Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim – Palazzo Strozzi, Firenze 11-06-2016

Da Kandinsky a Pollock - BurriPer chi ama l’arte contemporanea, Peggy Guggenheim e’ una specie di mamma, anzi mamma, sorella, amante, divinita’ in Terra, praticamente il tutto. Che da lei e famiglia sia transitata l’arte della seconda meta’ del ‘900 e’ storia, anzi i Guggenheim ribaltarono il rapporto tra mercante e arte, creando di fatto il sistema deleterio finche’ si vuole ma oramai regola, del commercio che crea gli artisti e non viceversa.
Cio’ non svaluta il valore dei protetti che ella sostenne, semmai pone interrogativi su come la faccenda sia decaduta nei decenni a venire ma qui il discorso s’allarga troppo. Percio’ dire Guggenheim e’ dire il meglio dell’arte americana e del vecchio continente, un’influenza che di fatto ha rimbalzato tra gli oceani modificando nel profondo la tecnica, quindi l’estetica ma ancor piu’ il modo di pensare l’arte. L’informale europeo fu portato negli Stati Uniti e li’ masticato, assimilato, rielaborato, vedi l’espressionismo astratto e ributtato nel vecchio continente in un feedback che ha accelerato a velocita’ fantastica l’evoluzione di stili e idee.
A Palazzo Strozzi e’ anzitutto un ritorno perche Peggy qui fece la sua prima esposizione nel 1949 per poi spostarsi definitivamente a Venezia e troviamo quindi un sunto di tutto questo, una raccolta sconvolgente in qualita’ e presenze, un insieme che solo i Guggenheim  potevano raccogliere. Si inizia con Duchamp, Picasso, Man Ray, si resta in Europa nei decenni a venire con Burri, Fontana, Vedova e poi si vola negli USA per trovare, come potrebbe essere diversamente, Pollock, Rothko, Twombly, de Kooning, Lichtenstein. Tanti e nomi e tanta energia di opere che abbiamo visto e rivisto su infiniti libri e testi specializzati, mai dal vivo, non in questa concentrazione su una mostra privata e non in una struttura istituzionale. Direzione ineccepibile, ottima l’organizzazione tematica, testi e didascalie essenziali ma esaustivi. Illuminazione perfetta, la stanza dedicata a Rothko e’ a dir poco stupefacente e in generale ogni angolo e’ buono per osservare senza riflessi e fatica. Ottima l’idea che con piacere vedo prendere piede, di un mini catalogo che senza l’ingombro e il costo del fratello maggiore, permette di portarsi a casa l’essenziale di quanto visto. Meno intelligente e lo ripeto ogni volta, il proibire le fotografie, un veicolo di promozione dal basso che troppi sottovalutano. Va bene, diritti e permessi ma anche solo una concessione parziale su alcune opere scelte, aiuterebbe nel diffondere la mostra.
Si puo’ visitare fino al 24 Luglio, tempo ne resta, sempre che Firenze sotto il peso dell’incuria non crolli prima…

Pagina ufficiale

One Response to Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim – Palazzo Strozzi, Firenze 11-06-2016

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