Picasso Figure (1906-1971) – AMO Verona, 21-01-2017

Picasso Figure VeronaPicasso non mi piace e ci puo’ pure stare, aggiungo pero’ di non pensare a lui come l’artista piu’ influente del XX Secolo e qui si aprono le discussioni, discussioni si badi bene, che non intendo neppure iniziare.
Non saro’ comunque io colui che puo’ negare l’importanza del suo ruolo storico e artistico e neppure la validita’ del suo lavoro che peraltro trovo straordinario nei periodo blu e rosa ma Picasso visse a lungo, ebbe la fortuna di essere l’uomo giusto nel posto giusto e di essere compreso da critica e mercato non certo senza merito, sin da subito. Difficile trovare qualcosa in cui non si e’ cimentato, del resto appunto, di anni ne ha avuto a disposizione parecchi e senza problemi economici seppe sperimentare con forme e materiali, potendo focalizzare l’attenzione su certi soggetti o tematiche, alcune delle quali, pensiamo al rapporto tra pittore e modella, lungo tutta la vita. All’AMO di Verona, ci si sofferma su un aspetto del lavoro di Picasso, quello che riguarda le figure. Figure intese come ritratti ma anche astrazioni metaforiche e metafisiche o pura espressione tecnica. Per qualche strana – si fa per dire – ragione i periodi blu e rosa vengono saltati a piu’ pari e s’inizia il percorso con quel Nudo seduto del 1906 che anticipa e mostra i prodromi del periodo cubista e africano con tutta l’importanza che essi rivestiranno. La mostra percorre in rigoroso ordine cronologico il lavoro di Picasso soprattutto negli anni 20 e 30 dove cubismo e surrealismo divengono una matassa inestricabile e certo unica nella storia dell’arte. E’ una manifestazione con tanti lavori esposti, che riesce a dare continuita’ ad un discorso unitario e si riconoscere l’influenza di Picasso sul suo tempo ma anche negli anni a venire, dai 50 in avanti dove l’artista seppur vivo e vegeto, non seppe piu’ inventare ma solo perfezionare quanto gia’ ebbe modo di fare. Le grandi tele offrono cio’ che nessun libro potra’ mai dare, la profondita’ e la vertigine, il particolare e la precisione, non di meno l’impressione e in questo la mostra trova compimento e successo.
Alla fine resto della mia idea su Picasso ma nasce un bel confronto. Sempre ben curate le mostre all’AMO, audioguida completa e interessante, ambienti ottimamente illuminati e contestualizzati. Divieto di fotografare ed e’ una battaglia che porto avanti ogni volta, ribadendo che un sistema permissivo anche se selettivo, oggigiorno aiuterebbe tantissimo nel diffondere occasioni ed opportunita’ . Si sottolinea purtroppo i controlli con metal detector all’ingresso dal momento in cui viviamo in stato di guerra e se cio’ avviene alle porte di un museo, significa la sconfitta di un sistema che sottrae all’arte anche la forza della salvezza. Il personale cortese attutisce in parte la tragedia nella quale ci hanno scaraventato.
Percio’ una mostra diviene oltremodo importante e questa di Picasso certamente lo e’ .

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