Sulla musica – Karlheinz Stockhausen

Sulla musicaPare autopromozione presentare il mio lavoro sui suoni e la musica generativa anche perche’ dico pure che lo potete trovare nella sua definizione teorica su Movimento Particellare e ascoltare su Bandcamp. Potrebbe pure essere ma in realta mi serve per far comprendere come giganti come Stockhausen siano figure essenziali per sviluppare ed accrescere il concetto stesso di musica. Il loro insegnamento resta per i grandi musicisti e i piccoli hobbisti quale sono, comunque un modello universale ben al di la’ dall’essere esaurito.
Tanto e’ stato scritto, non abbastanza comunque per saziare la sete di sapere e la necessita’ di interpretare un ascolto che deve essere preceduto da spiegazioni tecniche e teoriche. Nel bel libro edito da Postmedia Books, ben curato e molto elegante, Robin Maconie raccoglie testi ed interviste principalmente dai primi anni ’70, spostandosi poi nel decennio successivo.
Di Stockhausen conosciamo la storia, gli anni difficili prima e durante la guerra che in qualche modo tracciano un profilo psicologico del musicista. L’elettronica concesse a lui e a molti altri, strumenti necessari e fondamentali per esplorare nuovi metodi non solo legate alle frequenze, ai microtoni e ai sistemi matematici, aleatori e performativi ma includendo nuove tecniche di riproduzione e di ascolto, rendendo fluida e dinamica la fruizione che rientra a pieno titolo nell’esperienza dello spettatore. Stockhausen spiega alcuni dei suoi lavori principali e cosi’ facendo si entra nelle dinamiche che hanno condotto a certe soluzioni, alle difficolta’ che i musicisti per primi hanno inco0ntrato di fronte a una devastante ma illuminante destrutturazione di ogni canone compositivo che va oltre l’atonalita’, addentrandosi nell’interpretazione fisiologica e psicologica del suono. Il suo e’ stato un percorso difficile, riconosciuto si ma in gran parte ancora da scoprire. Non si sta facendo abbastanza malgrado i mezzi e la tecnologia che oggi potrebbe consentire il realizzarsi di molti dei suoi desideri. Manca la cultura, la volonta’ di andare oltre la pochezza che si concede alla plebe passiva e annoiata, percio’ un testo come questo e’ fondamentale non solo per capire il suo lavoro ma che esiste un universo sonoro immenso e stupendo, basta solo alzare la testa e non rassegnarsi.

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