Z for Zachariah – Craig Zobel

Z for ZachariahNon volevo vederlo. Ero adolescente negli anni ’80, la guerra fatta a Reagan a colpi di "ci fara’ esplodere tutti" si gioco’ a tali livelli che l’ostracismo contro Trump oggi e’ una barzelletta. Del resto l’Unione sovietica stava per implodere e la sua ultima carta fu sguinzagliare i suoi servi per portare discredito e orrore verso colui che le avrebbe dato il colpo di grazia ma questa e’ storia.
Insomma, era tutto un post-atomico, un post-apocalittico che sommato a cio’ che si vide e lesse gia’ dal decennio prima, fece ringraziare della fine della guerra fredda anche per questo. Percio’ un film post-qualcosa molto radioattivo, nel XXI secolo e’ quantomeno curioso e dopo tanti anni si puo’ riaffrontare. Margot Robbie e’ una sopravvissuta. La sua casa, la sua terra, il suo altopiano, quello abitato dai suoi genitori e la sua comunita’ gente che lavora, prega e si dedica agli altri, quei teocon tanto disprezzati dai boriosi progressisti statunitensi si sono salvati dal disastro. Fortuna, merito dei venti e delle correnti o forse c’e’ un Dio che li ha ricompensati, non lo sappiamo. Fatto e’ che lei vive in un paradiso circondato dall’inferno. E’ sola, i suoi genitori, amici e parenti sono partiti per aiutare gli altri, pensa che brutta gente ma non sono piu’ tornati. Accade pero’ che dalle nebbie radioattive emerga Chiwetel Ejiofor, un nero, ingegnere e ateo sopravvissuto grazie ad una tuta antiradiazioni e per la ragazza avere il conforto di una compagnia sara’ un dono divino. Il sangue pero’ non e’ acqua e il bisogno di andare oltre la convivenza si fara’ pressante finche sempre dallo stesso inferno emergera’ anche Chris Pine, giovane, caucasico, credente e bellissimo. Il triangolo sara’ inevitabile, la conclusione no. Il film mi ha sorpreso lo ammetto. Inizia come fantascienza, si trasforma in dramma amoroso, termina come thriller e pure avvincente. Vicenda che resta apertissima per precisa volonta’ degli sceneggiatori ed e’ il suo fascino anzi no, il fascino e’ Margot Robbie di straordinaria bravura ma ancor piu’ bellezza. La capacita’ di esprimere amore e dedizione in una specie di santita’ missionaria e nel contempo tutta la sensualita’ che una donna possiede, fa di lei una specie di trappola per maschi, anche quelli che guardano. Altrettanto bravo e’ Chris Pine, con quel tocco di mistero che impreziosisce il gioco. Ejiofor mi piace il giusto e non so, forse si poteva avere di meglio..
Alla fine un gran bel lavoro, posso capire le riserve di qualcuno ma resta un buon prodotto

Scheda IMDB

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2 Responses to Z for Zachariah – Craig Zobel

  1. lapinsu says:

    Apprezzo la tua recensione, molto puntuale e contestualizzata storicamente.
    Tuttavia su questo film abbiamo un parere diametralmente opposto… https://lapinsu.wordpress.com/2017/04/04/sopravvissuti-z-for-zachariah/

    • Straordinaria recensione la tua 🙂 Eheheh E comunque che la Margot sia una passerona oltre ogni logica, vedo che ci avvicina entrambi!
      Scherzi a parte l’ho premesso, capisco coloro a cui non e’ piaciuto. Nel mio caso l’elemento vincente sono le interpretazioni ma sopratutto il fatto che il film mi abbia sorpreso, anche a prescindere dal suo complesso. Voglio dire se lo confrontiamo con mattonate come “The day after”, qua si eccelle alla grande!

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