L’impressionismo di Zandomeneghi, Palazzo Zabarella (Padova 5-11-2016)

Zandomeneghi, PadovaChe l’arte si trasformi in pretesto per vedere posti nuovi e’ cio’ che si augurano tutti gli amministratori delle citta’, per me invece e’ la scusa per tornare a Padova, meta di infinite gite di troppi anni fa. Capoluogo con le sue bellezze a parte, e’ facile dal centro arrivare a Palazzo Zabarella che ospita la mostra dedicata a Zandomeneghi, l’artista veneziano che assieme a Boldini e De Nittis, fece parte dei cosiddetti "italiani a Parigi". Nato nel 1842, transito’ per la Firenze dei macchiaioli, giunto a Parigi passo’ rapidamente da un placido naturalismo al rutilante mondo cittadino fatto di caffe’, locali con donnine piacenti, teatri e tutta la bella vita di quella che al tempo era la capitale del piacere e delle avanguardie. Fu impressionista ma non troppo o forse meglio dire lo fu a modo suo, forse mantenendo un rapporto migliore con quegli artisti di quanto andasse ad imitarli. Se nei primi anni parigini lo stile fu sovrapponibile a quello dei suoi amici e sodali, ben presto se ne affranco’ senza distanziarsi mai troppo, mantenendo contatto col proprio stile sui soggetti come sulla tecnica o meglio i diversi stili che negli anni ha alternato. In effetti ci voleva una mostra a lui interamente dedicata per accorgersi di come la sua pittura non viaggi per periodi ma per perfezionamenti paralleli, spesso divisionista con pennellate piu’ o meno ampie per risultati anche piuttosto diversi in opere cronologicamente contigue. Formidabile pure col pastello, preferisco pero’ gli olii ma si va a gusti.
Ampia liberta’ nei soggetti con predilezione per le figure femminili immerse nel quotidiano. Meno legato ai ritratti come invece fu Boldini, ugualmente ve ne sono di favolosi. Spericolato talvolta nelle prospettive, con una personalita’ solidissima Zandomeneghi e’ raccontato attraverso un centinaio di opere di altissimo valore. Organizzata tematicamente, la mostra racconta comunque un  percorso cronologico e un continuo confronto tra dipinti di periodi anche diversi per sottolineare diverse interpretazioni sul medesimo soggetto. Ottimo il lavoro dei curatori, clima perfetto nelle sale, illuminazione di massima buona, giusto qualche riflesso ogni tanto.
Purtroppo non e’ concessa alcuna foto e come sempre lo sottolineo con molto rammarico. C’e’ tempo sino a Gennaio, citta’ e mostra valgono bene una gita.

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