Fotografia Europea 2016 – Reggio Emilia, 04-06-2016 (prima parte)

Fotografia Europea 2016 - Cuchi WhiteDa qualche anno la manifestazione "Fotografia europea" invade gioiosamente Reggio Emilia, in un abbraccio corale che vede coinvolti musei, gallerie e attivita’ commerciali, una bella sinergia tra pubblico e privato. In passato ho avuto modo di seguire gli eventi senza approfondire troppo purtroppo ma quest’anno sono riuscito a ritagliarmi un po’ piu’ di tempo per vedere molto di piu’.
Titolo e tema "La via Emilia. Strade, viaggi e confini", la strada quindi al centro di un  mondo e la Via Emilia come ponto di partenza. Di strade ce ne sono tante si dira’ ma in effetti la Via Emilia ha qualcosa di diverso e del resto non sarebbe spiegabile perche’ tanti concittadini illustri ne abbiano fatto leggenda e ugualmente tanti stranieri abbiano sentito la necessita’ di capire, descrivere, raccontare. Sara’ forse il suo essere arteria nel corpo vivo e pulsante dell’Emilia, un corpo che da sempre scalpita e lavora con grande forza e intensita’, cio’ che felicemente Ferretti Lindo Giovanni dipinge con "Un quarto al benessere un quarto al piacere un quarto all’ideologia, l’ultimo quarto se li porta tutti via".
Parlare di Via Emilia vuol dire parlare della sua gente, di come vive, lavora, si diverte. Vuole anche dire parlare del tempo in cui si vive e si e’ vissuto, specchio di un presente in caduta libera laddove la strada e’ spazio ma anche tempo, dal trionfo della piccola industria al declino attuale con strade, capannoni, case in via di disfacimento.
Fotografia Europea 2016 - Antonio RovaldiAl centro di tutto aleggia Ghirri e la sua visione della normalita’ ma non mancano nomi del territorio o che il territorio l’hanno capito, percio’ troviamo Guido Guidi, Olivo Barbieri, Vittore Fossati, Basilico e tanti altri, artisti dell’immagine che nell’immagine colgono l’anima delle cose e delle persone.
E’ un viaggio su assi spaziali e temporali ma anche umani perche’ diciamocelo, l’emiliano col tempo muta da estroso e curioso personaggio ad un incipiente cafonal, anche questo tragico segno di una tragica trasformazione.
Ad ogni modo come si diceva la Via Emilia e’ un punto di partenza, il mondo come destinazione. Tanti i fotografi ma piuttosto ristretto il campo d’azione con gli immancabili extracomunitari, siano africani, messicani o asiatici e i soliti bambini, i soliti salvagenti, i soliti stracci appesi, le solite pozzanghere, il solito mare, tutto molto prevedibile, tutto molto abusato, tutto molto depotenziato dalla bulimia tematica che da’ la leggerissima impressione di voler infilare in un orifizio a scelta, ordini ben precisi dall’alto.
Poca arte, molta cronaca, non e’ un difetto ma avrei preferito altro, percio’ ho amato molto le mostre di Palazzo da Mosto, col Maaanantai Collective e lo spettacolare Michael Najjar. Divertenti ma in realta’ serissimi Pasquale Bove e Luca Santese, coi loro mostri romagnoli, siano essi assassini, frequentatori di Festival dell’Unita’  o VIP delle notti estive. Gli amanti delle discoteche non perdano l’appuntamento allo Spazio Gerra, divertimento come trattato sociale tra musica, nostalgia, coi soli "Happy Days" che la nostra penisola abbia vissuto dal dopoguerra ad oggi.
Mi mancano ancora diversi appuntamenti, credo tornero’ per completare il giro ad ogni modo che dire, ho preferito altre edizioni. Di questa s’apprezza l’organizzazione, meno la poca voglia di sognare.

Pagina Evento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: