XII Congresso Post Industriale, Bologna 30-09-2016

XII Congresso Post IndustrialeE si ritorna al Congresso Post-Industriale, il dodicesimo per l’esattezza. Bologna resta la capitale, Kindergarten il tempio eletto, location che per inciso ben si adatta in stile all’evento. Anno buono il 2016 con ben due manifestazioni e per chi è dirimpettaio al capoluogo emiliano, una gran bella fortuna. Gente da tutt’Italia, non pochi dall’estero e oramai un po’ ci si riconosce, quasi fosse una sagra per concittadini non di luogo ma di grande passione comune. Pubblico in aumento di congresso in congresso, tendenza confermata anche in questa occasione essendo rispetto le precedenti, un po’ più speciale delle altre….

Fermi tutti c’e’ una novita’.
Ho avuto l’onore il piacere d’essere invitato a scrivere del XII Congresso Post Industriale su www.sherwood.it percio’ e’ li’ che si puo’ trovare l’intero resoconto della serata.
Buona lettura!

http://www.sherwood.it/articolo/5582/xii-congresso-post-industriale

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XI Congresso Post Industriale, Bologna 23-04-2016 (seconda parte)

XI Congresso Post Industriale - The RitaI The Rita, altro nome impossibile da non conoscere, portano avanti da tempo un progetto tanto particolare quanto unico, la costante declinazione del power noise al feticismo estremo eppure confinato in gabbie mentali di contenimento, il velo della calza che copre eppure sconvolge i sensi come e piu’ del puro e semplice nudo.
L’ultimo lavoro spinge ancora sulla danza, gambe e piedi che da arti divengono arte, desiderio e infine suono in questa specie di composizione concreta, un documentario che racconta cio’ che non viene mostrato.Nei campionamenti di un vero corso di danza, l’harsh noise diviene sostegno portante di un concept album robusto come e’ robusto il progetto tutto di Sam Mckinlay, una missione che abbraccia ormai lunghi anni di carriera. Inutile dire che la performer aggiunge pathos e sensazione, in apparenza distrae e non v’e’ davvero distrazione migliore, ma in realta’ concorre nell’annullamento sensoriale e cognitivo di chi ascolta, lasciando la purezza del rumore aprirsi un varco tra i pensieri. Potenti e originali.

XI Congresso Post Industriale - SlogunAltra prima occasione d’ascolto, almeno per me, coi Slogun.
La mancanza e’ mia s’intende, questa e’ gente in giro da 20 anni, oltretutto con forti legami con la scena italiana ma la bellezza dei congressi e’ che sono pure utili, oltreche’ spettacolari. Presentati come "New York Mafia Power-Electronics", l’idea e’ comica quanto suggestiva. Cio’ che in effetti viene messo in scena e’ uno specie di psicodramma punk col pubblico protagonista, sputi bicchierate e qualche calcio, niente di che. Personalmente preferisco una sfera piu’ intima al "fuck you" simil ghetto nero ripetuto allo sfinimento ma tutto fa parte del gioco e va bene cosi’. Performance sonora sovrastata da quella artistica, non sono certo loro gli inventori del noise rap, che peraltro non fanno se non nell’accezione di rabbia urlata in un microfono e minimamente cadenzata dove hanno qualcosa da dire, Un buon esperimento.
Alcuni momenti epici, una lunga performance divisa in due parti, la citta’ nel suo cemento ed acciaio stride dagli altoparlanti, potenza in watt ed emozionale ed e’ quanto resta.
Alla fine lo show rimane, un misto di divertimento e straniamento e in fondo e’ cio’ che conta.

XI Congresso Post Industriale - Sutcliffe JugendE infine come da tradizione, i pezzi da 90, i Sutcliffe Jugend, inglesi, capelli bianchi che tradiscono una lunga militanza che si sente sin dall’attacco devastante per le orecchie gia’ allo stremo dopo quattro ore di show ma non e’ sfoggio di potenza valvolare ma puro disagio. E’ un boom sonico che colpisce fisicamente mentre Kevin Tomkins interpreta letteralmente il suono, confermando cio’ che che vado affermando da anni. il noise e’ la forma artistica piu’ vicina all’espressionismo astratto, un misto di tecnica e pathos, l’equilibrio tra lo stato emotivo e il gesto, qui sottolineata dai droni di Paul Taylor e dalla sua chitarra, drammatica e coinvolgente, a tratti terribile. e’ un caos interiore che raggiunge tutti quanti, il momento in cui il power electronics trova definizione e compimento.
Un lungo momento centrale molto intimo, voce e frequenze basse, faticoso dopo un concerto cosi’ lungo, grande recupero nel finale con ritmi da nuova tribalita’. Un consiglio, l’ultimo CD "Masks" e’ fenomenale, fateci un giro.

Tutto bene quindi? Si, o quasi. Nulla da eccepire su band e setlist, sono pero’ mancati i visual e dire che prima e durante ne sono girati di favolosi tra Caligula 031 e Sshe Retina Stimulants del grande Paolo Bandera sempre presente. Forse non tutti gli artisti li hanno voluti, qualcuno rispondera’, non lo so. Pessimo l’impianto luci, senza regia o un minimo di gestione. Poco ha a che fare con lo show in senso stretto ma come dire, anche l’occhio vuole la sua parte. Il giro scorso ando’ meglio, speriamo nel prossimo che comunque gia’ preannuncia grandi cose. Esserci.

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XI Congresso Post Industriale, Bologna 23-04-2016 (prima parte)

Bologna nuova capitale del post-industriale? Certo perche’ no.  Considerando poi che l’appuntamento non solo annuale ma semestrale si fa regola, per chi sta ad un passo dalla citta’ e’ una vera e propria benedizione.
Consolidata anche la sede, location che ben si lega alla serata,  facile da raggiungere e insomma, meglio di cosi’ non potrebbe andare. La Old Europa Cafe’, organizza e sponsorizza l’evento, percio’ tanta musica dal vivo e tanti cd da acquistare cosicche’ tutta la faccenda non si esaurisca a fine show.
Ad ogni  nuova occasione le presenze si moltiplicano, i nomi in gioco confermano la qualita’ dell’evento e per chi c’e’ dentro e’ veramente un sentirsi a casa ma vediamo come e’ andata.

XI Congresso Post Industriale - UncodifiedS’aprono le danze con Uncodified e gia’ vado in pari col biglietto.
Corrado Altieri, sardo DOC, cattivissimo, pura mente analogica, uno che ha lavorato col meglio del panorama noise industrial italiano e non solo. E’ che ha preso tutto e lo ha messo insieme e quando s’e’ formato solo rumore, e’ andato sommando, giocando al rialzo.
E’ come porsi al centro di una grande riflettore di luce bianca e aggiungere altra luce, operazione in apparenza impossibile, forse inutile eppure Uncodified riesce nella missione di far emergere pattern distruttivi e sensazionali. Tutto questo esce chiaramente ascoltandolo su un impianto audio ben corrazzato ma live e’ una vera e proprie esperienza fisica. Dal vivo il suono diviene fluido, assume massa e consistenza, ci si trova al centro di un’onda solida ed e’ come attraversare un muro. Colonna sonora del travel without move catartico e lynchiano, impone col suo show un nuovo livello sensoriale. Straordinario.

XI Congresso Post Industriale - N.Nulla so di N. Mai ascoltato prima. Ancora stordito da Alfieri, il suo show parte piano, cede al confronto, poi qualcosa cambia.
Droni cattivi escono dal fondo oscuro del rumore, i pattern si fanno piu’ strutturati, il ritmo si regolarizza, una forma emerge, tenebrose presenze s’annidano tra i riverberi, tra gli echi metallici e da quel muro nel quale in precedenza si e’ entrati, si esce dentro una cattedrale sonora, nella quale ogni spostamento e’ un incessante rimbalzo tra texture via via piu’ complesse, che eppure dopo poco divengono chiare all’ascoltatore piu’ smaliziato. Ottimo il controllo, molta la precisione, forse troppa in una serata che non risparmia colpi bassi ma in fondo e’ bene che N. ci sia per allargare gli orizzonti nell’ascolto all’interno di un set di band che del noise privilegiano gli aspetti piu’ estremi.

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X Congresso Post Industriale, Bologna 31-10-2015 (2a parte)

X Congresso post industriale - LCBNel bel mezzo della performance, postando una foto di Giovanni Mori aka Le Cose Bianche, ho pensato e scritto "il testo e’ la portante, il rumore il messaggio". Ecco, se Djinn e Satanismo Calibro 9 raccontano di un prima, dopo e adesso, Mori e’ cio’ che dimora dentro, egli e’ cantore del disagio che per una ragione o l’altra ci portiamo dietro, noi figli imperfetti di un bagliore televisivo che non basta a colmare l’inquietudine perenne. Le Cose Bianche alla loro prima e ultima apparizione live come recita il manifesto, si accompagna con la forza dirompente e l’esperienza di SSHE Retina Stimulants, connubio potente, marziale, intimamente devastante e il rumore, si diceva del rumore, e’ la cifra emozionale di un discorso che le parole delineano soltanto ma i bassi che colpiscono allo stomaco i soli che spiegano come stanno le cose veramente. Poi come dire, Mori e’ la voce delle nostre giornate peggiori, quelle che in fondo, magari viste da lontano e col giusto distacco, ricordiamo con forza e orgoglio. L’arrivo sul palco di Iugulathor affonda la sua lama violenta nel corpo sonoro gia’ devastante e devastato, e’ l’apologia del delirio e siamo qui per questo.

X Congresso post industriale - Trepaneringsritualen Ci avviciniamo alla fine della serata ma i nervi devono restare belli saldi. Un minimo di scenografia, candele, teschio, incensi e dalla Svezia, prima volta in Italia, Trepaneringsritualen riempie il palco di se stesso, cappio, ossa e sacco di tela che separa il suo sguardo dal nostro, giusto il tempo di toglierlo e colpire col growl straziante che lo contraddistingue. Icona del death industrial, TRP al secolo Thomas Martin Ekelund, porta sul corpo il perche’ sia un artista di culto, uno a cui molti devono qualcosa, colonna portante, o quantomeno ben riconoscibile del genere assieme a gente come Karmanik e Deutsch Nepal. Presenza scenica a dir poco impressionate e si e’ pure risparmiato ma il suo urlo no, quello si lega alle tessiture oscure e demoniache, evocazioni antiche, bagliori e riflessi di poca luce in un luogo molto tetro.
A primo acchito si potrebbe dire folkloristico, spettacolare quello si, una figura che resta, suoni che rimbombano a lungo.

X Congresso post industriale - MZ 412E infine eccoli, gli ospiti illustri. Anche loro dalla Svezia e sempre per la prima volta in Italia, gli MZ.412. Estensione del gigantesco Henrik Nordvargr Björkk, lo si riconosce come uno dei padri dell’industrial black metal. Classe 1971, fu uno dei primi a formalizzare la sintassi di un genere che prese forma e defini’ la propria struttura alla fine degli anni ’80 soprattutto grazie alla Cold Metal Industry, la celebre etichetta indipendente svedese che ha raccolto negli anni il meglio della produzione industriale e gotica in tutte le accezioni possibili. Reputazione quindi guadagnata sul campo e che certo non si smentisce sul palco di Bologna. Anche per loro la presenza scenica e’ a dir poco impressionante nella perfetta mise di sacerdoti di un culto ordinatissimo e molto pericoloso. Nordvargr al centro del palco troneggia e impera, muove le mani sul theremin come evocando antichi riti e forse e’ cosi’. L’organizzazione e’ meticolosa, il suono pure, nulla s’improvvisa, tutto e’ ragionato e calibrato. Visuals in realtime e vuole sempre dire qualcosa oltre allo spettacolo che offrono i nostri. Insomma, stai li e senza tanti perche’ comprendi le ragioni per le quali hanno fatto storia e alla storia ormai appartengono.
Show impeccabile e grande entusiasmo del pubblico che li aspettava con ansia. Aspettative mantenute e se nessuno dei nostri ha nulla da invidiare, i maestri hanno ancora qualcosa da insegnare.

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X Congresso Post Industriale, Bologna 31-10-2015 (1a parte)

Non e’ passato un anno dal precedente congresso che ci troviamo ad un nuovo evento, il decimo, un numero speciale che racconta di fatica e dedizione, una missione nel territorio selvaggio di un’Italia – Europa? Occidente? – schiacciata sul conformismo delle multinazionali dello spettacolo. Ad ogni modo Bologna e’ ancora capitale anche se stavolta la sede e’ un po’ piu’ consona al contesto anche se e’ da dire, meno divertente.
Il dieci e’ un bel numero tondo che va celebrato a dovere e sotto l’egida di Old Europa Cafe ci ritroviamo pieni di CD e una serata da ricordare ma procediamo in ordine.

X Congresso post industriale - DjinnDjinn apre le danze e sotto la maschera troviamo Vintras o forse e’ sopra Vintras che Djinn si fa cantore dell’estinzione umana fin troppo evidente e mai troppo in anticipo. Egli e’ il nuovo messaggero della sconfitta fisica e morale di una cultura attraverso l’esasperata spinta di un istinto di conservazione che non vuole evolvere ma sublimare, percio’ e’ solo una questione di tempo e nel frattempo e’ dolore. Djinn sa e trasmette attraverso un set caustico e violento per chi resta ai bordi ad osservare, fin troppo logico per chi ci sta dentro.
E’ intenso, basse frequenze come magli, passi lenti sulle immagini di una morte tanto gaudente quanto inevitabile e comunque la rassegnazione di chi non si arrende ed e’ tutto li’ nei droni che sfrecciano come angeli della morte e nelle voci che annunciano e condannano.
Emotivamente agghiacciante, stilisticamente perfetto. L’oscurita’ ha in lui una nuova estensione.

X Congresso post industriale - Satanismo Calibro 9Il rito del dieci si ripete con i Satanismo Calibro 9, anche loro con un decimo anniversario e un set pensato e ragionato sul rito. Se Djinn si pone sul punto piu’ alto della fine, la band milanese e’ un prima e dopo civilta’, spiritualita’ ri-trovata e ri-pensata, un ritorno alla pietra, al fuoco e all’osso, l’ancestrale che emerge o se ne va, sempre e comunque ricorrente, immutabile e immutato nell’urlo primevo di una umanita’ acerba e violenta, certo piu’ vera.
Nuovo set, nuova incarnazione live, si spinge sul tribale per proiettare in avanti un rito oltre lo sciamanico, oltre la preistoria quando di storia ne serve una nuova. Presenza scenica intensa, posizione raccolta e la sala diviene una grotta, un luogo di ombre e paura della note e la musica per uscirne piu’ forti . Dieci anni compiuti bene, anzi benissimo.

SEGUE >>>>

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