Hugo Pratt e Corto Maltese – Palazzo Pepoli, Bologna 11-03-2017

Corto MalteseVivo da sempre col fumetto al mio fianco, malgrado cio’ Corto Maltese non appartiene al mio immaginario. Troppo ristretti i confini degli oceani terrestri al confronto con gli universi infiniti del cosmo Marvel o DC, troppo ordinari i marinai e gli indigeni al confronto di alieni ed esseri transdimensionali. D’altro canto nemmeno mi appartiene la letteratura di London, Twain, Stevenson, Melville avendo succhiato il latte direttamente dalla mammella dell’Urania di Fruttero e Lucentini. Molto e’ cambiato in questi anni, forse tardivamente recupero quella letteratura che mi e’ mancata da bambino e nel contempo il gusto della grafica si e’ raffinata, fosse solo per questioni anagrafiche ma di fatto personaggi come Corto Maltese posso leggerli con nuovi occhi e nuovo piacere. La differenza pero’ la fa il testo, con Corto Maltese piu’ di tutti. Correttamente la mostra e’ titolata a Pratt e la sua creatura, perche’ le due identita’ si fondano e si integrano indissolubilmente e le avventure di uno si affiancano a quelle dell’altro. A Palazzo Pepoli l’hanno capito molto bene, intrecciando le due storie e dedicando molte energie per raccontare il suo autore. Non solo Corto quindi ma un viaggio che inizia con Asso di Picche, passa per il Sergente Kirk e Anna della Giungla e in mezzo i suoi viaggi, le sue donne, le sue idee di una vita libera e anarchica nel senso piu’ nobile, la liberta’ che ti fa fuggire da ogni gabbia, sia essa una casa, un lavoro ordinario o una donna. Pratt fu uomo talmente libero da dirsi orgoglioso del passato fascista del padre e della propria famiglia, un padre che per la patria ha dato la vita e come ci ricordano nel documentario a lui dedicato, francese non italiano guarda caso, negli anni in cui i giovani rifiutavano la figura paterna, Pratt vola in Africa per cercare la tomba e onorarne la memoria. Insomma, un uomo complesso che ha trasformato la compessita’ della sua vita in storie meravigliose e a Palazzo Pepoli lo vediamo nello splendore della sua storia ma soprattutto delle tante tavole originali, incluse le 164 de "Una ballata del mare salato" in cui Corto si presenta al mondo. Molta cura nell’esposizione con la cornice merita di suo. Una mostra per chi ama il fumetto, non solo Pratt nello specifico ma anche la grande letteratura, quella di grandi spazi e uomini ancora degni di questo nome.

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