De Immundo – Jean Clair

De ImmundoLeggere Clair e’ sempre un’esperienza, una specie di viaggio che sai dove inizia ma non dove si concludera’ ma se il punto di partenza e’ l’immondo o cio’ che viene percepito come tale. perche’ non iniziare da Dante e i suoi dannati ricoperti di sterco. Invero, qual’e’ la molla antropologica per cui escrementi ma anche peli, unghie e tutti gli scarti organici provocano tanto disgusto. Oh, naturalmente stiamo parlando di Jean Clair, percio’ cultura e umanita’ si confondono, il raffronto e’ sempre bidirezionale e non solo in quanto e’ l’uomo che crea arte ma viceversa e’ l’arte che aiuta l’uomo a conoscersi e superarsi. Passiamo quindi dall’iconografia classica della donna glabra al punto di svolta duchampiano dei baffi alla gioconda. Manzoni e la sua merda in scatola ebbe forse una felice intuizione, o meglio mise a fuoco uno degli aspetti della questione -assieme a tanti altri- per arrivare al giorno d’oggi.
Se il crine come i residui organici restano da evitare, tolto cio’ che la moda impone, da parecchi anni gli artisti in cerca di provocazione, s’affidano a peli, sangue, feci, sperma e urina. Non si conta chi si autoinfligge tagli e ferite, sculture di sangue e boccette di sperma. Chi si fa ricoprire di escrementi, chi immerge crocefissi nel piscio e poi sesso in tempo reale e animali squartati, cadaveri esposti e amputazioni. Tutto fa arte? Clair dettaglia, collega, racconta, spiega ma non giudica come e’ nel suo stile, lasciando il relativismo o il fanatismo alle menti piu’ deboli.
Sempre interessante, la visione tridimensionali del sapere, si nutre della cultura mostruosa che gli permette di relazionare tra loro fatti in apparenza lontani, trovando origini curiose a movimenti artistici o a personaggi insospettabili. Pensiamo al fascino e alle suggestioni indotte dalla figura di de Sade che solo questo secolo, dai dadaisti sino alle sfumature di grigio, continua ad imperversare nell’immaginario di ogni giorno.
Arte antica e moderna, trattato di storia e antropologia, ancora una volta Clair non delude e piu’ del solito diverte con una leggerezza lontanissima dall’essere banale. Poi alcuni fili restano troppo tesi nel collegare certe situazioni o ambientazioni ma Clair e’ anche dialettica, un valore aggiunto imprescindibile.

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