GAMeC, Pipi Carrara, Attilio Nani – Bergamo 09-04-2017

GAMeC - IngressoTorno a Bergamo dopo tanti anni e il GAMeC diventa uno splendido pretesto per rivedere la citta’ e una galleria di arte contemporanea che a quanto ho letto e poi visto, e’ molto attiva anche sulle mostre temporanee.
La collezione permanente nasce da raccolte di donazioni private con un nome su tutti, Manzu’ che tra sculture e dipinti, volle cosi’ onorare la sua citta’ natale. La raccolta Spajani comprende grandi nomi come Balla, Kandinskij, Boccioni, Morandi e non sono da meno le altre serie con Fontana, Burri, Cucchi, Parmeggiani. La collezione e’ piccola ma densissima, i nomi sono quelli che hanno fatto la storia dell’arte del XX Secolo, la qualita’ delle opere e’ alta anche se certo non la piu’ rappresentativa. Certo, per essere frutto di donazioni e’ di per se’ un grande risultato, molto rappresentativo e piacevole da vedere, incantevole in alcuni casi. Consiglio l’acquisto del piccolo ma completissimo catalogo che in poche righe introduce e contestualizza le opere.
Altre due mostre sono visitabili in questi giorni e pur essendo temporanee fanno parte di un solo grande appuntamento. La prima, quella di Pipi Carrara e’ all’interno dello stabile del GAMeC, percio’ a pochi passi dalla permanente. Carrara e’ artista bergamasco il cui lavoro oscilla tra l’alto artigianato e la pura espressione artistica. Usa indifferentemente legno, gesso, terracotta, bronzo per opere di alta precisione meccanica che talvolta assumono connotati organici e alieni. Carrara si fa ammirare, diverte e talvolta stupisce. Uno stile certo unico e personalissimo mai banale. Davvero interessante.
Per vedere Attilio Nani serve raggiungere il cuore di Bergamo alta e non e’ certo una penalita’ anzi. Bergamo e’ una citta affascinante con due anime e la piu’ antica custodisce grandi tesori antichi e come in questo caso, anche moderni. Nani, artigiano e scultore, scomparso nel dopoguerra poco piu’ che cinquantenne, non nasconde nelle opere esposte la natura scultorea e di design del suo lavoro. In contatto col territorio e i suoi artisti, come Manzu’ ad esempio, offre lavori dai connotati sospesi tra il primitivismo e la ricerca piu’ raffinata, a volte simbolica. Artista non nelle mie corde ma che merita una visita anche grazie al bell’allestimento curato da M. Cristina Rodeschini e Valentina Raimondo.

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