The Godfather (Il Padrino) – Mario Puzo, Francis Ford Coppola (estratto)

INT. DAY: DON’S OFFICE (SUMMER 1945)
The PARAMOUNT Logo is presented austerely over a black  background. There is a moment’s hesitation, and then the  simple words in white lettering:
THE GODFATHER
While this remains, we hear: "I believe in America." Suddenly  we are watching in CLOSE VIEW, AMERIGO BONASERA, a man of  sixty, dressed in a black suit, on the verge of great emotion.
BONASERA  America has made my fortune.
As he speaks, THE VIEW imperceptibly begins to loosen.
BONASERA  I raised my daughter in the American  fashion; I gave her freedom, but  taught her never to dishonor her  family. She found a boy friend, not  an Italian. She went to the movies  with him, stayed out late. Two months  ago he took her for a drive, with  another boy friend. They made her  drink whiskey and then they tried to  take advantage of her. She resisted;  she kept her honor. So they beat her  like an animal. When I went to the  hospital her nose was broken, her  jaw was shattered and held together  by wire, and she could not even weep  because of the pain.
He can barely speak; he is weeping now.
BONASERA  I went to the Police like a good  American. These two boys were arrested  and brought to trial. The judge  sentenced them to three years in  prison, and suspended the sentence.  Suspended sentence! They went free  that very day. I stood in the  courtroom like a fool, and those  bastards, they smiled at me. Then I  said to my wife, for Justice, we  must go to The Godfather.
By now, THE VIEW is full, and we see Don Corleone’s office  in his home.
The blinds are closed, and so the room is dark, and with  patterned shadows. We are watching BONASERA over the shoulder  of DON CORLEONE. TOM HAGEN sits near a small table, examining  some paperwork, and SONNY CORLEONE stands impatiently by the  window nearest his father, sipping from a glass of wine. We  can HEAR music, and the laughter and voices of many people  outside.
DON CORLEONE  Bonasera, we know each other for  years, but this is the first time  you come to me for help. I don’t  remember the last time you invited  me to your house for coffee… even  though our wives are friends.
BONASERA  What do you want of me? I’ll give  you anything you want, but do what I  ask!
DON CORLEONE  And what is that Bonasera?
BONASERA whispers into the DON’s ear.
DON CORLEONE  No. You ask for too much.
BONASERA  I ask for Justice.
DON CORLEONE  The Court gave you justice.
BONASERA  An eye for an eye!
DON CORLEONE  But your daughter is still alive.
BONASERA  Then make them suffer as she suffers.  How much shall I pay you.
Both HAGEN and SONNY react.
DON CORLEONE  You never think to protect yourself  with real friends. You think it’s  enough to be an American. All right,  the Police protects you, there are  Courts of Law, so you don’t need a  friend like me. But now you come to  me and say Don Corleone, you must  give me justice. And you don’t ask  in respect or friendship. And you  don’t think to call me Godfather;  instead you come to my house on the  day my daughter is to be married and  you ask me to do murder… for money.
BONASERA  America has been good to me…
DON CORLEONE  Then take the justice from the judge,  the bitter with the sweet, Bonasera.  But if you come to me with your  friendship, your loyalty, then your  enemies become my enemies, and then,  believe me, they would fear you…
Slowly, Bonasera bows his head and murmurs

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Apocalypse Now Redux – Francis Ford Coppola

Apocalypse now reduxComplici la lettura degli appunti di produzione di Eleanor Coppola e il relativo documentario, la voglia di rivedere il film si e’ fatta feroce e perche’ quindi non tentare con la redux? Dico tentare perche’ la prima volta che la vidi, non riuscii ad andare oltre i primi minuti.
La scelta a mio avviso non obbligatoria di ridoppiare mi fu intollerabile e non e’ argomento di discussione, e’ che di quei dialoghi conosco e voglio quelle parole, pronunciate da quelle voci, con quelle pause e cadenze, non altre.
Come la cover di una canzone che si ama profondamente sara’ sempre peggiore dell’originale, cosi’ non posso sopportare alcun cambiamento.
Nel tempo ho provato e riprovato, limitandomi ogni volta a rivedere le sequenze aggiunte e niente altro.
Riaffrontarlo in lingua originale e’ stata la soluzione ed  un piacere del quale mi ero privato dall’acquisto del primo DVD.
Tornando al film e che se ne dica, un’operazione come questa puo’ far piacere ma artisticamente e’ inutile, persino sbagliata.
Non c’e’ una sola aggiunta che a conti fatti poteva essere inclusa nel montaggio definitivo, anzi emerge chiaro e tondo quanto i tagli siano state azzeccati.
Consideriamo l’incontro coi francesi in Cambogia. Coppola scarto’ l’intero blocco praticamente a riprese concluse perche’ non era affatto contento di luci e recitazione.
Aveva ragione da vendere. Storaro qui toppo’ di brutto, dipingendo il set di un arancione simil-tramonto dal sapore innaturale di faro colorato. Vero anche che l’interpretazione e’ assolutamente sopra le righe, a tratti irreale, inspiegabile. Colpa degli interpreti forse ma prima ancora del testo e Coppola e’ il primo colpevole.
Se l’intento era di aggiungere un carrozzone al circo della follia, ebbene non fa ridere e neppure pensare. Disquisire sul conflitto e sulla possibile soluzione non fa parte della dinamica del testo che invece ha una valenza intimista. L’intera situazione e’ sbagliata e per nulla funzionale alla narrazione, indipendentemente dal risultato..
Lo stesso dicasi dell’incontro con le playmate. Nulla si aggiunge e soprattutto non si capisce dove si volesse arrivare col mostrare delle ragazzotte costrette a prostituirsi causa una carriera, diciamo cosi’, inconcludente senza dire nulla sul dramma della guerra.
Ridicolo il furto della tavola da surf a Kilgore, un momento di goliardia che depotenzia epica e tragicita’ del personaggio suo e di Willard.
Infine Kurtz che legge i giornali a Willard catturato. Di per se’ nulla e’ sbagliato e si poteva pensare di conservarla, non fosse che il colonnello e’ una figura di luci e ombre, cosi’ lo vediamo e cosi’ deve essere laddove il chiarore del giorno tratteggia invece un nuovo volto ed una plasticita’ che infrange la metafisica del suo ruolo.
Insomma, esiste un solo "Apocalypse Now" e tolto il fatto che meriterebbe anche se rifatto coi Lego, il resto e’ solo business .

Scheda IMDB

Apocalypse Now, original screenplay (estratto)

INT. SAIGON HOTEL – DAY
The CAMERA MOVES slowly across the room…and we see WILLARD, a young army captain.
He looks out the window to the busy Saigon street.

WILLARD (V.O.)
Saigon…shit. I’m only in Saigon.
Every time, I think I’m gonna wake up back in the jungle.

He moves back to the bed, lies down. He’s unshaven, exhausted, probably drunk. We see alcohol bottles, photos, documents scattered on the table.

WILLARD (V.O.)
When I was home after my first tour, it was worse. I’d wake up and there’d be nothing.
I hardly said a word to my wife until I said yes to a divorce. When I was here, I wanted to be there. When I was there…all I could think of was getting back into the jungle. I’m here a week now. Waiting for a mission.
Getting softer. Every minute I stay in this room, I get weaker. And every minute Charlie squats in the bush…he gets stronger. Each time I looked around…the walls moved in a little tighter.

He’s up now, naked, going into a frenzy, drinking, doing some sort of martial arts, eventually collapsing onto the floor.

FADE OUT:

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Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now – Eleanor Coppola

Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse NowHo una fissazione per "Apocalypse Now" ma del resto chi non ce l’ha.
Lo vidi al cinema alla sua uscita e da allora non mi ha piu’ lasciato.
A quel tempo non potevo capirlo appieno e’ chiaro, certo non colsi le valenze junghiane e le mille altre chiavi di lettura, fermandomi all’azione e poco altro ma l’impronta che lascio’ in me fu indelebile e potente.
Trovai la conclusione noiosissima figuriamoci e viene da se’ che oggi le mie preferenze siano totalmente ribaltate ma tutto quanto accresce il legame che ho col film dal momento in cui sa offrirmi nuovi punti di vista sempre diversi e come per i personaggi, ad ogni visione e’ uno scendere sempre piu’ in fondo nel cuore della tenebra.  Scovo questo volumetto in prima edizione del 1980 e non me la perdo, per approfondire ma soprattutto per penetrare ancora piu’ a fondo nella genesi e nella realizzazione del film.
Non ho mai creduto in "Apocalypse now" come apologia contro la guerra, tantomeno contro la guerra del Vietnam e se l’idea e’ narrare un  viaggio, questo puo’ compiersi solamente nell”anima dell’uomo. La cronaca di Eleanor Coppola lo conferma e lo sottolinea, laddove emerge forte il transfert psicologico del marito all’interno del suo film o dovrei dire dei suoi film.
Per Francis Coppola, ogni pellicola e’ un tentativo di risposta alle domande o ai dubbi che lo assalgono, come individuo e come artista e il percorso nella jungla sino all’incontro decisivo con Kurtz, altro non e’ che una seduta psicoanalitica le cui sorti sono legate a filo doppio con la riuscita del film.
E’ lampante come egli sia Willard e Kurtz tutto il film e il finale che non vuole compiersi, si stempera nel sacrificio crudele ma necessario del colonnello, la cui follia e’ metafora delle difficolta’ nel realizzare un’opera cosi’ complessa.
Non e’ un meccanismo nuovo. Fellini uso’ "8 e 1/2" per via di fuga ma soprattutto penso ad Herzog e "Fitzcarraldo" e come ad un certo punto, far scollinare un battello smise di essere finzione per trasformarsi in ragione di vita, quella "conquista dell’inutile" che ci separa dall’idea di uomo dal suo realizzarsi.
Per Coppola come Herzog, il fallimento divenne una resa inaccettabile ma c’e’ qualcosa che e’ oltre il film, l’insuccesso o la carriera, c’e’ l’affermazione come individuo, come uomo che resta tale fintanto si conserva piu” forte delle proprie paure e delle proprie insicurezze.
Oltre l’aneddoto quindi, oltre la narrazione, oltre la curiosita’, questo e’ l’aspetto piu’ importante del diario di Eleanor Coppola, l’idea potente di fare arte di se stessi. E’ vero che verso la fine, il diario assume tinte molto personali legate alle difficolta’ di convivenza col regista, con le sue idiosincrasie e i suoi tradimenti, il tormento di un uomo che ad un certo punto vorrebbe fermare la macchina troppo grande per lui ma oramai inarrestabile.
Il libro non e’ propriamente un diario di produzione ma le informazioni sono tante e l’approccio piu’ umano che tecnico, traccia una nuova linea di lettura che maggiormente si avvicina al senso profondo del film come narrazione.
Ricordiamo inoltre che parallelamente al diario la moglie ha girato un dietro le quinte uscito poi col titolo di "Viaggio all’inferno", compendio visivo del testo ma conoscere il film e’ gia’ piu’ che sufficiente, pensando magari alla versione "redux"

Monologo conclusivo del Colonnello Kurtz in "Apocalypse Now"

I’ve seen horrors…horrors that you’ve seen.
But you have no right to call me a murderer. You have a right to kill me.
You have a right to do that…But you have no right to judge me.
It’s impossible for words to describe what is necessary to those who do not know what horror means.
Horror. Horror has a face…And you must make a friend of horror. Horror and moral terrorare your friends.
If they are not then they are enemies to be feared. They are truly enemies. I remember when I was with Special Forces…Seems a thousand centuries ago…We went into a camp to innoculate the children. We left the camp after we had innoculated the children for Polio, and this old man came running after us and he was crying.
He couldn’t see. We went back there and they had come and hacked off every innoculated arm.
There they were in a pile…A pile of little arms. And I remember…I…I…I cried…
I wept like some grandmother. I  wanted to tear my teeth out. I didn’t know what I wanted to do.
And I want to remember it. I never want to forget it. I never want to forget.
And then I realized…like I was  shot…Like I was shot with a diamond…a diamond bullet right  through my forehead…And I thought: My God…the genius of that. The  genius. The will to do that. Perfect, genuine, complete, crystalline, pure.  And then I realized they were stronger than we.
Because they could stand that these were not monsters…These were men…trained cadres…these men who fought with their hearts, who had families, who  had children, who were filled with love…but they had the strength…the  strength…to do that. If I had ten divisions of those men our troubles  here would be over very quickly.
You have to have men who are moral…and  at the same time who are able to utilize their primordal instincts to kill without feeling…without  passion… without judgement…without judgement.
Because it’s judgement that defeats us.

Drop the bomb.
Exterminate them all.

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