Chiusi dentro – John Scalzi (Urania 1632)

Chiusi dentroDopo "Uomini in rosso", ritroviamo Scalzi sulle pagine di Urania e devo dire con grande piacere. Questa volta si cimenta con un giallo, un giallo ambientato in un futuro nel quale una grave malattia ha sterminato una bella fetta d’umanita’, reso handicappato mentale qualche sopravvissuto e poi ci sono gli Haden, svariati milioni intrappolati nel loro corpo, immobili ma con la mente lucidissima.
A queste persone e’ riservato un destino tutto sommato neppure male, potendo scegliere tra un corpo meccanico e il trasferimento dentro agli Integratori ovvero un esiguo numero di scampati al male che dopo un trapianto neuronale possono fungere da ospiti delle mente degli Haden. Chris Shane il protagonista e’ un ricco e celebre malato, figlio di un ex atleta oggi importante uomo d’affari.,
Contratta la malattia da piccolo, rifiuta il ruolo di arricchito e diventa agente dell’FBI e subito lo strano caso di un integratore suicida, scatenera’ un’indagine destinata a cambiare drasticamente le sorti della societa’.
Scalzi lo leggo sempre volentieri, del resto e non per caso, e’ uno dei piu’ promettenti autori di fantascienze del nuovo millennio, anzi e’ un fatto talmente assodato che  bisognerebbe smetterla di parlare di novita’ e dare la sua fama per consolidata. Mi piace perche’ e’ veloce, moderno in stile e tematiche eppure e’ colto come i padri del genere nella Golden Age. Brillante, molto ironico eppure serissimo nel raccontare storie con momenti concitati e drammatici. Essenziale eppure mai asciutto, gira poco attorno le questioni e non perde tempo.
Molto cinematografico, talmente ben congeniato nel montaggio da far supporre che la speranza di finire sul grande schermo non gli dispiaccia affatto, anzi. Non posso dargli torto, del resto quale scrittore oggigiorno non ci spera, certo e’ che cosi’ si perdono per strada le magie della parola pur guadagnando in scioltezza e fruibilita’. Lo si legge con passione e interesse, lo si divora come uno stuzzichino ma la sua prosa e’ un pranzo completo e raffinato. alla fine non e’ poi tutta questa suspense ma fa il suo lavoro e lascia persino qualche buon margine di riflessione.
Bravo Scalzi e bravi quelli di Urania.

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