La casta dei radical chic – Massimiliano Parente

La casta dei radical chicE’ di qualche tempo fa la lettura di un articolo di Parente su Palahniuk e cio’ basto’ ad incuriosirmi e volerne sapere di piu’. Scoprii cosi’ un giornalista atipico, sagace, feroce, ironico, decisamente sopra le righe e pochissimo corretto, proprio come piace a me. Scopro anche i suoi libri e dovendo iniziare con uno, "La casta dei radical chic" e’ perfetto fin dal titolo. Chi mi legge, conosce il mio pensiero in merito a questa gente, figli dell’eccesso di benessere e dell’ideologia sinistra, non solo nell’accezione politica, che attecchisce come un tumore sulle cellule piu’ deboli della societa’. Inutile andare oltre, Tom Wolfe i radical chic li conosceva bene, avendo oltretutto coniato lui la definizione e basta rileggerlo per averne un’idea molto piu’ che precisa. Parente non fa altro che attualizzare il concetto, per quanto sia un libro del 2010 ma non troppo invecchiato e soprattutto rivolgerlo alla cara Italia e non, attenzione bene, sparando nel mucchio nascondendosi nell’anonimato ma con nomi, cognomi, fatti e antefatti.
Si deve riconoscere a Parente originalita’ e coraggio perche’ nel mare del volemese bene imperante decisa dall’allegra combriccola di semicolti composta da tizi tutti amici tra loro, esiste una situazione che di fatto ha disintegrato la cultura italiana generando figli deformi, alla Saviano per intenderci. Parente non lascia scappare nessuno dal cinema alla letteratura, dalla politica all’archeologia, dove spara colpisce, nella tragica constatazione che il re non solo e’ nudo ma fa decisamente schifo. Nel letamaio dei vincitori, Parente si diverte tantissimo e noi con lui ovviamente, anzi la tentazione di eleggerlo come una sorta di divinita’ in sedicesimi e’ grande ma e’ egli stesso che con l’autoironia, insegna a diffidare di chiunque, nel rischio comunque inesistente, di pendere dalle sue labbra, perche’ i vaccinati al politicamente corretto, raramente si fanno convincere troppo dal primo che capita, foss’anche uno che condivide il tuo pensiero quasi alla perfezione. Un’ultima considerazione: le pagine piu’ datate, quelle della politica ad esempio, permettono gia’ qualche analisi ulteriore perche’ essendo quelli gli anni dell’antiberlusconismo, la moda che diede fiato anche alle piu’ ridicole nullita’, si capisce quante inutili parole siano state spese e cio’ dovrebbe far riflettere chi ha consumato la propria esistenza dietro ai santori, ai guzzanti e alle d’addarie, quando potevano usare il loro tempo costruendo qualcosa, con le mani o la mente, magari leggendo libri ma prova a spiegarglielo te…

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