Scharoun – Eberhard Syring, Jorg Kirschenmann

Scharoun TaschenEra da un po’ che non mi dilettavo con un Taschen, uno della serie Basic Architecture. Piccolo formato per grandi storie di grandi personaggi e non smettero’ mai di parlare bene di una casa editrice che ha trovato il modo di conciliare qualita’ a basso costo con testi competenti ed ottime fotografie. Parliamo di una monografia, Hans Scharoun, tedesco che ha attraversato il secolo scorso, due guerre e sappiamo bene cosa ha significato farlo in Germania. Personaggio che potremmo inquadrare in tanti modi, razionalista ad esempio ma con una sua idea forte e precisa sull’abitare e il vivere. Architettura funzionale, non un punto di arrivo ma di partenza con al centro sempre e comunque l’uomo e le sue esigenze. In questo lo identifichiamo con altri architetti del suo tempo, Le Corbusier certamente sotto l’impianto teorico e non di meno con contatti ad un Gropius.
Per Scharoun esiste un interno ed e’  dall’interno che l’edificio si sviluppa e cresce ed e’ sempre l’interno ad avere priorita’ rispetto ad ogni altra considerazione. Edifici pubblici come scuole, biblioteche, teatri nascono sempre in funzione del loro obiettivo e di chi lo frequenta. Fino al secondo conflitto mondiale seppe farsi notare per le sue soluzioni d’avanguardia mantenendo pero’ un profilo tendenzialmente basso e lavorando su singole case o piccoli edifici per non scontrarsi col regime nazista che non vedeva di buon occhio il modernismo. Molti sono i progetti che non andarono in porto ma non fuggi’ e quando la guerra fini’ fu uno degli architetti incaricati per la ricostruzione. E’ dagli anni ’50 in poi che troviamo gli edifici piu’ importanti che portano la sua firma, due su tutti la Philharmonie di Berlino e sempre di Berlino la Biblioteca di Stato, veri e proprio monumenti nazionali. Lavoro’ pochissimo all’estero e cio’ forse ha contribuito a frenare la sua fama ma quello che ha fatto e’ bastato a metterlo assieme ai grandi dell’architettura. Il piccolo Taschen racconta tutto questo molto bene, con le splendide foto a colori e il testo essenziale ma senza sbavature. Bello e interessante.

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