atto da ex nazisti capitanati da Josef Mengele, un fenomenale Gregory Peck. Si tratta di uccidere 94 persone sparse per il mondo, tutte attorno ai 65 anni, con una moglie molto piu’ giovane e un figlio maschio dodicenne. Scoprira’ che questi ragazzi non solo sono simili ma addirittura gemelli. L’epilogo sara’ rocambolesco.
Schaffner e’ il regista di "Papillon", "Patton", "Il pianeta delle scimmie", mica un principiante qualunque e si vede ma non tutto fila liscio. Il film oggi e’ molto depotenziato essendo ormai il tema della clonazione sulla bocca di tutti e un concetto piu’ o meno noto ma nel 1978 la novita’ era importante. Non e’ questa la sua colpa e in effetti nulla da eccepire sul fronte della regia in senso stretto, buono il ritmo, riprese dinamiche, un montaggio niente male ma sul testo. Forse non per colpa sua ma si spinge troppo sul tasto del nazismo male assoluto. Ovviamente tutti crudelissimi e fino qua stiamo nello standard ma quando si arriva alle feste pacchiane, figlie di gerarchi spastiche e sceme, mogli mostruose, stragi immotivate, tutte invenzioni non presenti nel libro, si passa sul patetico grottesco. Lo stesso Peck che fu criticato per la sua interpretazione, deve la sua colpa ad un trucco pesante, il capello scivoloso ed evidente rossetto, un mascherone patetico, non spaventoso. I toni si alzano, il testo si colora di inutili particolari che il romanzo di Levin ci risparmia. Il principio e’ mantenuto  tale e quale, sono gli accenti che sbavano il buon equilibrio. Tolto questo Peck e’ grandioso e la gara con Olivier termina con un pareggio su una partita giocata all’ultimo istrionismo. Due giganti, c’e’ poco da dire.
Alla fine comunque resta un gran bel film, tra thriller e fantascienza ucronica, sa far contenti molti.

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