David Bowie is – MAMbo, 06-08-2016

David Bowie isDevo dirlo, non ho mai perso il sonno per David Bowie ma allo stesso tempo ho momenti della mia vita legati a filo doppio con la sua musica e certamente non posso che inchinarmi innanzi il suo passato e la forza iconica che ha rappresentato. La sua scomparsa e’ stata inaspettata e per molti versi terribile. Anche spettacolare, un’uscita di scena degna dello showman che fu, percio’ rimarra’ nella memora a lungo. Verrebbe da storcere il naso pensando alla velocita’ con la quale questa mostra e’ stata imbastita ma in realta’ parliamo di una struttura itinerante che nasce a Londra nel 2013 come retrospettiva dell’artista inglese e divenuta testimonianza di una carriera purtroppo conclusa precocemente.
Quando fu annunciata, mi lascio’ piuttosto indifferente anche insofferente perche’ credo che un museo come il Mambo dovrebbe occuparsi d’altro ma e’ pur vero che di questi tempi se c’e’ modo di raggranellare qualche soldino, ben venga tutto. Rimasi sorpreso sui numeri fantasmagorici e sui costi stratosferici, frutto pensai di un’onda emotiva e di esagerazione mediatica e invece no. Diciamolo subito, "David Bowie is" e’ qualcosa di molto, molto diverso da cio’ che conosciamo. Quante volte abbiamo visto esposti documenti, costumi, testimonianze, memorabilia, scritti autografi, filmati e di questo si tratta ma l’allestimento stavolta e’ davvero unico, specie per una nazione come l’Italia precipitata ormai ben oltre i margini dell’impero. Quando si parla di esperienza sensoriale non ci troviamo di fronte ai soliti proclami da volantino ma e’ realmente qualcosa di nuovo. L’audio innanzitutto e’ protagonista assoluto e grazie all’apparato Sennhieser in dotazione ad ogni visitatore, diviene fluido e dinamico, contestuale a cio’ che si sta osservando, segue ogni passo e si adatta ai video, ai costumi o qualunque oggetto ci si pari innanzi. Per questo il grande spazio che il Mambo mette a disposizione non solo e’ funzionale ma necessario ad un’esperienza immersiva e unica.  Proiezioni surface mapping, allestimenti tridimensionali che danno spessore in tutti i sensi a video e interviste in un percorso che dedica ampissimo spazio al giovane David Jones fino ai primi anni del 2000. Forse per scelta, forse per spazio ma non c’e’ traccia o quasi dell’ultimo lavoro e a dire il vero del 1980 a oggi, le informazioni divengono sporadiche limitandosi alla presentazione di materiale vario e ai progetti principali.
Credo che tra i tanti pregi della mostra vi sia anche la capacita’ di raccontare l’essenza di cio’ che fu Bowie, un catalizzatore di tendenze e un uomo in grado di sintetizzare arte, moda e cultura della sua epoca ed e’ in fondo cio’ che ogni artista degno di questo nome, dovrebbe fare. In conclusione che dire, oltre ai proclami, oltre ogni consumo dello show business "David Bowie is" e’ qualcosa di unico da vedere a prescindere da Bowie anche se certo, con lui e’ meglio.

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3 Responses to David Bowie is – MAMbo, 06-08-2016

  1. AnnaB scrive:

    Beh, mi sa che allora andremo a vederla anche noi!

    • Come detto non serve essere fan di Bowie (per quanto ne amplifichi l’esperienza) per restare incantati in un allestimento grandioso.
      Provate se riuscite ad andare in questi giorni con poca gente, con molto pubblico certamente la permanenza si fa problematica proprio per l’audio contestuale alla posizione e per i testi che non si leggono benissimo se non frontalmente

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