Musica di merda – Carl Wilson

Musica di merdaA darmi del critico potrei pure prendermela. Scrivo come mangio e spesso mangio male, cosi’ e’ quindi o dentro o fuori.
Leggo poco i giudizi altrui, tantomeno quelli dei parolai non di professione, quale io sono, pero’ la buona dialettica mi piace anche se non la condivido e comunque imparare non fa mai male. Ancor meglio se il consiglio di lettura viene da qualcuno esperto dell’argomento. E’ vero che sono uno fin troppo drastico nei giudizi ma il presupposto e’ che la mia idea e’ mia e solo mia, buona fortuna a tutti gli altri.
Con la musica sono ancora piu’ integralista ma non mi azzardo a dare del cretino a chi ascolta forsanche feccia come Jovanotti o Allevi (due nomi a caso) perche’ il peggio del peggio e’ il nulla, non cio’ che non mi piace.
Wilson e’ un critico di professione e ha le sue nemesi come tutti ma ad un certo punto non si e’ limitato al disprezzo acido ma ha voluto andare oltre. In sostanza si e’ chiesto. cosa accadrebbe se dedicassi tempo e risorse non a cio’ che piace ma a cio’ che non piace?
Per Wilson l’orrore ha un nome, Celine Dion e la sfida sta nel capire Celine, lei, le sue esperienze, la sua vita privata e com’e’ ovvio la sua musica. Si puo’ cambiare idea e trasformarla in "idola"? Perche’ no, e’ una sfida. Vediamo di capirci, il gioco di Wilson e’ mentale, nulla di personale, un oggetto vale l’altro, un cantante pure perche’ la ricerca e’ nel comprendere i meccanismi del gusto del pubblico e l’onesta’ intellettuale del critico.
La Dion diviene percio’ un punto di partenza che si conclude con l’antropologia, la psicoacustica, la filosofia e lo Zeitgeist ma che implica scelte intime e in funzione di un aspetto pubblico e sociale. Wilson sa essere divertente e arrogante, sincero e saccente, preparato comunque, credo onesto nel raccontare i pregiudizi propri e degli altri. Severissimo contro la Dion anche al di la’ dell’esperimento, ancora di piu’ con i suoi fan ai quali comunque, riesce persino a dar voce. Non scrive per sentito dire, la Dion la segue in quel tempio del male che e’ Las Vegas, simbolo di un sistema fondato sul nulla e malgrado cio’ la condanna non e’ mai netta, spesso sfumata in serie motivazioni a sostegno di certe scelte di un artista che appaiono sovente ingiustificate ma sottendono ragioni anche profonde.
Un testo utile per tutti, semplici appassionati o professionisti del settore, quelli che sono dentro le gabbie dei gusti e chi non lo e’ ma soprattutto fondamentale per chi ama la Celine o chi la disprezza.

2 Responses to Musica di merda – Carl Wilson

  1. Elena scrive:

    Dion e’ la voce di dio…. tu chi sei?

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