Solchi Sperimentali Fest, Modena 28-01-2017

Solchi Sperimentali Fest, ModenaMalgrado i liguabuoi e i vaschirossi, se l’Emilia attrae per ben due volte un Solchi Sperimentali Fest, significa che c’e’ ancora speranza. Da Bologna s’e’ passati a Modena, quindi gioco in casa e devo dire che c’abbiamo guadagnato un po’ tutti. Io perche’ piu’ vicino, il Festival perche’ il pubblico presente in sala ha di gran lunga superato quello della serata bolognese.
Promotore sempre Antonello Cresti di "Solchi Sperimentali" e a lui il compito di presentare ed introdurre artisti e la filosofia di un Festival che della eterogeneita’ fa un proprio vanto e programma.
Il festival in questo caso ha anche un altro padrino, Marco Lucchi didatta e musicista che ho seguito e conosciuto nel corso degli anni sui social e dal quale ho imparato moltissimo. Diversi i lavori assieme ma solo ora c’e’ stata possibilita’ di salutarsi dal vivo ed e’ stato un vero onore. Ad ogni modo a lui e’ toccata la direzione creativa e la partecipazione in prima persona alla serata che si e’ aperta con i Perspektive Philidor. Duo molto discreto dal suono misterioso, elettronica fluida e suadente, ambient oscuro, atmosfere cariche di tensione, onirici alle soglie dell’incubo. A dare forma alla musica un teatrino di luce e ombre, proiezioni su piccolo schermo per burattini transdimensionali, volumi cangianti, pulsanti di un racconto che atterrisce, favola di un futuro alieno e gotico.
Molto bravi e molto suggestivi.
Seconda parte, la piu’ lunga e articolata, ha visto in realta’ sul palco quattro musicisti: Marco Lucchi, Dario Lucchi, Massimo Amato e Max Fuschetto. Ognuno porta in scena il proprio brano ma e’ meglio dire il proprio stile, l’essenza della propria arte. Percio’ i musicisti su alternano come protagonisti sul palco con gli altri ad accompagnarli in una performance definita nelle linee guida ma estemporanea nei fatti.
Solchi Sperimentali Fest, Modena - AtaraxiaSe Fuschetto e’ l’anello di congiunzione perfetto tra passato e presente,acustico ed elettronico allo stesso tempo, strutturato eppure grande interprete live, Massimo Amato reinterpreta l’elettronica in chiave acustica, lascia da parte l’algida padronanza dei suoni e si getta con passione su modulazioni energiche e caratterizzate. Furore e controllo e non e’ retorica ma stile. Marco Lucchi lo conosciamo non bene ma benissimo. Egli ama la musica e ad essa dona il suo sapere e la sua tecnica. Sulla letteratura e sui classici, nuovi o vecchi che siano, Lucchi edifica le sue composizioni, reinventa senza stravolgere, mantiene un’aderenza topologica che sa d’evoluzione e grande gesto d’amore.
Dario Lucchi, suo figlio ha ereditato dal padre certamente la passione ma ha portato avanti un discorso autonomo, tanta voglia di sperimentare ma i piedi ben piazzati sui fondamentali. Musicista preparato ma capace di grandi invenzioni. Da seguire.
Ultima parte, dedicata agli Ataraxia, storica band neofolk modenese alla quale comunque ogni definizione sta stretta. Certo, con queste sonorita’ li si identifica meglio ma allo stesso tempo il lavoro sui testi e tecniche musicali antiche declinate al presente, li portano piu’ vicini alla sperimentazione e all’invenzione di un cosmo nel quale rock, folk ed elettronica sono tutt’uno. Dal vivo la loro forza e’ palpabile, merito di un organico perfettamente affiatato e naturalmente dalla grande voce e grande presenza scenica di Francesca Nicoli, la cantante. Non c’e’ davvero da aggiungere altro.
Altra grande serata del Solchi Sperimentali Fest, manifestazione da seguire ovunque e comunque.

Playlist YouTube
Perspektive Philidor
Marco Lucchi set per il 28 Gennaio
Max Fuschetto
Massimo Amato
Dario Derek Lucchi
Ataraxia

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