Gianluigi Toccafondo, Stefano Arienti, Alfabeta – Galleria Civica di Modena, 15-04-2017

Gianluigi Toccafondo - Galleria Civica ModenaCome per molti credo, il primo incontro con Toccafondo risale alla meta’ degli anni 90 con la pubblicita’ della sambuca Molinari.
Molto efficace, singolare come e’ singolare il lavoro di Toccafondo con la sua pittura animata che interviene sul girato sovrapponendosi ma soprattutto espandendo il quadro in dimensioni oniriche e fiabesche. Il suo e’ un sovrastrato d’immaginazione che e’ narrazione su narrazione del quale si ammira il segno e il gesto. La Palazzina dei Giardini di Modena, riconquistata la natura espositiva dopo lo stupro dell’amministrazione che ne fece negozio per le cooperative amiche e ci aiuta a ricordare il lavoro di Toccafondo dagli anni ’90 ad oggi, un lavoro sull’animazione siano corti, pubblicita’ o sigle, senza dimenticare la carta stampata quindi la pittura e sequenze narrative non animate. Molti gli interventi video da vedere o rivedere, divertente e sorprendente ammirare da vicino i dipinti divenuti fotogrammi che svelano la tecnica e l’arte di Toccafondo.
Stefano Arienti - Galleria Civica ModenaDi Stefano Arienti invece non conoscevo nulla, lo approccio percio’ a mente aperta e a primo acchito lo sconcerto. Non riesco a cogliere la cifra stilistica fatta di sovrapposizioni e ricalchi, ripetizioni e copiature. L’uso di grandi teli antipolvere, da qui il titolo della mostra, mi pare un vezzo poco originale e molto strumentale e avrei abbandonato la sala con questa impressione se non mi fossi fermato a vedere la  video intervista all’artista sulla realizzazione della mostra e tutto s’e’ fatto chiaro. Arienti e’  anzitutto sincero, onesto col suo pubblico e i suoi committenti. Egli ha colto le infinite declinazioni del disegno nel suo atto meccanico, movimenti che divengono essi stessi messaggi e scelte che nell’istante si innalzano ad arte. E’ finita che uscito dalla proiezione ho riguardato tutto ed e’ stato tutto molto chiaro e bellissimo. Invito s’intende a visitare l’esposizione di Arienti e se vi sono perplessita’ fare altrettanto.
Singolare ma fino ad un certo punto la mostra dedicata ad Alfabeta, quantomeno perche’ non ci si aspetta di trovare una rivista letteraria in una sala mostra. Viene fuori invece che Alfabeta affianco’ al testo, ricordiamo che fu la rivista letteraria per eccellenza che transito’ la cultura dagli anni 70 agli anni ’80, anche la pittura e la grafica con nomi come Pozzati, Boetti, La Pietra, Carmi, Baj e tanti altri. Tanti protagonisti per una bella pagina della cultura italiana, forse irrimediabilmente l’ultima considerando lo squallore delle mezze cartucce che qualcuno oggi chiama intellettuali

Gianluigi Toccafondo
Stefano Arienti
Alfabeta

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