Musica Non Grata – Piercarlo Poggio

Musica Non GrataGli idioti del "male assoluto" definiscono becero il nazismo che costrinse gli artisti non allineati ad emigrare, che poi sono gli stessi che con disprezzo e ironia commentano la "caccia alle streghe" maccartista, dove in piena guerra fredda, si cercava di monitorare le attivita’ sovversive sul suolo statunitense. Indignazione legittima e dovuta sia chiaro ma svalutata dall’orrore vero del comunismo sovietico che i suoi artisti non allineati, li ammazzava a migliaia dopo anni di tortura nei campi di concentramento siberiani. Con questo non scopriamo nulla, semmai s’alza sempre piu’ il disgusto per certe gente ma nel contempo si spiega come sia possibile che cosi’ posa letteratura esista in merito.Ecco perche’ "Musica non grata: la classica contemporanea dell’era sovietica" e’ ancora piu’ prezioso.
C’e’ voluta la fine del comunismo per far uscire alla luce del sole i massacri non solo culturali dello stalinismo seppur gia’ negli anni ’50 dopo la scomparsa del feroce dittatore, qualcosa cambio’ e le maglie della censura si allargarono.
Non stiamo parlando di poco e sparuti artisti, ricordiamo come un gigante come Shostakovich fu ad un passo dall’essere epurato quando Stalin in persona lo accuso’ di essere antiproletario e borgese. Ne usci’ vivo grazie alla sua intelligenza, alla sua fama e compiacendo il regime, altri non furono cosi’ abili e fortunati.
Poggio racconta dei grandissimi, Shostakovich appunto e Stravinskij in prima istanza, poi una serie di nomi minori d’importanza ma non di talento nelle varie citta’ dell’ex impero. L’attenzione si sposta poi sulle nazioni invase dal regime, un nome su tutti l’estone Arvo Part per abbracciare 80 anni di storia colpevolmente dimenticata. Le pagine non sono molte, Poggio riassume al massimo, accennando appena le storie dei protagonisti e sono tanti, con qualche riferimento musicale che si espande nell’appendice finale per comporre una discografia piuttosto completa e ben ragionata. Dizionario minimo delle avanguardie sovietiche, da liberare, da non scordare.

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