Marinetti 70 – Antonio Saccoccio, Roberto Guerra

Marinetti 70Ancora futurismo su queste pagine e non e’ un caso. Che io sia legato al ad esso come movimento artistico e parimenti corrente filosofica, nemmeno questo e’ un caso. Passano gli anni e tanti ormai rimandano a quando piu’ o meno casualmente entrai in contatto con Antonio Saccoccio e tutto il nuovo movimento futurista, un movimento composto da tante personalita’ di diversa provenienza ed esperienza col comune bisogno di rilanciare o meglio ribadire l’importanza del lavoro marinettiano e di tante eccellenze che all’inizio del secolo scorso cambiarono la storia dell’arte e del pensiero. Al centro di tutto Filippo Tommaso Marinetti e non soltanto come firmatario del primo manifesto e ideologo tout court ma non di meno impegnato nell’incessante prodigarsi affinche’ il messaggio e l’energia del movimento non andasse dispersa.
Tralasciamo l’inutile dibattito dei legami tra Marinetti e il fascismo, non altro che un diversivo che sposta l’asse di ogni analisi su inutili cammini, quando il lavoro sul linguaggio e sulla tecnica fu enorme, rivoluzionario come poche correnti artistiche riuscirono e riusciranno ad essere.
Marinetti figura centrale del ‘900 e nel 2104 cadde il 70esimo anno dalla sua scomparsa. Troppo colpevole silenzio, rimediato in parte da Saccoccio con questa pubblicazione, una raccolta di temi che copre gli innumerevoli aspetti della vita personale ed artistica del grande scrittore, un lavoro corale che vede le forme di Saccoccio e Guerra com’e’ ovvio ma non mancano i nomi noti del movimento – ne cito alcuni non si offenda nessuno per le dimenticanze – come Riccardo Campa, Vitaldo Conte, Miroslava Hajek e outsider per cosi’ dire, come Giordano Bruno Guerri, Enrico Crispolti, Giovanni Antonucci e davvero molti altri.
Attenzione pero’ non si tratta solo di celebrare ma di ricordare, ribadire, sottolineare, rilanciare il pensiero futurista alla luce di una incredibile modernita’ e capacaita’ di comprendere profondamente il futuro, quindi gli anni che stiamo vivendo e fornire di le chiavi per guardare ancora piu’ avanti. Questa e’ l’eredita’ importante che ci ha lasciato Marinetti, ecco perche’ si continua a parlare di filosofia e non solo d’arte ma in fondo si torna al libro di Campa, letto qualche tempo fa, qui ribadito.
Testo compatto ma importante, impossibile fermarsi dopo averlo letto, e’ necessario proseguire e dopo la lettura la direzione diventa chiarissima.

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Cavellini dixit – Piero Cavellini, William Nessuno, Antonio Saccoccio

Cavellini dixitGuglielmo Achille Cavellini nel 2014 avrebbe compiuto cento anni e gia’ a suo tempo previde anzi prefisso’ mostre e manifestazioni a lui dedicate, alte onorificenze e celebrazioni in tutto il mondo.
Megalomane? Si, decisamente e fu proprio la megalomania la sua cifra stilistica e grande innovazione nel mondo dell’arte. Cavellini, ignorato dalla critica, si spinse oltre l’autopromozione istituendo di fatto e per la prima volta, l’Autostoricizzazione. Qualcuno afferma che egli fu un anticipatore dell’edonismo internettiano che coinvolge chiunque abbia una benche’ minima velleita’ artistica. In parte e’ vero perche’ l’autopromozione e’ l’arma piu’ potente e spesso unica, in mano a chi vuole proporre un discorso artistico o letterario, il vero plus che i nuovi media hanno introdotto nel nuovo millennio.
Se in passato la visibilita’ poteva essere data solo dal Sistema, Sistema che ricordiamo, tutt’altro che imparziale ed obiettivo, chiuso attorno ai propri interessi e impermeabile a quanto non rientri nelle sue grazie, oggi esistono molte altre strade, sulla cui efficacia c’e’ da discutere ma certamente gli orizzonti sono allargati rispetto a qualche tempo fa.
Se pero’ l’autopromozione diviene un veicolo proprio ma egoistico, edonistico appunto per artisti che per forza di cose si sentono geni incompresi, Cavellini fece dell’Autostoricizzazione un gesto ribelle non finalizzato al riconoscimento personale, non soltanto per lo meno ma un vero e proprio proclama e sistema. Egli che a oltre il farsi arte, s’inventa un Sistema proprio, creo’ di fatto un nuovo metalinguaggio per esprimersi e nel contempo denunciare le storture di un mondo schiavo dei propri falsi protagonisti, non le opere bensi’ critici, galleristi e mezzi d’informazione. Tutto condito ovviamente con una bella dose d’ironia.
Forse le cose sono andate diversamente da cio’ che Cavellini sperava ma la sua opera e’ rimasta e nel volumetto riproposto dagli amici di Avanguardia 21, troviamo innanzitutto la prefazione di William Nessuno che introducendo la mail-art e la rivista "Circolo Pickwick", ci ricorda coma venne a conoscenza dell’artista negli anni ’80, riproponendo l’intervista pubblicata a suo tempo. Oltre a questa e a un nutrito numero di fotografie scattate per l’occasione. Inoltre l’intervento critico di Antonio Saccoccio attualizza l’opera dell’artista relazionandola al Futurismo da Cavellini piu’ volte citato, spirito mai negato ma non condiviso perche’ a suo dire poco pratico e troppo teorico ma che di fatto egli prosegui’ attraverso il tentativo di riscrittura delle regole nel mondo dell’arte.
Non mancano naturalmente foto che ritraggono Cavellini nelle opere e nelle manifestazioni lui dedicate, sezione del libro che in fondo meglio di tutto, rappresenta l’artista.
Molto interessante, divertente, stupefacente, un artista che merita questo libro e molto altro.

Pagina dell’editore

Debord e il Situazionismo revisited – Antonio Saccoccio, Vari

Debord e il Situazionismo revisitedMi trovo ancora una volta a parlare del professor Antonio Saccoccio, gia’ incontrato su queste pagine in varie occasioni e sempre con attinenza al futurismo. Ora il protagonista e’ Debord ed e’ davvero un nuovo argomento? Nel Settembre 2014 si e’ svolto a La Spezia un convegno, anzi un non-convegno, molti accademici riuniti per capire cosa resta oggigiorno di Debord e del Situazionismo. Dall’incontro e’ nato un libro nel quale il filosofo francese viene analizzato e raccontato attraverso diversi punti di vista che in fondo rappresentano altrettante prospettive per capire innanzitutto l’uomo, la sua opera, la sua eredita’.
Se tra gli altri Michele Nobile riepiloga il movimento nel contesto di quegli anni e alla luce delle ideologie allora imperanti, Sandro Ricaldone scava nel passato di Debord per comprendere la ragione di scelte e motivazioni. Roberto Massari con la sua a dir poco appassionata disamina della produzione cinematografica, sintetizza e riassume gli scritti fondati sulle sue opere.Non manca Saccoccio anche in veste di scrittore non solo come curatore, che tende un filo tra futurismo e situazionismo e pure l’amico Stefano Balice espone un Debord applicato ai tempi odierni.
Gli interventi proseguono ma e’ per capire quanto tutto questo sia molto piu’ che attuale e non solo sterile accademia.
Per cio’ che mi riguarda non posso che meravigliarmi ma forse non dovrei, di quanto il Situazionismo resti attuale e come si manifesti inconsapevolmente sui social network. Che arma meravigliosa sarebbe se usata con lucida determinazione. Certo, oggi alcuni obiettivi sono diversi, molti assetti spostati ma la forza del détournement resta immutato, micidiale e corrosivo. Dipendera’ dal fatto che con terrificante precisione, tutto cio’ che egli scrisse sulla societa’ dello spettacolo si e’ puntualmente realizzata e a distanza di oltre 40 anni, la sua analisi si puo’ leggere nel quotidiano per filo e per segno. Fa paura anche solo a pensarci ma il timore di una battaglia persa e di una situazione irreversibile, sono quasi certezze, con la sola possibile vittoria nelle armi ancora affilate del situazionismo. Piu’ di un trattato monografico, la struttura a saggi del libro, differenzia stili e temi, esce dai canoni della divulgazione e velocizza la comprensione, focalizzando meglio i punti trattati.
Bellissimo lavoro di grande chiarezza ed importanza.

Urfuturismo Futurismo Oggi 2000 n. 1 – Roby Guerra, vari

Urfuturismo Futurismo Oggi 2000 n1Questo libro e’ una specie di evento e non per una sola ragione. Innanzitutto parliamo del mio primo post su un ebook, inteso come libro che esiste nella sola versione versione digitale, poi concedendomi un pizzico d’orgoglio, tra le pagine sono presente anche io.
Servirebbe ora una lunga disanima sul futurismo, cio’ che fu, come si evolse e cio’ che oggi e’ diventato ma non essendo argomento da liquidarsi in poche righe, invito alla lettura non tanto del mio post su "Trattato di filosofia futurista" di Riccardo Campa, quanto del libro vero e proprio ma ancor meglio seguire i siti, e sono tanti, che fanno capo alle nuove dinamiche futuriste, transumaniste e connettiviste.
In cima alla piramide concettuale e operativa del movimento, troviamo intellettuali come Campa appunto e parimenti Antonio Saccoccio, Stefano Vaj e ultimo ma non ultimo Roberto "Roby" Guerra.
E’ a lui che si deve il coordinamento tecnico per la realizzazione di "Urfuturismo Futurismo Oggi 2000 n. 1" primo volume che raccoglie alcuni saggi inediti e molte interviste e testi gia’ pubblicati nel corso di questi anni principalmente nel web o su altri media. Molti i temi trattati ma col denominatore comune di filtrare attraverso la nuova cultura digitale, aspetti quotidiani come politica, argomenti alti come filosofia e elementi piu’ legati ad aspetti artistici e performativi nati da un lascito antico e aggiornati alle tecnologie odierne.
Un piede nel passato, l’altro nel futuro, perche’ ricordiamolo, "futurismo" non e’ soltanto un movimento artistico relegato ai libri di storia ma una filosofia che ieri come oggi, definisce linee guida di pensiero e d’azione, uno stile che e’ metodo perche’ e’ innanzitutto credo e obiettivo. Si puo’ e si deve analizzare la societa’ attraverso la lente del futurismo e tramite esso rivoluzionarne le dinamiche fallimentari che si manifestano oggigiorno nella loro drammatica attualita’.
Percio’ nelle quattro sezioni centrate su Nuova Oggettivita’, Urfuturismo, Tempi Netmoderni e Sublime Avvenire, si diverge partendo da un punto comune, verso i vertici di un quadrilatero che racchiude idee e bisogni.
Tanti, tantissimi gli autori interpellati attraverso il meccanismo delle domande incrociate e reiterate, campionario a 360 gradi di metodi e soluzioni di tensioni, a volte visioni diverse, segnale di un movimento vivo e sensibile all’evolversi degli accadimenti.
Oltre i luoghi comuni, oltre la politica, superare la destra e la sinistra girandosi indietro e guardando avanti, non fosse altro che ormai parliamo di etichette senza alcun legame con storia, cultura o tradizione.
Per cio’ che mi concerne resta la grande soddisfazione di vedere il mio nome accostato ad altri che in questi anni ho ammirato e studiato e francamente non potevo ambire a niente di meglio.

Dove acquistarlo
Urfuturismo Futurismo Oggi 2000 n. 1
Roby Guerra Futurista
Movimento Particellare

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