Francofonia – Alexandr Sokurov

FrancofoniaAccade talvolta che giudizi, pareri, opinioni si fossilizzino in noi come tautologie acritiche e atemporali, percio’ Sokurov resta nella memoria come il primo tra i registi viventi, uno dei piu’ grandi di sempre ma non si coglie l’esatta valenza del proprio giudizio fintantoche’ non lo si torna a vedere e ogni ragionamento trova nuove conferme. Cos’e’ "Francofonia"? E’ un film, un documentario, una docufiction direbbe qualche neologista imbecille. Giornalisti cretini e distributore fazioso dicono "Il Louvre sotto occupazione" o come s’e’ letto, il racconto di come la Francia salvo’ i propri tesori dalla barbarie nazista. Altra stampa, altre culture, altre intelligenze, dicono "Elegia d’Europa" e ritroviamo Sokurov, le sue idee, il suo cinema e il senso vero e profondo della sua opera. Si c’e’ la Francia occupata, le opere nascoste dalla possibile avidita’ dei vincitori, la stessa avidita’ che la Francia ebbe quando fu lei a conquistare le altre nazioni e noi italiani le ricordiamo bene le razzie che subimmo ma si racconta di come fu un nazista, il conte Franz Wolff-Metternich a nascondere opere che qualche generalissimo, forse il Fuhrer in persona, probabilmente avrebbero fatte proprie.
Ma e’ il Louvre ad essere protagonista, non l’edificio s’intende ma cio’ che incarna, lo spirito fondante di una nazione. Il film racconta del rapporto tra popoli, arte e potere ed e’ tutto talmente semplice, cosi’ lampante che e’ persino banale capire come il popolo sia la sua arte e l’arte e’ il popolo, percio’ ogni forma di potere, possedendo l’arte, possiede chi l’ha creata. Ecco perche’ sovrani prima, Napoleone Bonaparte poi, raccolsero nel Louvre i simboli delle proprie conquiste. I nazisti non erano ne’ diversi ne’ vollero fare meno, non sono stati i primi e non saranno gli ultimi. Gli europei, dice Sokoruv, si riconoscono guardando loro stessi negli occhi dei ritratti ed e’ questo il vero, grande, commovente messaggio del regista che e’ anche un appello a non dare retta a chi spaccia il mondialismo e la promiscuita’ come soluzione quando invece e’ la condanna. Un giorno gli europei si ritroveranno specchiandosi nella propria cultura, nel proprio passato, puliranno le proprie vite e le proprie strade e sogno di vivere abbastanza per vedere impiccato chi sta trucidando un popolo e la sua storia.
Inutile dirlo, e’ un film bellissimo e commovente e Sokurov la voce di chi si sente tradito ma non sconfitto, egli stesso orgoglio della sua patria e dell’Occidente che nella Russia trova il suo ultimo baluardo e forse la speranza.

Scheda IMDB

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