Orlando Furioso di Ludovico Ariosto – Luca Ronconi (TV)

Orlando Furioso TVEra il 1975. La RAI aveva due soli canali, non esisteva un’alternativa commerciale percio’ ci si ciucciava cio’ che lo Stato elargiva, passivamente, senza scelta. Ogni novita’ era un evento e una trasmissione poteva segnare i gusti delle famiglie e lanciare mode e tendenze, aprire dibattiti a livello nazionale e talvolta politico. Quando poi c’era anche solo la parvenza di cultura, le scuole si attivavano con lezioni ad-hoc o quantomeno bastava il parlarne in aula. Io avevo sette anni e ricordo l’attesa, i proclami e gli entusiasmi, ricordo tutto molto bene cosi’ come ricordo che fu una lunga, interminabile, incomprensibile, noiosissima rottura di palle, la peggiore rottura di palle televisiva che la nazione abbia mai visto. Non mi si dica che non e’ vero e basta osservare quante poche tracce abbia lasciato attorno a se, nelle repliche televisive, successivamente nelle scuole o nella cultura popolare.
Lo rivedo dopo 40 anni e anche oggi ribadisco, l’"Orlando Furioso" televisivo e’ una lunga, interminabile, incomprensibile, noiosissima rottura di palle e aggiungo, realizzata da gente molto arrogante percio’ molto stupida.
Voglio essere chiaro, i 5 episodi di un’ora ciascuno sono di rara bellezza dove la fotografia di Vittorio Storaro incanta e stupisce e la stesso si puo’ dire della regia che attraverso una scenografia onirica sospesa tra la tradizione di pupi e burattini e il teatro dal quale peraltro la versione televisiva trae origine e spunto. Il lavoro di Ronconi e’ raffinato ed elegante, incredibilmente mirato al racconto al punto che e’ difficile, impossibile fare di meglio e con piu’ grazia. Il testo vede l’adattamento realizzato dallo stesso Ronconi con Sanguineti, lo sforzo immane di sintetizzare per quanto possibile l’Ariosto e trasporlo in prima persona nel groviglio di vicende e personaggi. Interpreti di altissima caratura a partire da Massimo Foschi nell’Orlando, Edmonda Aldini nei panni di Bradamante e ancora Ottavia Piccolo, Luigi Diberti, Michele Placido ma soprattutto lei, Mariangela Melato una Olimpia fenomenale. La sapevamo grandissima attrice ma con questa interpretazione spazza via il 90% di quanto si sia mai visto al cinema, televisione e teatro. Incredibile.
Quindi qual’e’ il problema si potrebbe obiettare. L’opera come viene presentata, non ha spiegazione, introduzione, dettaglio su trama e personaggi. Compaiono strane persone su cavalli di legno in ambienti rarefatti mentre discutono in un complicato italiano cinquecentesco e tutto questo fu sparato in prima serata a gente di ogni ceto e mestiere dove il titolo di studio o la cultura non conta nulla se non si conosce per filo e per segno, neppure in via generale, cio’ che l’Orlando Furioso racconta. Anche la scuola si arrese, con la maestra che giusto giusto arrivo’ alla parte facile, quella dell”Orlando che perde il senno. Quanti ancora oggi posso affermare di conoscere il ruolo di Pinabello o Cloridano, quanto saprebbero contestualizzare un loro dialogo o anche solo riassumere la storia. Sfido anche professori d’italiano a farlo seduta stante senza un ripasso. Visto oggi col web a disposizione, cercando di capire chi sta parlando e soprattutto che dice, a stento si segue la narrazione e la vicenda scivola tra ampie zone buie e qualche sprazzo di luce, figuriamoci cosa poteva capire una normale famiglia italiana di quel tempo. Non importa quanto sia stato ben realizzato, l’Orlando presentato in questo modo e’ come la teoria delle stringhe spiegata in prima serata attraverso le equazioni: roba da stupidi arroganti, foss’anche un premio Nobel a farlo, anzi proprio per questo. Calvino infatti, lui si uomo intelligentissimo e colto, seppe raccontare l’Orlando e nel suo modo la verita’ della Cultura. Il male che ha fatto Ronconi alla televisione e al suo ruolo pedagogico lo paghiamo ancora oggi, un disastro di proporzioni immani, sfido a dire il contrario.

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