Steve McCurry, Magnum’s First, Magnum. La première fois – Museo di Santa Giulia, Brescia 08-04-2017

BresciaPhotoFestival - McCurryPartecipare ad un evento senza sapere che e’ un evento. Gita bresciana e mi dico: "che c’e’ di bello da vedere?" Trovo Magnum in mostra e gia’ e’ una gran cosa, quello che non so pero’ e’ che fa parte della prima assoluta del Brescia PhotoFestival che ha visto la luce proprio nel 2017 e’ una manifestazione che a noi vicini di  Reggio Emilia, offre una seconda possibilita’ di godere della fotografia in mostra.
Sospeso tra antico e moderno, il Museo di Santa Giulia offre oltre la permanente uno sguardo su Magnum, la celebre agenzia fotografica e lo fa attraverso i suoi fondatori, i nuovi adepti e colui che agli occhi del grande pubblico meglio la rappresenta, Steve McCurry.
Partendo proprio da quest’ultimo che devo dire, non mi piace, o meglio non mi emoziona, non suscita in me alcun sentimento, a partire dalla solita afghana, sempre piu’ stucchevole con gli anni che passano. Non lo discuto come professionista, e’ questione epidermica. La serie in questo caso si concentra sul leggere, in ogni accezione, in ogni angolo del pianeta. Non si puo’ dire che McCurry non sia un ottimo professionista, uno che pare sempre esterno a cio’ che accade o cosi’ almeno piace raccontarlo. In parte e’ vero anche se non riesco a fare a meno di vederci artifici e forzature in molti ritratti. Grande spazio all’oriente e al terzo mondo, del resto si fa prima cosi’ che rendere interessanti dei ragionieri ma vabbe’. Non mancano le belle immagini sia chiaro ma stiamo parlando di un piccolo insieme nel grande mare del gustoso ma precotto. Suggestivo l’allestimento di Peter Bottazzi, tra pareti "sfogliate" e citazioni volanti. Le altre due mostre contigue ed affini, riportano alla luce le 83 stampe che nel 1955 composero la prima mostra austriaca del gruppo Magnum e parliamo di Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Ernst Haas, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Erich Lessing. Qualita’ che non si discute, malgrado sonop di Capa, Haas e Cartier-Bresson che troviamo le cose tecnicamente meno interessanti.
Ne "La prima volta" c’e’ la prima volta di venti fotografi Magnum, raccontata dagli stessi protagonisti con ricordi e immagini ovviamente. Difficile dare una valutazione complessiva, ogni fotografo ha una storia a se’ e soprattutto l’immagine emozionale puo’ non avere una diretta conseguenza tecnica ma come dire, la rappresentanza non manca, la qualita’ pure pur andando a gusti. I mio preferiti? Alex Webb e Bruno Barbey. senza alcun dubbio.
Nel complesso mi aspettavo qualcosa di piu’ e mi riferisco all’impressione artistica, nulla da dire su organizzazione e impianto ma si va a gusti. Comunque l’appuntamento e’ d’obbligo per gli appassionati e non.

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