"Side" live – Echotime (+ Psycho Livestock) – Teatro Fanin, San Giovanni in Persiceto (BO), 21-04-2017

Echotime, 2017-04Vedi un po’ l’importanza di fare da spalla a eventi importanti? Qualche mese fa, gli Echotime aprirono il concerto a Ferrara di Claudio Simonetti ed e’ chiaro che di loro si sapeva nulla. Mi colpirono molto sia per la forza dei brani che come musicisti, in testa Federico Fazi alla batteria. Soprattutto mi soprese il progetto, un vero e proprio concept album con una storia da raccontare e canzoni come capitoli, proprio come si faceva negli anni buoni. Preso il cd e riascoltati con calma, la buona impressione fu confermata anzi accresciuta grazie all’ottima produzione del lavoro nel suo complesso. Non perdo quindi l’occasione non solo di rivederli ma di ascoltare il nuovo "Side" presentato in anteprima e in uscita i primi di Maggio. Ad aprire le danze gli Psycho Livestock, una band di "all star" come si definiscono, quattro elementi di diversa provenienza, spesso turnisti con molte band alle spalle che insieme hanno trovato una dimensione unitaria. Gente di mestiere e si sente, per ora limitati a pezzi altrui restando quindi confinati alla stretta definizione di cover band. Suppongo e spero sia una fase transitoria perche’ la stoffa per produrre ottimo materiale tutto loro ce l’hanno alla grande, ma torniamo agli Echotime. Nuovo lavoro e nuovo progetto, un grande racconto sull’umanita’ divisa in capitoli dedicati a molti vizi e poche virtu’. Tante storie quindi, precedute da piccoli momenti di teatro, messinscena che vale soprattutto per Alex Kage, cantante e membro fondatore della band.
Il lavoro e’ potente, originale nell’impostazione di rock opera rarissima da trovare e mettere in pratica, specie con in ristrettezza di mezzi ma i ragazzi ce la fanno e gia’ questo e’ da applausi. C’e’ pure il momento Kurt Weill per dire, ed era da "The wall" che non si sentiva una variazione sul tema cosi’. "Side" e’ un gran album, potente, strutturato, ottimamente suonato e concepito. Ho preferito il precedente "Genuine" che forse con minore ambizione e’ riuscito a guadagnare spazi piu’ aperti quindi con piu’ voglia di esplorare ma in fondo e’ questione di gusti. E’ vero che il primo album e’ piu’ immediato percio’ non escludo che sulla distanza "Side"risulti vincente. Sul fronte live qualche indecisione ma ci sta, anzi le preview servono proprio a questo. Problemi per Alex il cantante, credo un insieme di guai tecnici, regia con qualche indecisione, microfono inadatto e voce non al 100% anche perche’ stando sui registri alti, o si e’ al massimo o sono guai. Nulla da dire su basso e chitarra, anzi ottima la loro prova, bravo anche Fabbri alle tastiere con qualche mancato dialogo con la batteria di Fazi ma con certe complicate sovrapposizioni ritmiche puo’ accadere. Un plauso a quest’ultimo, sempre straordinario, una macchina da guerra che ha nelle bacchette una forza incredibile. Bell’evento, se capiteranno live andate a sentirli e intanto c’e’ l’album, non ve ne pentirete.

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