Cavellini dixit – Piero Cavellini, William Nessuno, Antonio Saccoccio

Cavellini dixitGuglielmo Achille Cavellini nel 2014 avrebbe compiuto cento anni e gia’ a suo tempo previde anzi prefisso’ mostre e manifestazioni a lui dedicate, alte onorificenze e celebrazioni in tutto il mondo.
Megalomane? Si, decisamente e fu proprio la megalomania la sua cifra stilistica e grande innovazione nel mondo dell’arte. Cavellini, ignorato dalla critica, si spinse oltre l’autopromozione istituendo di fatto e per la prima volta, l’Autostoricizzazione. Qualcuno afferma che egli fu un anticipatore dell’edonismo internettiano che coinvolge chiunque abbia una benche’ minima velleita’ artistica. In parte e’ vero perche’ l’autopromozione e’ l’arma piu’ potente e spesso unica, in mano a chi vuole proporre un discorso artistico o letterario, il vero plus che i nuovi media hanno introdotto nel nuovo millennio.
Se in passato la visibilita’ poteva essere data solo dal Sistema, Sistema che ricordiamo, tutt’altro che imparziale ed obiettivo, chiuso attorno ai propri interessi e impermeabile a quanto non rientri nelle sue grazie, oggi esistono molte altre strade, sulla cui efficacia c’e’ da discutere ma certamente gli orizzonti sono allargati rispetto a qualche tempo fa.
Se pero’ l’autopromozione diviene un veicolo proprio ma egoistico, edonistico appunto per artisti che per forza di cose si sentono geni incompresi, Cavellini fece dell’Autostoricizzazione un gesto ribelle non finalizzato al riconoscimento personale, non soltanto per lo meno ma un vero e proprio proclama e sistema. Egli che a oltre il farsi arte, s’inventa un Sistema proprio, creo’ di fatto un nuovo metalinguaggio per esprimersi e nel contempo denunciare le storture di un mondo schiavo dei propri falsi protagonisti, non le opere bensi’ critici, galleristi e mezzi d’informazione. Tutto condito ovviamente con una bella dose d’ironia.
Forse le cose sono andate diversamente da cio’ che Cavellini sperava ma la sua opera e’ rimasta e nel volumetto riproposto dagli amici di Avanguardia 21, troviamo innanzitutto la prefazione di William Nessuno che introducendo la mail-art e la rivista "Circolo Pickwick", ci ricorda coma venne a conoscenza dell’artista negli anni ’80, riproponendo l’intervista pubblicata a suo tempo. Oltre a questa e a un nutrito numero di fotografie scattate per l’occasione. Inoltre l’intervento critico di Antonio Saccoccio attualizza l’opera dell’artista relazionandola al Futurismo da Cavellini piu’ volte citato, spirito mai negato ma non condiviso perche’ a suo dire poco pratico e troppo teorico ma che di fatto egli prosegui’ attraverso il tentativo di riscrittura delle regole nel mondo dell’arte.
Non mancano naturalmente foto che ritraggono Cavellini nelle opere e nelle manifestazioni lui dedicate, sezione del libro che in fondo meglio di tutto, rappresenta l’artista.
Molto interessante, divertente, stupefacente, un artista che merita questo libro e molto altro.

Pagina dell’editore

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