Henri Cartier-Bresson – Palazzo Ducale , Genova 06-05-2017

Pound, Cartier-BressonHo uno strano rapporto con Cartier-Bresson. provo un’ingiustificata antipatia che davvero non so da dove provenga. In un ipotetico elenco di preferenze tra gli artisti della fotografia, non farebbe parte della cinquina di testa eppure non posso fare a meno di ammirane la straordinaria tecnica, unita ad un senso estetico formidabile e alla capacita’ di cogliere l’istante come pochi dopo di lui.
Percio’ visitare la mostra allestita al Palazzo Ducale di Genova non e’ una scelta ma una conseguenza. Retrospettiva che comprende 140 scatti organizzati per cosi’ dire "a zona", una divisione cioe geografica tra Francia ed Europa, Americhe, India e Asia. In qualche modo la divisione continentale e’ divisione anche tematica e politica soprattutto, col racconto del dopoguerra nel vecchio continente, l’India della morte di Gandhi, la Cina ad un passo dalla trasformazione maoista .
Si parla di Magnum ovviamente e della rivoluzione creata nel mondo dell’informazione. Non c’e’ molto da aggiungere, la scelta delle foto e’ notevole, soprattutto nella prima parte per cio’ che riguarda gli esordi surrealisti e l’Europa prima e dopo il secondo conflitto mondiale.
in Cartier-Bresson c’e’ sempre del movimento, sicuramente e’ il piu’ cinematografico dei fotografi della sua generazione. Una nuvola di fumo, una mano sospesa, uno sguardo deviato se non dove lo spostamento e’ cercato, provocato. Percio’ anche i suoi ritratti raccontano un tempo oltre che una persona e il soggetto torna vivo, dinamico.
Insomma, dico l’ovvio ma e’ una mostra da vedere, andando anche oltre i propri pregiudizi.

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