Rogue One – Gareth Edwards

Rogue OneGiuro che non volevo andare a vederlo, non mi piace essere trattato da carne da macello e non mi piace che un’opera fondante della mia infanzia sia triturata e trasformata nell’attico di qualcuno. Non m’illudo sul fatto sia sempre andata cosi’ ma con la Disney, tutta quanta l’operazione e’ sfacciatamente palese.
Poi pero’ leggo le considerazioni di un amico, un coetaneo che ha vissuto analoghe emozioni ed esperienze delle mie e dice: "Rogue One e’ il quarto Guerre Stellari che avremmo voluto vedere". Ha ragione.
Inutile stare a parlare di trama, credo che ormai sia nota a tutti. Al centro della vicenda la Morte Nera, la prima, l’originale verrebbe da dire e scopriamo chi l’ha costruita, perche’ ma soprattutto l’antefatto della falla strutturale alla base della sua distruzione. Mossa furbissima quella degli sceneggiatori non c’e’ che dire e insomma, sono andato e la faro’ breve, mi ha convinto.
Edwards non e’ un buon regista ma non so neppure quanto tutto questo possa dirsi suo dal momento che stiamo parlando di talmente tante forze in gioco che un singolo individuo non puo’ in alcun modo controllare. Egli e’ poco piu’ che un buon professionista senza alcuna inventiva, giusto i fondamentali dove servono. "Rogue one" ha una grande, grandissima prerogativa: e’ finalmente un film adulto, qualcosa che oltre ai giocattoli, si preoccupa di raccontare una storia nel pieno del suo dramma. Un colpo lo da’ al cerchio della vecchia guardia, infarcendo ogni singola scena di rimandi, ricordi, citazioni, repliche, ricordi e suggestioni, un altro alla botte delle nuove generazioni con personaggi piu’ o meno vendibili, piu’ o meno credibili.
Non che non vi siano macchiette intendiamoci e mi riferisco a Donnie Yen, bravissimo ma artefatto non per sua colpa, problema che in fondo vale un po’ per tutti, da Forest Whitaker a Diego Luna, dall’Alleanza ridotta a centro sociale a Ben Mendelsohn al quale manca solo la svastica al braccio.
Felicity Jones e’ brava e piuttosto convincente, discorso a parte invece per Mads Mikkelsen, straordinario, intenso anche in un ruolo minuscolo seppur fondamentale. Restera’ ancora aperta a lungo l’etica dietro la resurrezione di Peter Cushing nel ruolo del generale Tarkin. Personalmente non approvo e seppur tecnicamente crea una certa impressione, per tutto il resto credo che dovremmo rassegnarci o felicitarci non so per questo tipo d’operazione che in fondo e’ solo un’avanguardia di cio’ che verra’. Questo e’, facciamocene una ragione.  Ad ogni modo si, e’ davvero il quarto episodio che avremmo voluto vedere, qualcosa per cui vale ancora una volta essere un numero nel bilancio di qualcuno. Purtroppo.

Scheda IMDB

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