Art City 2020, Bologna 25-01-2020 (III parte)

Art City 2020 9

Premio Renner

Art City 2020 10

Ero-Tic III

Art City 2020 11

Francesca Ferreri a casa Morandi

Art City 2020, Bologna 25-01-2020 (II parte)

Art City 2020 5

3 Body Configurations. Claude Cahun – Valie Export – Ottonella Mocellin

Art City 2020 6

Elulalia Valldosera

Art City 2020 7

Spazio Labo’

Art City 2020 8

Donatella Lombardo

Art City 2020, Bologna 25-01-2020 (I parte)

Art City 2020 1

Setup

Art City 2020 2

Sissi – Vestimenti

Art City 2020 3

Michele Zaza – Galleria De’ Foscherari

Art City 2020 4

Premio Fondazione Zucchelli

Art City 2019, Bologna 09-02-2019 (I parte)

ArtCity2019 2-1

Carlo Valsecchi – Gasometro 3 Pinacoteca di Bologna

ArtCity2019 2-2

Christian Fogarolli

ArtCity2019 2-3

Utagawa Yoshiiku

Art City 2019, Bologna 02-02-2019 (II Parte)

ArtCity2019 5

Premio Renner – Premio per il contemporaneo 2018 – Renner Italia

ArtCity2019 6

Jacques Toussaint A/SIMMETRIE

ArtCity2019 7

SetUp Contemporary Art Fair 2019

ArtCity2019 8

Sebastain Rimondi – Upper Vista

Art City 2019, Bologna 02-02-2019 (I Parte)

ArtCity2019 1

Panorama – Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

ArtCity2019 2

Gert Goiris. Terraforming Fantasies

 

ArtCity2019 3

Le essenzialità pittoriche di Sergio Romiti

ArtCity2019 4

Galleria Farini – Arte a Palazzo

Art City 2017, Bologna 04-02-2017 (quarta parte)

Art City 2017 - Bertozzi e CasoniLa settimana dopo l’esordio, Art City resiste con le sue mostre da noi oculatamente conservate laddove si fossero estese oltre i tre giorni della fiera.
Recuperiamo quindi Palazzo Poggi, il museo delle scienze bolognese che anche quest’anno, come da tradizione, accoglie artisti le cui opere si integrano nel tessuto esistente, commistione che sa di sposalizio, integrazione storica e stilistica, un’operazione che se fatta con gusto e intelligenza, come in tutti questi anni, da’ ottimi risultati. Troviamo percio’ Mariateresa Sartori che dialoga con le collezioni Marsili e Monti attraverso una natura reinventata, modificata, potremmo dire ricreata. Grazie a tecniche del passato, mi spingo a dire superate come la fotografia stenoscopica e il frottage, ci si inoltra verso spende antiche, un piu’ forte legame con la natura e storia. Il connubio e’ perfetto. Divertente e impressionante Bertozzi e Casoni che attraverso la ceramica reinventano l’organico di parvenza sia animale che umano nei suoi scarti e rifiuti. I riferimenti sono tanti ma la bellezza oltre i simboli  non viene intaccata, cosi’ come il senso del naturale/artificiale della collezione Aldrovandi e delle cere anatomiche e’ rispettato, anzi esaltato dal connubio. Ottimo.
Art City 2017 - Calori & MaillardSi prosegue con Calori & Maillard che reinventano i confini dell’ex negozio Gavina col progetto Causerie, l’idea di arte che arreda e arredando afferma lo spazio nel carattere e nel colore.
Opere piccole e grandi, tra l’installazione e il soprammobile, architettura che diventa spazio vitale, confine che non chiude ma concilia tempo e dimensione abitativa. In fondo e’ un ritorno agli anni in cui la personalita’ si esprimeva anche attraverso scelte di arredamento che non riempiva, non solo, ma definiva. Alcune buone idee, altre meno cosi’ come certe soluzioni sono facili e altre originali. Nel complesso interessante.

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Museo di Palazzo Poggi
Calori & Maillard

Art City 2017, Bologna 28-01-2017 (terza parte)

Art City 2017 - Simone PellegriniGiuliano Giuliani scultore bolognese e’ ospite di Elios drive-in, sala mostra e laboratorio che tra foto d’installazioni e piccole sculture ci racconta la sue esperienza sul territorio, fatta di grande opere con la dimensione pubblica nel DNA. Tra l’organico e il meccanico, volumi che nascono da traslazioni e proiezioni. Giochi geometrici come semi frattali di un mondo infinito da percorrere in ogni direzione. Molto divertente e molto interessante, almeno quanto "Bowie l’europeo", una mostra che racconta di un Bowie al meglio della sua carriera, gli anni del suo ritorno in Europa dopo i trascorsi newyorkesi, Berlino e le sue tensioni, la droga e Iggy Pop, tutto il magico insieme, quella strana configurazione che deflagrando crea invece di distruggere. Niente male, un pezzo di storia importante della musica popolare, per chi ha il mito di Bowie poi, incantevole e rivelatore.
Torniamo con piacere al Teatro San Leonardo, luogo suggestivo dotato di una forte mistica interna che se ben allestito come nel caso di  Simone Pellegrini e la sua "Dishonesti corpi" diventa straordinario. Dal buio spettrale emergono dimensioni oscure, suggestioni bibliche di corpi perduti e sintassi ultraterrene, Bosch estremo e stilizzato, cartografie ancora da immaginare. Molto interessante ma fuori dalle corde. Non mi ‘e piaciuto ma e’ un problema mio, lo riconosco. Art City 2017 - Saldi d'artistaMolto meglio invece Guido Vesprini, street artist che con la sua "archigrafia" racconta di una citta’ stratificata, segmentata, ridisegnata. Alienazione che prende corpo nella disgregazione, geometrie di nuova tribalita’, nuova idea.
Esteticamente fulminante, concettualmente interessante, mi e’ piaciuta moltissimo e attenzione che nell’urban art non ho alcun interesse ma quando merita, merita davvero.
Ultimo appuntamento della giornata e’ con "Saldi d’artista", ovvero Giuseppe Stampone assieme a Societa’ Dolce ridefiniscono un abbecedario per la contemporaneita’, particelle sintattiche per nuovi fonemi.
Operazione situazionista, detournement esteticamente impattante dal chiaro messaggio per tutti.
Come dicevo giornata intensa, ne seguiranno altre…

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Art City 2017, Bologna 28-01-2017 (seconda parte)

Art City 2017 - Viva l'ItaliaUna tra le esposizioni piu’ suggestive viste sabato e’ stata "Pagine d’arte" a Casa Saraceni. Il libro e’ arte nel contenuto ma puo’ esserlo anche nella forma, il contenitore che diventa esso stesso messaggio, racconto di un percorso artistico che interseca testo, forma, materiali e soprattutto estro e fantasia.
Ben curata, ben organizzata, tante soprese da nuovi artisti e la possibilita’ d’interagire con molte opere esposte, sfogliare, toccare, entrare dentro la materia e ammirare stili e idee. Notevole.
Discorso ben diverso per Murakami Takashi, il pittore ultrapop giapponese in mostra alla Galleria Cavour. Rifacendosi all’iconografia manga e alla cultura jpop, ci scherza su con piglio giocoso ma deciso, sempre in bilico tra serio e faceto mentre ci si domanda se c’e’ o ci fa. Murakami quindi e’ complice o vittima del sistema?
Lasciamo il dubbio al visitatore. Certo e’ che divertente e’ divertente, in certi episodi persino lirico, per certo e’ un gran furbo ed e’ un pregio, attenzione bene, non un difetto.
Di ben altro tenore l’esposizione "Viva l’Italia" tenutasi al Museo Archeologico. Ambiente suggestivo e discreta l’organizzazione di alcuni film proiettati nella loro interezza, che testimoniano o dovrebbero testimoniare non tutta Art City 2017 - Carlo Corsil’Italia ma un pezzettino, quella che va dalla fine degli anni ’60 alla meta degli anni ’70 e solo l’Italia per cosi’ dire politica, quella di "Teorema" di Pasolini o "Lotte in Italia" del Gruppo Vertov. Cio’ che non funziona e’ un Mark Nash che riduce l’italia ai Pasolini e ai Bertolucci e sempre in pochi anni di storia, o la sua idea di storia, l’equivalente intellettualoide del "chitarra, pizza e mandolino". L’Italia e’ un prima, un dopo e infiniti durante che nulla ha avuto a che fare con questo.
Oltre al fatto che la proiezioni di interi film lascia un’impronta simbolica ma non effettiva all’elaborazione del messaggio. Piu’ suggestiva che utile.
Un bel salto qualitativo lo si compie a Palazzo d’Accursio con la mostra dedicata a Carlo Corsi, pittore bolognese del 1879 che in oltre 80 anni di vita ha sperimentato stili e tecniche, passando dal ritratto piu’ ordinario ad una rappresentazione essenziale e multimaterica, informale ed astratta. Sessanta opere che raccontano un percorso non singolare ma significativo, artista a mio avviso ordinario con sprazzi d’originalita’ soprattutto negli ultimi due decenni della sua vita dove ho visto i lavori piu’ interessanti

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Art City 2017, Bologna 28-01-2017 (prima parte)

Art City 2017Credo mai come quest’anno s’e’ parlato male di Arte Fiera il cui problema di fondo che s’acuisce man mano con gli anni e’ l’esasperante accelerazione commerciale che viene venduta come arte e come tale viene fatta pagare ai visitatori. In sostanza c’e’ un biglietto per vedere chi vende e chi compra. La discussione e’ aperta e accesa, personalmente me ne tiro fuori non andandoci e altresi’ godendomi il vero evento, Art City dove Bologna diviene una grande galleria con tante stanze diverse grandi come palazzi. Se c’e’ un difetto in tutta l’operazione e’ la sovrabbondanza di eventi ma non ci lamentiamo per il brodo grasso e comunque con un’attenta programmazione, si puo’ vedere molto anche nelle settimane a seguire. Come gli anni precedenti mi limitero’ agli eventi piu’ importanti, non necessariamente i migliori e con molto ancora da vedere.
Tributo al Caccia. Grande architetto Luigi Caccia scomparso ultra centenario nel Novembre scorso, milanese e attivo in prevalenza in Lombardia ma lascio’ il suo segno pure a Bologna. Scopro proprio in questa occasione che la bellissima Piazza Santo Stefano inaugurata nel 1991 e che tante volte ho ammirato nel sublime equilibrio tra antico e moderno, e’ opera sua . Un tassello importante nella conoscenza della citta’.
Inside Brazil. Che poi iniziative come Art City confermano che il vero obiettivo della manifestazione e’ far conoscere la citta’ e ci riesce benissimo come nel caso della Basilica di Santo Stefano che scopro nella sua bellezza proprio con la mostra ospitata nei suoi chiostri. Cinque artisti brasiliani che raccontano la loro terra attraverso foto, sculture, video e dipinti. Ottima la scelta dei lavori esposti, forse manca quel tocco di unicita’ e originalita’ ma vi sono cose belle e cio’ basta.
Art City 2017 - Danila TkachenkoOmissis. Spazio off di Arte Fiera con sculture di Andrea Poggipollini e foto di Samuele Sodini nel pop del pop, anzi nel post del post, percio’ combinare a scelta e si ottiene la citazione del classico piu’ classico declinato al contemporaneo piu’ popolare del popolare. Discreto, certamente piacevole, disimpegna e diverte.
Paolo Ventura / Danila Tkachenko. Doppia presenza organizzata dalla Galleria del Cembalo. Non mi soffermero’ troppo su Paolo Ventura per quanto il suo lavoro sia originale e gradevolissimo nella ricostruzione scenica di un immaginario passato, fotografie di un mondo di finzione che riproduce la realta’, un cortocircuito carico di pathos che si fa voler bene al primo sguardo. Ancor meno parlero’ ora di Tkachenko perche’ vi sara’ una nuova occasione e in sede separata.
Giovanissimo fenomeno nato a Mosca nel 1989, sta conquistando il mondo della fotografia e di certo ha conquistato me con la serie "Restricted areas", foto rubate al gelo e alla storia, il cosmico sovietico che torna dalle zone proibite di un passato che a volte sembra immaginario. Immagini di una bellezza strepitosa ed entusiasmante. Semplicemente favoloso.

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