Museo d’arte contemporanea Villa Croce – Genova, 07-05-2017

Dado Ferri, Villa CroceGenova e’ una strana citta’.
Da un lato un degrado difficile da descrivere, dall’altro un insieme formidabile di luoghi meravigliosi da visitare, un’imponente apparato museale e un certo occhio di riguardo per il turista in cerca di queste mete. Tante librerie e tante gallerie d’arte quando e’ sempre piu’ raro trovarne laddove impera l’aperitivo, in apparenza l’unico interesse del turista standard.
Tanta arte antica e moderna ma contemporanea? Ebbene c’e’ anche quella, basta cercarla e aver voglia di fare due passi che in una citta’ da scoprire e’ sempre piacevole. E’ sufficiente cercare Museo d’arte contemporanea Villa Croce o semplicemente il parco di Villa Croce dal momento in cui il museo si trova al suo interno.
Stiamo parlando di una struttura in grado di ospitare mostre temporanee, piu’ d’una in questi giorni e la parte permanente composta dalla collezione di Maria Cernuschi Ghiringhelli, 250 opere che hanno attraversato il secolo scorso e in particolare il periodo che inizia negli anni 60 e termina un ventennio dopo. La particolarita’ molto singolare e decisamente curiosa, e’ che per sopperire alla mancanza di spazio, al  museo hanno studiato un sistema di pannelli mobili che in pochi metri lineari sintetizza un bisogno di decine, centinaia di metri di superficie espositiva. Certo, la normale esposizione garantisce una fruizione migliore ma se questo e’ il prezzo da pagare per vedere tanto, lo si paga volentieri. I nomi sono tantissimi: Manzoni, Licini, Munari, Fontana, Uncini molti quelli noti e meno noti, comunque da scoprire e approfondire. Si aggiunge a questa che possiamo definire una parte storica, un nuovo nucleo di artisti che portano alla collezione lavori di questi anni, di questi mesi in alcuni casi.
Per cio’ che riguarda le mostre temporanee, fino a Giugno troviamo Riccardo Previdi con "What Next?", uno sguardo al passato ispirato da Merz e l’esperienza dell’arte povera, "Lettere" progetto collettivo che reinventa e nobilita il graffiti writing che finalmente esce dalla vetusta bomboletta spray e la proietta nella terza dimensione o la media con la migliore esperienza manga, in uno stile finalmente congruo al XXI secolo.
Anto.Milotta e  Zlatolin Donchev con "Naturally Artificia" agiscono nello spazio e nel suono con minerali nati dalle nuove tecnologie di stampa 3D e una installazione sonora che in qualche modo ne riproduce il canto o forse lo interpretano.
Tanta, tanta carne al fuoco, una struttura che come mi spiegavano le curatrici e responsabili, e’ un work in progress che tenta di mettere insieme pubblico e privato gestendo le risorse e ottimizzandole. Per ora pare stiano facendo un gran lavoro, serve pero’ parlarne, far conoscere, percio’ ci tengo a fare la mia parte e senza esitazione raccontare questa bella realta’ che conto cresca ancora di piu’ e meglio.

Pagina ufficiale

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