Prima e dopo il 2000. La ricerca artistica 1970-2005 – Renato Barilli

Prima e dopo il 2000Vedi a volte le coincidenze. Leggo spesso libri d’arte e per lungo tempo mi sono dedicato ai saggi di critici, i piu’ celebri soprattutto come Dorfles, Bonito Oliva, De Micheli e ok, ci siamo capiti. Poi ho preferito le monografie, piu’ che altro per evitare analisi troppo dispersive e difficili da seguire senza la cognizione totale dei soggetti in campo.
Riprendo in mano questo vecchio ma non vecchissimo Barilli anche perche’ diciamocelo, con un bel tablet col quale seguire passo passo tutti i nomi sconosciuti, alla fine leggere diventa un bel gioco. Ma dicevo le coincidenze. Proprio la settimana scorsa vengo a conoscenza di un incontro con Barilli a Bologna, presso la Galleria de’ Foscherari, un lungo viaggio nella memoria che e’ anche viaggio nella storia dell’arte nella citta’ e non solo. Insomma, Barilli avra’ anche dei difetti ma resta un critico di meritatissima fama e di una sorprendente lucidita’ d’analisi nonche’  di memoria storica formidabile. Nel suo "Prima e dopo il 2000", si concentra su un periodo storico abbastanza breve e particolare, la fine cioe’ delle avanguardie e di quanto s’e’ visto dopo con la pesante eredita’ da gestire. Cosa si poteva inventare quando s’e’ gia’ inventato tutto? Infatti Barilli con ragione, indica il ventennio dagli 80 in poi, come l’epoca del "neo". Neo avanguardie, neo-classica, neo-op, neo-geo e se ci pensiamo la rivisitazione ha dominato quegli anni, piu’ che il superamento o meglio la rivisitazione intesa come neo-rivoluzione. Come afferma il critico, in fondo la seconda meta’ del secolo scorso non ha inventato nulla ma ha espanso quanto gia’ visto nella meta’ precedente, in ogni campo, non solo nella pittura in senso stretto, affermazione delicata ma con ampi margini di ragione. Il suo quindi e’ in viaggio si in un tempo limitato ma che abbraccia tutto il pianeta, Italia per partire spostandosi nel resto d’Europa, Stati Uniti ovviamente senza trascurare sud Americhe, Africa, Giappone, Corea e inevitabilmente la Cina, gia’ oggi punto nevralgico dell’arte contemporanea e destinata in futuro a soppiantare vecchio e nuovo continente, fosse solo perche’ i soldi, quelli veri, passano sempre piu’ di li’. Libro ancora molto attuale, tantissimi nomi da rivedere, ripensare e certo tante nuove proposte da scoprire.
Barilli resta sempre piacevolissimo, semplice ma con l’infinita dote di raccontare in poche righe l’essenza del lavoro di un artista.

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