Death Race 2000 – Paul Bartel

Death Race 2000Forse non tutti sanno che "Death Race" ha un papa’ datato 1975.
Se nella sostanza si tratta sempre di corse automobilistiche in un futuro post-qualcosa, crisi economia o guerra che sia, nella pratica il remake ultimo e’ molto, molto diverso. Siamo nel 2000 (!), il nuovo ordine mondiale vede Stati Uniti, Cina e altri paesi rossi uniti contro Francia e il resto d’Europa.
In una societa’ schiava dei mezzi d’informazione, la Death Race funge da sport catalizzatore di tensioni sociali e dissidi politici. La gara consiste nell’attraversare il paese cercando di arrivare primi e nel contempo accumulare punti travolgendo persone a punti differenziati, anziani e bambini fruttano di piu’ di uomini e donne, tanto per dire. Il campione e’ David Carradine ovvero Frankenstein, cosi’ chiamato per via delle tante operazioni subite a fronte di innumerevoli incidenti. In classifica a seguire, Joe Viterbo, un giovane Sylvester Stallone nelle veci dell’italoamericano volgare e strafottente. 
Poi e’ tutta una ridda di personaggi e personaggini e non mancano le belle figliole che non esitano a mostrarsi al naturale ed e’ un gran bel vedere.
Per essere un filmaccio e’ un filmaccio. Guardato oggi sembra molto piu’ stupido di quanto potesse apparire allora ma a meta’ degli anni ’70, il distopico andava alla grande e lo abbiamo visto declinato in cosi’ tante forme da aver perso il conto, spesso in chiave drammatica ma anche comica non faceva eccezione.
Poi, trasposizione recente a parte, e’ a tutti gli effetti un film seminale che ha spinto epigoni sin dentro ai videogiochi, in primis il celebre "Carmageddon" che dichiaratamente ne riproduce le suggestioni e l’ignoranza.
"Death Race 2000" spinge sul grottesco, soggetto e dialoghi piu’ ridicoli che divertenti, nessuna morale possibile perche’ non c’e’ denuncia, solo la voglia di spargere tettine e un po’ di splatter qua e la’ con la scusa di un futuro incerto scolpito sulle idiosincrasie del presente.
Film da vedere con occhio lieve, un pizzico di nostalgia, piu’ per curiosita’ che altro, magari per ritrovare uno Stallone pre-Rocky e riconoscere gia’ stile e tick dei decenni a venire.

Scheda IMDB

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