G.I. Joe – La nascita dei Cobra – Stephen Sommers

G.I. Joe - La nascita dei CobraAvete presente i pupazzetti? Ecco, sono loro che arrivano sul grande schermo. Naturalmente si tratta di un live action con una camionata di attori in (molta) carne e ossa. Strano a dirsi ma la vicenda inizia nel XVII secolo dove una vendetta personale si propaga sino ai giorni nostri dove il piu’ importante fabbricante di armi al mondo, non solo ha costruito un terrificante missile a nanotecnologia ma fa il doppiogioco, prima vendendo all’esercito degli Stati Uniti poi cercando di rubarglielo. E’ qui che due tra i protagonisti, Channing Tatum e Marlon Waynas, vengono a conoscenza del corpo speciale G.I. Joe e della loro controparte Cobra. Inizia quindi la lotta serrata affinche’ il mondo non venga divorato dalle nanotecnologie.
Film stroncatissimo ma con quella spocchia a priori tipica di chi si autoproclama esperto. Stiamo parlando di giocattoli?
Cosa puo’ esserci sullo schermo se non giocattoli appunto? In cio’ il film centra il bersaglio e chi vuole una rottura di palle da festival, si rintani come un topo in una sala ammuffita.
Detto cio’ non e’ che stiamo parlando di roba da cineteca e nemmeno di un vertice del genere, pero’ mantiene cio’ che promette: un’ora e mezza di sana ignoranza.
Non passa un minuto senza che esploda qualcosa e anche nei momenti di relax, i flashback rimandano verso scontri passati quindi e’ impossibile rilassarsi. Fortunatamente.
Effetti speciali in ogni dove e qui una perplessita’ perche’ ci si aspetterebbe oltre all’uso smodato anche grande qualita’, invece le textures sono plasticose al punto di far supporre una volonta’ d’equivalenza coi giocattoli del mondo reale. Ancor peggio e’ la fisica di auto, aerei e persone, visibilmente imperfetta, quasi amatoriale. malgrado cio’ sono riusciti a costruire l’inseguimento a Parigi, una delle sequenze piu’ divertenti che mi sia capitato di vedere, coreografata magnificamente eppure visibilmente artefatta. Comunque la capitale francese distrutta anche solo in parte, da’ sempre molta soddisfazione. Che dire, Sommers mi e’ piaciuto perche’ mantiene quel giusto mix tra azione e ironia, Sienna Miller vale da sola il biglietto, esplode tanta roba percio’ va benissimo cosi’.

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