XIII Congresso Post Industriale, Bologna 29-04-2017

XIII Congresso Post Industriale - CarneraCome un cambio di stagione, come un rito, come una piacevole abitudine ci si ritrova  a Bologna per il nuovo Congresso Post Industriale, il XIII per l’esattezza. Stessa spiaggia, stesso mare parrebbe, un rito di persone da rivedere, cd da acquistare e cose belle cosi’. Edizione particolare questa, la piu’ soft per cosi’ dire, di quanto gia’ visto ed ascoltato ma soprattutto grande attesa per la presenza di Boyd Rice ma andiamo in ordine.
Aprono le danze, macabre s’intende,  i Carnera. Ne abbiamo parlato, li abbiamo visti, gli vogliamo bene ma soprattutto ci piacciono, ci piacciono tantissimo. Giovanni Leonardi e’ il centro di tutto, il cammino dai Siegfried a oggi e’ una strada larga e ben asfaltata che conduce ad esperienze sempre piu’ elettroniche. La sua e’ una mutazione ancora piu’ evidente se si ascoltano i Siegfried dal primo all’ultimo, una carica dalla deflagrazione controllare e convogliata nei vari progetti che lo riguardano, Divisione Sehnsuch e l’album "solo" dove la sperimentazione si fa accademia. Fautore e nei Carnera coautore, Yvan Battaglia, molto piu’ che un tecnico del suono. Musicista e architetto di strutture elettroacustiche raffinate e complesse, e’ il socio perfetto per Leonardi che resta libero di dedicarsi all’impianto teorico e concettuale. Strutturatissimi dal vivo come da studio, lo show si snoda tra flashback di un’Italia devastata dagli anni ’70 e il metallo di suoni aspri e taglienti a farne da sfondo, una parafrasi pressoche’ perfetta. Una delle realta’ piu’ belle in circolazione.
XIII Congresso Post Industriale - AwenMio primo incontro con gli Awen. Da Dallas a Bologna e gia’ e’ uno strano viaggio, ancora piu’ strano perche’ non penseresti proprio che da li’ provengano i coniugi Powell, Erin e Katrin ma soprattutto che vi sia terreno fertile per il neofolk. Lucidi, marziali, cantori di una dimensione ucronica, mescolano sapientemente l’elettronica industriale a momenti acustici segnati dal tamburo che sa di guerra, ritmo come cadenza di una marcia che fa sognare e apre le porte della fantasia. Set che proietta riti e leggende antiche nello spazio attuale ed e’ cosi’ che il live riacquista il sapore della narrazione, quando gli alberi erano pareti e la terra una patria. Il neofolk non e’ propriamente nelle mie corde ma il loro show mi ha colpito. Non me ne dimentichero’
Torniamo a casa, in Italia intendo, con i Teatro Satanico, duo formato da Devis Granziera e Roberto Pasini, formazione che dai primi anni ’90 ha saputo conquistarsi un ruolo importante nel panorama industrial grazie ad una sapiente combinazione di elettronica e rumore, il tutto condito dal grande lavoro sui testi di Granziera, personaggio eclettico ed esploratore di forme di comunicazione nuove, non solo musicali. Avevo gia’ ascoltato molto da studio, dal vivo si aggiunge il gesto, l’ombra, il movimento imprevedibile, il loop che ti circonda. Notevole.
XIII Congresso Post Industriale - Boyd RiceE infine la star della serata: Boyd Rice. E’ vero, si cerca di riportare l’evento a livelli umani, una presentazione quasi ordinaria quando e’ tutto fuorche’ semplice e definito. Che piaccia o meno, Boyd e’ uomo di idee, la musica e’ una propagazione di queste percio’ con lui non si assiste ad un concerto ma ad un’esperienza, a prescindere da come la si pensi. In virtu’ di questo cio’ che ha fatto sul palco diventa marginale e in effetti cosi’ e’ stato con 20 minuti o giu’ di li’ che da un lato hanno lasciato l’amaro in bocca, dall’altro si ha la  consapevolezza che fossero state due ore non si sarebbe aggiunto nulla di quanto si sa e si conosce. Lo show di per se’ e’ stato tutto fuorche’ appassionante ma e’ la presenza che volevamo, lo sguardo terrificante di chi dal palco osserva, impara, studia, esamina. E giudica. Certo, se l’uomo, l’artista non interessano, nulla ne verra’. Percio’ la valutazione puo’ solo essere emozionale ed e’ in fondo cio’ che conta.
In conclusione cosa posso dire, missione compiuta anche stavolta. Rodolfo Protti il patron dell’Old Europa Cafe’ nonche’ organizzatore dell’evento, minaccia di non volerne piu’ sapere, di essere stanco e fuori forma. Credo abbia voglia di due coccole, da parte mia assicurate. Vai tranquillo Rodolfo, ci siamo e ci rimaniamo.

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