Equals – Drake Doremus

EqualsChe fare quando l’umanirta’ si e’ quasi autodistrutta in una guerra terribile e devastante? La soluzione e’ eliminare la causa della guerra alla radice: le emozioni. Chiaro quindi che in un  luogo siffatto, i’emotivita’ e’ una malattia anzi e’ la malattia del secolo, quella che ha preso il posto dl cancro nel terrore collettivo. In quanto tali, le emozioni non solo sono bandite ma temute dall’intero Collettivo e scopriamo cosi’  che Nicholas Hoult e Kristen Stewart i due protagonisti, nell’innamorarsi si trovano malati, felici e infelici allo stesso tempo. Morale, il sistema perfetto e’ da abbattere comunque.
Ennesimo film che qualcuno chiama distopico, in realta’ e’ il compimento del grande sogno pacifista, quello cantato da Lennon nella canzone piu’ ridicola che la storia ricordi. Da’ fastidio ammettere che senza odio non c’e’ amore, senza infelicita’ non c’e’ gioia. Volere uno e non l’altro non e’ sbagliato, e’ idiota. Immagini virate grigio Apple e qualcosa vuole pur dire, lo stesso quel chiamarsi Collettivo che sa tanto maoismo sessantottino. Ritroviamo la tragica attualita’ resa sistema, come l’uso delle donne come bestie da riproduzione, un tempo schiave, oggi uteri in affitto per pederasti danarosi, domani vesciche da riempire per il proseguimento della specie.
Se proprio si vuole accusare Doremus di qualcosa e’ mancanza di originalita’ avendo il suo soggetto molti padri, "1984" ovviamente, fino a "Gattaca" e affiancandosi dall’omologo "The Giver", stesso concetto ma per un pubblico piu’ giovane. La regia e’ interessante, anche qui forse non troppo originale negli abusati primi piani da cinema indipendente, ma il giocare con la messa a fuoco in modo a volte originale, dona un marcia in piu’.
Il vero valore aggiunto lo danno pero’ gli attori.Anche la Kristen che dovrebbe essere la punta di diamante dell’operazione e di solito mi lascia piuttosto indifferente, anche sotto il profilo fisico, qui e’ intensa, drammaticamente vera. Hoult e’ strepitoso a dir poco. Della sua generazione e’ il migliore, non una ma almeno tre o quattro spanne sopra gli altri. Questo ragazzo fa impallidire i grandi vecchi e appena capitera’ la giusta occasione, se ne accorgeranno in molti. Rivedo Guy Pearce con grande piacere perche’ parlando di grandi attori, lui e’ uno di quelli, talento purtroppo non dico sprecato ma certo poco sfruttato. Insomma, il giudizio alla fine e’ decisamente  positivo, livelli altissimi di recitazioni e forsanche per il tentativo di andare controcorrente all’imperante buonismo dal futuro luminoso.

Scheda IMDB

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