The Atticus Institute – Chris Sparling

The Atticus InstituteChi c’era lo ricorda. Negli anni ’70 il paranormale era una vera e propria moda, assieme a extraterrestri e presenze misteriose di varia natura. Da un lato cinema e televisione facevano la loro parte, tra esorcisti e incontri ravvicinati, dall’altro la diffusione del Super 8 rendeva tutti novelli registi e cacciatori di misteri. Dischi e piatti sospesi si sprecavano, cosi’ pure gli oggetti volanti e misteriose figure. Curioso come la diffusione del digitale non abbia portato altrettanto mistero nelle nostre vite ma questo e’ un altro argomento.
Ad ogni modo e’ il 1976, alcuni scienziati si divertono sperimentando con carte Zener e cose cosi’, un po’ come Bill "Venkman" Murray ma qui c’e’ poco da ridere perche’ salta fuori Rya Kihlstedt, una tizia all’inizio molto strana, poi incredibile, infine pericolosa come un’arma atomica. Fin dall’inizio sappiamo che ci sara’ qualcosa di orrendo, che qualcuno tra i protagonisti morira’ e in generale cge c’e’ da aspettarsi il peggio. Finale drammatico.
L’Esorcista al tempo dei mockumentary, questo e’, punto.
Il passaggio dall”ESP al demonio e’ graduale ma non del tutto inaspettato, curioso e devo dire gradevole.
Il film non inventa niente se non mescolare senza agitare troppo, alcuni cliche’ di genere ma non lo dico per demerito, anzi per apprezzare lo sforzo di raccontare da una prospettiva diversa, la stessa storia.
Film low budget ma a partire dalla Kihlstedt, sono tutti piuttosto bravini.
Non ha avuto grandi giudizi di critica ma c’e’ da applaudire il tentativo e comunque e’ un film misurato che non straborda solo per suscitare sensazione e lo apprezzo. Si fa voler bene.

Scheda IMDB

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