Maria Callas. The Exhibition – AMO Palazzo Forti, Verona (17-09-2016)

Callas AMO VeronaTanto ascolto classica e sinfonica, poco m’interessa la lirica.
E’ una questione di gusti, non so perche’ ma come direbbe il Mozart di Forman, non sopporto "tutti quei soprani che strillano, amanti flaccidi che roteano le pupille". E dire che mi ci metto d’impegno, non di rado ascolto opere complete nella speranza di una folgorazione che invece termina con lo spegnimento prematuro. Con la Callas pero’ e’ un’altra cosa.
Molti anni fa, incuriosito dalle vicende legate piu’ al gossip che alla musica, volli approfondire la sua storia e quando giunse il momento di ascoltarla mi persi totalmente nella sua voce, potente eppur dotata di un’espressivita’ straordinaria che parimenti alla tecnica, fece di lei una leggenda. Poco m’interessa la lirica dicevo ma quando la ascolto in vecchie registrazioni spesso gracchianti e polverose, tutto si ferma anche il respiro. C’e’ poi l’aspetto umano di una donna che seppur scomparsa a 54 anni, di vita non ne ha avuta una ma almeno tre o forse quattro. Tanto forte e determinata quanto fragile, fu una che dalla vita ha piu’ dato che ricevuto pur ricevendo tantissimo. La mostra veronese cerca di raccontare la storia straordinaria di Maria Callas e lo fa con tanto materiale che inizia dal certificato di nascita e termina con quello di morte, miriadi di documenti come lettere autografate, fotografie, articoli di giornale e video di repertorio. Tanto spazio e’ dedicato alla moda e ai costumi perche’ ricordiamolo, come ella fu regina indiscussa delle scene, altrettanto lo fu della moda e del pettegolezzo, divenendo dopo il suo miracoloso dimagrimento, icona di eleganza e stile. Che poi il tutto avvenga all’interno di  AMO: Palazzo Forti, a Verona la citta’ che diede il "la" alla sua carriera, amplifica la suggestione dell’esposizione. Ordine cronologico ma non troppo, le tante stanze si dividono tra geografia ed argomento pur proseguendo il viaggio nel tempo. L’audioguida fa ascoltare tanta musica e cio’ e’ un bene, compensando in parte le dinamiche gossip che del resto, sono le piu’ facili da riprodurre. Mi spiace molto scriverne ora che tutto e’ finito ma credo sia giusto tributare un ringraziamento postumo all’organizzazione e comunque ricordare la figura della Callas affinche’ non si perda nel mare odierno di miseri principianti, lei che divina lo fu per davvero.
In ultima istanza per quanto riguarda "l’osservatorio fotografia espositiva", ancora una volta mi rammarico dell’impossibilità di fare foto e per quanto tengo a ribadire che e’ tutto legittimo e chiare le motivazioni, altrettanto al tempo dei social network, la migliore pubblicita’ e’ il passaparola telematico ma pare che non tutti ne tengano conto.

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