Benvenuti nel deserto del reale – Slavoj Zizek

Benvenuti nel deserto del realeHa senso ancora oggi leggere libri sull’11 Settembre? No. Punto.
Sono dell’idea che seguendo Occam si giunga alla sola verita’: alla base delle cause di quanto e’ accaduto vi sono islamici psicopatici di loro senza alcun bisogno di altre spinte. Poi su annessi e pretesti, sulle analisi geopolitiche a venire, parliamo finche’ vogliamo.
A maggior ragione un libro del 2002 a macerie ancora non calde ma roventi, ha ancora meno senso ma stiamo parlando di Zizek, il controverso filosofo sloveno.
E’ strano come un marxista lacaniano sia tanto inviso dalla critica "buona" e sara’ per questo che sin dalla mia prima lettura avvenuta casualmente senza sapere chi egli fosse, sia rimasto folgorato dal suo eloquio, la sua logica articolata, stratificata elaborata ma cristallina. Di lui adoro la passione per il cinema, l’usare la settima arte come grimaldello letterario, modello di semplificazioni e analisi e anche quando non mi trova d’accordo con le sue deduzioni e cio’ avviene con una certa frequenza, e’ difficile non ammiri comunque l’intelligenza, rispettando comunque l’idea diversa o avversa.
Figuriamoci quando con un argomento articolato come l’11 Settembre, si giunge all’antiimperialismo americano, meglio ancora se come a quel tempo c’era un Bush come presidente.
Come era prevedibile, e’ un eterna doccia scozzese, il continuo alternarsi tra alzarsi ed applaudire e il rifiuto categorico, Zizek non e’ uomo da mezze misure. No complottismi nella sua tesi, niente di tutto questo, semmai c’e’ da capire come al-quaeda  abbia potuto tanto, perche’ e chi ci guadagna. Divertente vedere come le peggiori accuse di fascismo nei confronti di Bush, si adattino alla perfezione al suo successore, il premio Nobel per la pace che ha infranto ogni record di guerre provocate, il buon Barack Hussein e la Clinton sua infame complice. 
Il tempo ha smentito Zizek su molte cose, censure, arresti, campi di concentramento, niente comunque che la migliore democrazia del mondo non porti avanti da sempre e sul quale Obama ha surclassato Bush superandolo di svariate lunghezze. Tutti confermati invece gli intenti politici di predominio sul nord Africa che hanno obbligato gli Stati Uniti a creare l’isis per conquistare gli ultimi scampoli di territorio non ancora sotto il suo controllo e il riferimento alla Siria non e’ certo casuale. Alla fine diciamolo, tolto Zizek, l’interesse per un libro del genere e’ minimo ma non di meno resta un documento molto interessante, comunque brillante specie quando si spinge su potere dei media e multinazionali.

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