Memento – Christopher Nolan

Memento

Scheda IMDB

Tenet – Christopher Nolan

Tenet

Scheda IMDB

Batman Begins – Christopher Nolan

Batman Begins

Scheda IMDB

Interstellar – Christopher Nolan

InterstellarParra’ strano che uno che straparla reiteratamente di film su un blog non vada al cinema ma e’ cosi’. Lasciando perdere annessi e connessi, al grande schermo riservo gli eventi speciali e "Interstellar" e’ senza alcun dubbio uno di questi.
La trama. Sulla Terra la gente muore per scarsita’ di cibo perche’ una cosiddetta "piaga" sta distruggendo le coltivazioni e terribili tempeste di sabbia provvedono e decimare il resto. Matthew McConaughey e’ un ex pilota Nasa collaudatore riciclato all’agricoltura divenuta ormai l’attivita’ primaria per la razza umana. Con lui vivono i due figli e il suocero, senza la moglie morta per malattia. Strani fenomeni gravitazionali nella stanza della figlia, lo condurranno nuovamente alla Nasa dove scoprira’ che c’e’ un grande piano per salvare l’umanita’ portandola su un nuovo pianeta. Cio’ sarebbe possibile perche’ misteriose entita’ hanno creato un wormhole messo a posta per condurre alla salvezza. La scelta di un uomo sara’ quindi la rinuncia alla propria famiglia per salvare l’umanita’ intera.
Sono andato al cinema senza aver letto nulla, nemmeno un accenno di trama oltre quanto visto nei trailer. Volutamente, senza preconcetti, senza il rischio di rovinarmi la sorpresa e anche dopo, come sempre, mi sono limitato a pochissime analisi e tra queste ho trovato cio’ che definisce meglio il film e riassume il mio giudizio: capolavoro imperfetto. Amo la fantascienza in ogni sua forma, percio’ accetto l’assunto necessario al genere, della sospensione dell’incredulita’ o quantomeno serve una motivazione parascientifica che dia senso a il resto.
In virtu’ di questo i cristalli di dilitio giustificano la fisica di Star Trek e un ragno radioattivo attiva l’universo Marvel.
Accetto un tesseract  perche’ accetto di vivere in un cosmo a 11 dimensioni ma i buchi neri morbidi mi spiace no.
Non posso e non voglio svelare troppo ma il senso e’ che anche l’incredulita’ ha un suo limite e un film come "Interstellar", se cade su questo pezzo, cade su tutto.  Discrepanze spaventose, paradossi ontologici, assunti temporali sballati, c’e’ un po’ di tutto, ce n’e’ troppo e non mi piace. 
Lasciamo allora da parte la scienza e concediamo tutto a favore dell’epica narrativa. Anche questo e’ possibile, del resto ci gustiamo decine di puntate di "Spazio:1999" dove la Luna viaggia tra le galassie come un pizza express, accettando percio’ una verita’ filosofica e non scientifica. Qui "Interstellar" ha qualcosa da dire in piu’, non molto pero’, giusto qualche suggestione. L’amore puo’ essere una forza da inserirsi nel contesto di una grande teoria unificata? Buona idea, ragioniamoci sopra. Lo spirito d’avventura come forza primeva? A giudicare dai cretini che si lamentano dei soldi spesi per atterrare su una cometa non si direbbe. Meno sensato un tizio che non pare comprendere fino in fondo che salvare l’umanita’ significa salvare i propri figli anteponendo il bene di pochi individui ad una intera razza. Bello ma gia’ affrontato, Kirk e Spock fecero di meglio col secondo e terzo episodio della saga cinematografica.
Alla fine cio’ che resta e’ la forza dell’amore e dell’avventura percio’ avanti il prossimo.
Il cinema. Nolan osa dove nessuno con 165 milioni di dollari tra le mani, ha avuto il coraggio. Egli porta sullo schermo una storia senza azione, si fa per dire ovviamente, costruita sulla sola epica laddove il respiro viene a mancare non per lo spettacolo ma per l’immensita’ che vuole rappresentare. Vogliamo come qualcuno ha fatto, infilarci a spinta Kubrick? Ecco in questo c’e’ equivalenza, nel tentativo di essere cosmici nel concetto e nell’etimo.
Kubrick resta irraggiungibile ma Nolan e’ bravo per quanto non bravo come Boyle che con "Sunshine" sfiora l’immensita’ kubrickiana arrivandoci pero’ dal lato opposto. Lasciamo perdere i tunnel spaziali e i tuffi dimensionali, incomparabili laddove Nolan cavalca lo spazio-tempo, Kubrick il mistero della vita. Per il coraggio appunto, Nolan merita il massimo dei voti e lo merita anche per essere riuscito ad inchiodare lo spettatore alle poltrone per tre ore con uno sfoggio di azione minimo e per paradosso, i danni li fa proprio nel cercare il movimento ad ogni costo.
Merita il massimo dei voti anche per la capacita’ visionaria qui si davvero unica di portare sullo schermo concetto complicati come paradossi temporali, volumi multidimensionali, relativita’ generale e rapporto tra le forze fondamentali, uno sforzo degno del migliore "Inception".
Attori. Credo sia il caso di rivedere il giudizio su McConaughey o almeno devo farlo io. Gia’ in "The walf of Wall Street" ha dato una gran prova, c’e’ stato un Oscar e vuoi vedere che e’ realmente un fenomeno? Qui lo e’. Trasformato anche fisicamente, esprime una gamma di emozioni con la sincerita’ del grande interprete, non si nasconde e non trascende ed e’ di una naturalezza inusuale per un attore sin qui molto fisico. Ottima prova della Hathaway, Chastain (Murph donna) e’ brava ma non mi ha cambiato la vita. Meglio Mackenzie Foy (Murph bambina), sempre in gamba il piccolo Affleck e via discorrendo. Vorrei soffermarmi pero’ su John Lithgow e Michael Caine, i due grandi vecchi, capaci entrambi dei momenti piu’ commoventi del film, soprattutto Caine che vedrei bene con un terzo Oscar. Infine le musiche. Da adoratore di Zimmer sono perplesso. Da un lato il suo lavoro e’ fenomenale nel risultato e nell’approccio, trasformando il suo modo di lavorare e puntando interamente su un risultato concettuale eppur emotivo. D’altro canto esce un’opera minimalista in puro stile Glass sublimato a Ligeti – e vuoi vedere che si a torna Kubrick? – percio’ mi domando: perche’ non far comporre la colonna sonora direttamente al padre del minimalismo per il grande schermo? Mi riservero’ di ascoltare la soundtrack decontestualizzata dalle immagini.
Contrariamente al mio stile ho scritto troppo, lo riconosco ma seppur imperfetto, sempre di evento si tratta.
Un nuovo percorso per Nolan? Credo di no ma lo vedremo.
Non il suo film peggiore ma poco ci manca, quando il peggio comunque va oltre l’eccellenza.

Scheda IMDB

Il cavaliere oscuro – Il ritorno – Christopher Nolan

Il cavaliere oscuro - Il ritornoE’ indubbio che Nolan rappresenti per il Batman cinematografico cio’ che Frank Miller fu negli anni ’80 per il Batman del fumetto.
In entrambi i casi la missione fu non tanto svecchiare il personaggio, quanto toglierlo da una bidimensionalita’ cartoonistica per proiettarlo in una dimensione oscura e drammatica alla quale in fondo, il personaggio deve il successo dei primi anni di vita, quelli della gestione Kane, suo creatore.
Nolan come Miller, ha strappato Batman dall’incubo dei popcorn e dei ragazzini urlanti e al posto di un bambolotto da scaffale basso, ha restituito un uomo di carne, sangue ed incubi, un bambino terrorizzato riuscito a salvarsi grazie ad un amico immaginario, un mostro che sconfigge i suoi nemici, tiene lontano il male e argina il dolore che lo perseguita. 
Immagino non sia stato facile riuscire nell’impresa, in fondo a Hollywood conoscono bene il valore della famiglia media della domenica pomeriggio ma Nolan evidentemente sa come vendere e vedersi e l’ha dimostrato in imprese ben piu’ complicate, "Inception" su tutte.
Terzo capitolo quindi per il Cavaliere Oscuro, otto anni dopo la tragica conclusione del secondo film che ci restituisce un Bruce Wayne disintegrato nel corpo e nella mente che puo’ permettersi di nascondersi in una Gotham quasi pulita da ogni crimine importante. Bane, un criminale micidiale che si scoprira’ molto, molto vicino al passato di Wayne, ha un suo piano per distruggere Gotham e Batman, in ogni senso possibile.
Confesso che l’inizio mi ha lasciato perplesso e non tanto per una serie di imprecisioni macroscopiche di soggetto e tecnica, quanto per la banalita’ di certe situazioni e caratterizzazioni. Lo spettacolo non si fa attendere, anzi Nolan sa offrire ancora una volta qualcosa di nuovissimo ma c’e’ un senso di imperfetto che infastidisce non poco.
Poi la storia prosegue, incalza e sa anche sorprendere, merito di Bane, criminale al quale non si darebbe mai del pazzo, tanto il suo pensiero e’ lucido e affilato. Del resto la sua rivoluzione a Gotham e’ speculare con quanto avvenne a Mosca e in tutta la Russia in quell’Ottobre del 1917, il socialismo reale di chi e’ piu’ uguale degli altri e che conosce bene la differenza tra caos e liberta’, il che non si puo’ dire per "noi il popolo", quel presunto 99% in cerca di un padrone al quale si lascia la facolta’ di leccargli la mano.
Non la buttero’ in politica come tenta qualche imbecille in perenne campagna elettorale ma e’ certo che il soggetto sfrutta il semplice assunto che massa non corrisponde a democrazia laddove non e’ ancora chiaro che "democrazia diretta" e’ un tragico ossimoro.
Ad ogni modo, dopo quasi tre ore di film, a stento si percepisce il tempo trascorso, impegnati a riprendere a respirare con regolarita’ e fregarsene bellamente delle imperfezioni o degli errori.
Straordinario Nolan e straordinari tutti gli interpreti, Bale sempre in forma, Michael Caine un gigante, Oldman finalmente alla sua altezza e ancora una volta applausi per Joseph Gordon-Levitt, attore che di pellicola in pellicola cresce esponenzialmente e Tom Hardy, altra grande promessa che Nolan ben conosce.
Mi e’ piaciuta meno Selina/Catwoman ma e’ una mia questione privata col fumetto.
Musiche di Zimmer che non ce n’e’ per nessuno, per quanto sfiorino senza raggiungere le precedenti con James Newton Howard ma non di meno in grado di proiettare le immagini direttamente nello stomaco e nelle ossa.
Lo si accetti, c’e’ Nolan e qualcun altro che oggi danno un senso ad Hollywood e possono togliere la patina unta dalla parola Cinema USA.

Scheda IMDB

Inception – Christopher Nolan

InceptionPrima o dopo si doveva arrivare ad "Inception" perche’ e’ impossibile evitarlo ed e’ impossibile ignorarlo.
Quando un film propone idee innovative riuscendo nel contempo a regalare sequenze uniche ed indimenticabili, allora si puo’ parlare a buon diritto di classico, uno di quelli che il tempo non cancella, un ben preciso marcatore storico. Parigi che si arrotola come un cartoncino val bene il walzer spaziale di "2001: Odissea nello spazio" o il bullet time di "Matrix" ma "Inception" ha persino qualche carta in piu’ da giocare a partire da Nolan.
Sono pochi i registi di questo calibro che sanno elaborare in autonomia trame incredibilmente complesse come "Inception" o "Memento", senza dimenticare che "The prestige" o i suoi Batman, non sono uno scherzo.
Trovo straordinario il solo prendere in considerazione un film nel quale i protagonisti si tuffano in quattro livelli di sogno e ancor piu’ che si sia riuscito a renderlo comprensibile a qualsiasi tipo di pubblico.
Dare in pasto e gente comodamente seduta dentro ad una sala cinematografica, un sogno dentro un sogno dentro un sogno dentro un sogno, e’ roba tosta eppure Nolan che ricordiamo di questo film e’ sceneggiatore, regista e produttore, ne e’ stato vittorioso artefice.
Attori. ebbene credo senza ombra di smentita, si possa affermare che ad Hollywood il cambio generazionale e’ non solo in atto ma pienamente realizzato. DiCaprio e’ immancabilmente un fenomeno, Cillian Murphy e’ talmente bravo da non arrivare neppure alla meta’ del suo potenziale.
Joseph Gordon-Levitt mostra qui un assaggio di cio’ che e’ capace di fare e col film giusto, un Oscar nei prossimi anni non glielo toglie nessuno.Tom Hardy e’ un altro che ha dimostrato una maturita’ imprevedibile ed imprevista e se a questi giovani virgulti affianchiamo Watanabe, Berenger, Caine e infiliamoci dentro anche Postlewaite, ci rendiamo conto che potenziale umano e’ stato necessario affinche’ una grande idee divenisse gigantesca.
Resto con una riserva per entrambe le lady, Ellen Page e Marion Cotillard, in special modo quest’ultima che sara’ per via del suo essere francese ma non mi piace per niente.
Effetti speciali. Totali e ancora piu’ sorprendentemente il meglio lo si ha laddove il regista cerca di farne a meno, come nella lotta a gravita’ variabile lungo i corridoi dell’albergo.
Comunque la suggestione della citta’ che crolla in mare sotto il peso dell’incubo, ha la potenza visiva della conclusione del "Pianeta delle scimmie", giusto per tornare a icone indimenticabili.
Musiche: Hans Zimmer, uno che scrive colonne sonore a getto continuo, sa farsi riconoscere nel suo stile unico fatto di archi ostinati e bassi subsonici che tolgono il fiato eppure riesce a sorprendere ogni volta.
Musicista capace di temi memorabili da contarsi a dozzine, in "Inception" supera il suo standard e mi emoziona come non avveniva dal secondo Batman o ancor meglio da "The Rock", a oggi indiscutibilmente il suo capolavoro.
Si puo’ quindi scrivere solo bene di un film?
Certo e per fortuna aggiungo e che importa se qualche particolare, stride, se errori si sono commessi quando si resta in apnea dopo una lunga scena, se a luci accese si vorrebbe rivederlo ancora ed ancora.
Infine se qualcuno ancora mi chiedesse il film di che parla, vorrebbe dire che non mi sono affatto spiegato, quindi la faccio piu’ facile: munirsi di Blu-ray, un numero imprecisato di diffusori e svelti fuori di qui.

Scheda IMDB

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: