Il piedistallo vuoto. Fantasmi dall’Est Europa (catalogo) – Illaria Bombelli (curatrice)

Il piedistallo vuoto catalogo

La mostra

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The Dancer – Fred Garson

The DancerMia Frye e’ una ballerina fantastica ma muta, handicap che non le impedisce di danzare ma certo crea difficolta’ in ogni ambito lavorativo che non sia guarda caso il suo, maestra per bambini sordomuti.
Ha un fratello manager, tutore, guardia del copro, amico ma soprattutto fratello appunto, uno cioe’ che all’occorrenza le asciuga anche le lacrime.
Rodney Eastman e’ un giovane scienziato con una grande scoperta tra le mani ma che non riesce a portare a termine e proprio l’incontro con la ragazza, sblocchera’ il lavoro a lui e la carriera a lei. Opera prima e a oggi unica di Fred Garson, almeno in ambito cinematografico, con alle spalle pero’ Luc Besson come scrittore, produttore a quant’altro. Difficile giudicare un film come questo. Da un lato e’ tremendo nella banalita’ degli stereotipi e delle situazioni, quasi un non-soggetto tanto e’ abusata l’idea della ballerina povera e sfortunata che alla fine ce la fa. Anche l’aver introdotto lo scienziato e l’invenzione che fa cantare i corpi non aiuta, anzi introduce una sfumatura ridicola al gia’ inutile racconto. Dall’altro e’ un film girato benissimo e montato ancora meglio. La velocita’ e’ stratosferica, quasi un esercizio di stile non fossero le continue invenzioni della camera che rotea, gira, salta, si sposta come raramente capita di vedere, non certo su un produttino modesto come questo. Non di meno le musiche, oggi pesanti e datate, nel 2000 certamente al loro posto ma qualita’ e gusti a parte, il montaggio sonoro e’ serratissimo, quasi un flusso di coscienza dinamico e ininterrotto che sposa meravigliosamente bene la velocita’ del girato. Insomma, film tremendo ma tecnicamente un incanto. Fate un po’ voi.

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Equals – Drake Doremus

EqualsChe fare quando l’umanirta’ si e’ quasi autodistrutta in una guerra terribile e devastante? La soluzione e’ eliminare la causa della guerra alla radice: le emozioni. Chiaro quindi che in un  luogo siffatto, i’emotivita’ e’ una malattia anzi e’ la malattia del secolo, quella che ha preso il posto dl cancro nel terrore collettivo. In quanto tali, le emozioni non solo sono bandite ma temute dall’intero Collettivo e scopriamo cosi’  che Nicholas Hoult e Kristen Stewart i due protagonisti, nell’innamorarsi si trovano malati, felici e infelici allo stesso tempo. Morale, il sistema perfetto e’ da abbattere comunque.
Ennesimo film che qualcuno chiama distopico, in realta’ e’ il compimento del grande sogno pacifista, quello cantato da Lennon nella canzone piu’ ridicola che la storia ricordi. Da’ fastidio ammettere che senza odio non c’e’ amore, senza infelicita’ non c’e’ gioia. Volere uno e non l’altro non e’ sbagliato, e’ idiota. Immagini virate grigio Apple e qualcosa vuole pur dire, lo stesso quel chiamarsi Collettivo che sa tanto maoismo sessantottino. Ritroviamo la tragica attualita’ resa sistema, come l’uso delle donne come bestie da riproduzione, un tempo schiave, oggi uteri in affitto per pederasti danarosi, domani vesciche da riempire per il proseguimento della specie.
Se proprio si vuole accusare Doremus di qualcosa e’ mancanza di originalita’ avendo il suo soggetto molti padri, "1984" ovviamente, fino a "Gattaca" e affiancandosi dall’omologo "The Giver", stesso concetto ma per un pubblico piu’ giovane. La regia e’ interessante, anche qui forse non troppo originale negli abusati primi piani da cinema indipendente, ma il giocare con la messa a fuoco in modo a volte originale, dona un marcia in piu’.
Il vero valore aggiunto lo danno pero’ gli attori.Anche la Kristen che dovrebbe essere la punta di diamante dell’operazione e di solito mi lascia piuttosto indifferente, anche sotto il profilo fisico, qui e’ intensa, drammaticamente vera. Hoult e’ strepitoso a dir poco. Della sua generazione e’ il migliore, non una ma almeno tre o quattro spanne sopra gli altri. Questo ragazzo fa impallidire i grandi vecchi e appena capitera’ la giusta occasione, se ne accorgeranno in molti. Rivedo Guy Pearce con grande piacere perche’ parlando di grandi attori, lui e’ uno di quelli, talento purtroppo non dico sprecato ma certo poco sfruttato. Insomma, il giudizio alla fine e’ decisamente  positivo, livelli altissimi di recitazioni e forsanche per il tentativo di andare controcorrente all’imperante buonismo dal futuro luminoso.

Scheda IMDB

Salvatore Nocera – Palazzo D’Accursio, Bologna 24-06-2017

Salvatore Nocera 1

Salvatore Nocera 2

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Grow / Conserve – Casa Saraceni, Bologna 24-06-2017

Grow - Conserve 1

Grow - Conserve 2

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Costruire il Novecento. Capolavori della Collezione Giovanardi – Palazzo Fava, Bologna 24-06-2017

Costruire il novecento

Costruire il novecento - Fontana

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Paolo Manaresi – Raccolta Lercaro, 24-06-2017

Paolo Manaresi 2

Paolo Manaresi 1

Pagina ufficiale

500 Photos Expo Osaka 70 – Knapp Peter

Osaka Expo 70

Star Trek: Beyond – Justin Lin

Star Trek BeyondCome e’ noto, sono profondamente contrario ai reboot, squallido stratagemma per un cinema a corto di mezzi sinaptici e comunque se deve essere fatto, che sia fatto bene. Star Trek e’ qualcosa di fondante nel mio immaginario, figuriamoci quindi come posso aver preso la sua riscrittura. A bocconi amari ho pure digerito la minestra per trovarmi con cosa? Questa roba chiamata Beyond.
Non so come definirla, e’ una roba su tante e non si capisce perche’ l’equipaggio dell’Enterprise debba trascorrere gran parte del suo tempo su qualche pianeta invece che nello spazio, anzi s’e’ pensato bene di distruggere l’astronave praticamente da subito (spoilero e non me ne frega nulla, tanto questa e’ robaccia). Regia data in mano a un mister "Fast & Furious", la spazzatura piu’ profumata di Hollywood e attenzione, non e’ che sputo sopra all’ignoranza anzi, ma Star Trek merita piu’ rispetto. Infatti il tizio non riesce a fare di meglio che infilare una moto su un pianeta alieno nel XXIII secolo e metterci sopra Kirk come l’ultimo dei tamarri. Le scene d’azione spesso ridicole sono colpa sua, Il testo invece e’ di Simon Pegg assieme ad un altro tizio e la tragedia sta tutta li’.
Dire che Pegg ha toppato e’ puro eufemismo. Ironia eccessiva, nel senso di fuori luogo in situazioni che inutilmente si trasformano in pantomime, dialoghi da commedia americana, battute che una va bene, due e’ forzatura. Poi un film che esordisce con Kirk annoiato della missione quinquennale vuol dire che di Star Trrek non sai niente, non hai capito niente, non hai visto niente. In compenso deve a tutti i costi raccontarci che Sulu e’ un pederasta, una tale cretinata che persino George Takei pederasta per davvero, e’ andato contro questa decisione.
Disintegrare una saga storica per cosa, attirare il pubblico giovane? Da giovane Star Trek mi attrasse per l’avventura e l’intelligenza percio’  se l’andazzo e’ questo, forse e’ perche’ sono spariti i giovani. O l’intelligenza.

Scheda IMDB

Warcraft, L’inizio – Duncan Jones

Warcraft, L'inizioNon mi sono mai piaciuti gli strategici in tempo reale, credo sia una questione di indole. Del videogioco preferisco la parte adrenalinica o se deve essere puzzle, che sia adventure o gli action game alla "Tomb Raider".
Ecco perche’  quando la Blizzard pubblico’ il primo Warcraft nel 1993 lo ignorai totalmente, pur ricordando il clamore mediatico dell’epoca, continuato poi nel tempo sino ad oggi, con l’uscita del film nelle sale. In mezzo ci sono stati infiniti episodi, libri, fumetti e insomma, e’ nato un vero e proprio universo letterario. Il film parte dall’inizio, cioe’ dall’invasione di Azeroth il mondo degli umani, nani, maghi e altre razze, da parte degli orchi. In realta’ le tinte non sono cosi’ nette come sembrerebbe perche’ tra gli orchi c’e’ chi si ribella al capo stregone Guldan e tra gli umani c’e’ chi ha a che fare in prima persona con l’invasione. Insomma l’intreccio e’ determinante ai fini della storia che qui inizia e puo’ svilupparsi in infinite puntate.
L’impressione infatti e’ di qualcosa a lunghissimo termine che probabilmente non si fermera’ al cinema, anzi scommetto che la produzione attenda un drastico calo dei costi delle tecnologie per farne una serie televisiva. Gli effetti speciali sono impressionanti, il realismo degli orchi sfiora le perfezione e crea di fatto una nuova possibilita’ cinematografica, quella cioe’ che fa a meno dell’attore stesso rivestendo chiunque di una forma digitale. Credo faccia parte dell’investimento inziale, poter contare su un numero indeterminato di seguiti senza bisogno di reboot o fesserie del genere. Saltiamo percio’ a pie’ pari il giudizio sugli interpreti per quanto non mi siano dispiaciuti, nessun grande nome ma buone performance per tutti. Jones e’ tutto sommato bravo. Sa essere originale all’interno di un brand gia’ caratterizzato e tecnicamente trova soluzioni interessanti, senza esagerare pur nel pieno dell’azione. Il film e’ molto buono nel finale, una certa stasi nella parte centrale in attesa dell’inevitabile scontro, un tempo troppo lungo per la sola caratterizzazione dei personaggi comunque ben realizzata.
Buon inizio non c’e’ dubbio, pronti a cio’ che verra’.

Scheda IMDB

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