Anesthesia – Tim Blake Nelson

AnesthesiaLa morte di un professore di filosofia sara’ l’inizio e lo sviluppo di una moltitudine di vicende intrecciate tra loro in modo diversi, cosi’ come sono diverse le storie di uomini e donne, comunque disperate, comunque disagiate, qualunque sia il ceto, la razza ed eta’. Il film e’ agghiacciante e non parlo di interpretazioni, regia o quant’altro. E’ agghiacciante nella fine dell’Occidente buttato li’ cosi’, con tragica rassegnazione, anzi con colpevole indifferenza con un pizzico di demenziale orgoglio. Dalla madre tradita, con due bambine gia’ mostruose con le quale discute del proprio alcolismo, al negro bravissimo e intelligentissimo ma drogato marcio per colpa di chi, della societa’ sicuramente. C’e’ la malata di cancro, non potrebbe mancare, c’e’ il ragazzino brillantissimo ma tossico e vuoi vedere che e’ brillantissimo perche’ si fa le canne. C’e’ il filosofo illuminato che della rassegnazione ha fatto stile di vita e la sua controparte nichilista che non sopporta il vuoto attorno a se’, come a dire che sia il tutto che il niente non vanno bene.
Un interminabile elenco di sconfitti e distrutti, dove anche chi vince e’ un perdente. Come siamo arrivati a questo? Quando fra secoli qualcuno si domandera’ chi ha iniziato il processo anestetizzante della ragione, quando abbiamo represso le nostre coscienze nel politicamente corretto, nel rispetto dovuto anche ai mostri. Di chi la colpa? Il film e’ uno zoo di mostri, puo’ servire partire da qui.Tornando al film, tra i vecchi interpreti troviamo Glenn Close, quella del "Grande Freddo", la ex sessantottina nella vita come nella finzione. Questo e’ il lascito del loro mondo, quello pieno di fiori, amore e pace, quello del volemese bene, dell’infiliamoci qualunque cosa da chiunque. Quelli che la societa’ e’ il male, la famiglia e’ il male, la Chiesa e’ il male. l’autorita’ e’ il male e cosi’ siamo finiti nelle mani di chi vende cellulari e scarpe di gomma. "Anesthesia" racconta di questa America orrenda, gia’ defunta e noi europei con essa. In qualche modo si cerca di raddrizzare il tiro col monologo del professore, qualche verita’ avvolta nella fuffa ed e’ il momento migliore della pellicola.
Poi mi consolo pensando che conosco americani o italiani che vivono in America, gente che riesce anche ad essere felice e che stia agli antipodi delle Glenn Close del mondo unito, non credo sia una coincidenza.
Poi lo so, mi sto accanendo sulla pellicola quando il bersaglio mio e’ il concetto sotteso ma fa parte dei rischi dei film molto caratterizzati.
Deprimente, il film giusto per Tribeca e i suoi adoratori, mi consola stare dalla parte opposta di questi morti…

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